Il Comune campano si unisce agli altri sottoscrittori del documento contenente proposte per riequilibrare il rapporto tra residenti e ospiti
Concorrenti sul mercato, uniti per rendere il turismo sempre più sostenibile.
Dal mare ai monti, dal profondo Sud alle vette del Nord, sono sempre più i Comuni italiani che hanno scelto di fare gioco di squadra, provando a gettare le basi per un cambio di passo sul fronte dell’overtourism.
Se realtà come Sirmione, Venezia e Riva del Garda hanno già sperimentato (con strumenti diversi) forme concrete di gestione dei flussi turistici, ora anche le destinazioni del Mezzogiorno provano a muoversi nella stessa direzione.
Dopo Capri e Amalfi, entra infatti a far parte della rete anche Sorrento.
La Giunta del Comune campano ha infatti appena approvato la delibera con cui autorizza il sindaco, Corrado Fattorusso, a firmare l’atto di adesione al patto, dopo l’ingresso della piemontese Baveno a luglio.
I primi passi sul piano istituzionale sono stati compiuti, ma la vera sfida resta quella di trasformare il confronto tra territori in interventi concreti: governare gli arrivi, tutelare i residenti e trovare un equilibrio tra attrattività turistica e sostenibilità dei luoghi.

La “Carta di Amalfi”: le località aderenti e le problematiche comuni
Il nuovo patto per il turismo, promosso da Capri e Amalfi, è stato siglato ad aprile 2025 da 7 Comuni fondatori. L’occasione è stata fornita dal Summit nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile”, organizzato nella cittadina campana da cui prende il nome la Carta. Qui, oltre 25 tra sindaci e amministratori pubblici hanno discusso di temi cruciali per il turismo come ospitalità e residenzialità, fiscalità, mobilità e sicurezza, e spazi pubblici.
Non a caso, tra la ventina di sottoscrittori del protocollo d’intesa, che coinvolge anche i Ministeri del Turismo e dell’Interno, figurano molte località italiane ad alta vocazione turistica, tra cui Arzachena-Porto Cervo, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Ischia, Pinzolo-Madonna di Campiglio, Positano, Riva del Garda, Taormina e Volterra. E poi Atrani, Ayas, Castellabate, Polignano a Mare, Pollica, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Roccaraso e San Gimignano.
L’obiettivo è quello di trovare soluzioni condivise a temi complessi, a partire dalla migliore gestione dei flussi turistici, che consenta di mettere insieme la tutela del territorio e una visione sostenibile e innovativa dello sviluppo locale, crescita economica e vivibilità. Intento che, fin da subito, ha potuto contare sulla promessa del presidente della Commissione Turismo del Senato, Luca De Carlo, di accogliere le proposte dei sindaci per tradurle in azioni concrete.
Dalle proposte ai risultati
Il metodo adottato dalla Carta punta su pochi obiettivi concreti, da raggiungere attraverso un costante confronto con le istituzioni di livello superiore. Per esempio, ha ricordato il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, nell’incontro pubblico in cui è stato ufficializzata l’adesione di Sorrento, uno dei primi risultati già raggiunti è il via libera al superamento dei limiti legislativi per le assunzioni di agenti di Polizia municipale che è stato concesso ai Comuni turistici.
La più elevata flessibilità nelle assunzioni di personale, specie quello a tempo determinato per il controllo del territorio, era del resto una delle principali richieste iniziali, insieme al riconoscimento dello status di Zone Turistiche Speciali (Zts), con la concessione ai sindaci di poteri speciali per la gestione della circolazione, dell’accesso alle zone turistiche e dei flussi pedonali, ma anche una maggiore possibilità di iniziative di fiscalità locale.
Ulteriore aspetto centrale della Carta è la gestione dei picchi di presenze sul territorio, di gran lunga superiori ai residenti, con vari rischi tra cui la tenuta dei servizi pubblici. La proposta punta sulla concessione di nuovi poteri per ottimizzare gli arrivi di veicoli, treni e imbarcazioni in rapporto a spazi disponibili e infrastrutture di ricezione effettivamente esistenti, oltre all’adeguamento dell’offerta di posti letto turistici, evitando le concentrazioni.
L’adesione di Sorrento
Nel provvedimento della Giunta di Sorrento che ha autorizzato l’adesione alla Carta di Amalfi si ricorda come, nella città campana “il turismo rappresenta il settore trainante dell’economia del territorio”, ma al tempo stesso “negli ultimi anni sta esercitando una crescente pressione sulla qualità di vita della comunità residente, sui servizi pubblici, sulle infrastrutture, sulla mobilità, sulla gestione dei rifiuti, sulla vivibilità”.
Il capoluogo della penisola sorrentina, continua l’analisi, con 3 milioni di presenze turistiche annue è forse la località che, più di tutti i piccoli centri turistici, soffre le conseguenze dell’overtourism. Proprio nella prospettiva di una nuova organizzazione e gestione dei flussi turistici, in occasione dell’incontro le Amministrazioni di Sorrento, Amalfi e Capri hanno così manifestato la volontà di collaborare per costruire un percorso condiviso con Regione e Ministero dell’Interno.
Alberto Minazzi




















