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“Se domani non torno”: il film su Giulia Cecchettin alla Festa del Cinema di Roma

“Se domani non torno”: il film su Giulia Cecchettin alla Festa del Cinema di Roma
@trailer di Se domani non torno

Il lungometraggio sulla storia della giovane uccisa nel veneziano dall’ex fidanzato Filippo Turetta sarà presentato in anteprima venerdì 23 ottobre

Fervono i preparativi a Roma per la 21a edizione della Festa del Cinema che si svolgerà da martedì 13 a domenica 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, la Casa del Cinema, una delle principali sedi della manifestazione e in altre sedi della città.
Il programma definitivo sarà presentato il 25 settembre, ma già trapela qualche anticipazione. Il film d’apertura sarà “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public, durante la cerimonia inaugurale che sarà condotta da Ema Stokholma. Il programma del 2026 prevede anche la consegna del Premio alla carriera a Javier Bardem, l’attore spagnolo al quale è stato assegnato l’ Oscar® per Non è un paese per vecchi di Joel ed Ethan Coen e l’anteprima del film “Se domani non torno” di Paola Randi che racconta il drammatico femminicidio di Giulia Cecchettin.

Il film d’apertura

La Festa del Cinema di Roma è nata nel 2006 ma seppur giovane si è imposta nello scenario cinematografico mondiale per presenze di film internazionali, attori, registi e pubblico che ogni anno vi partecipa sempre più numeroso. Anche quest’anno i grandi nomi non mancheranno. A cominciare dall’apertura della Festa affidata a “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, la cui uscita nelle sale cinematografiche è prevista il 12 novembre 2026.
Il cast del film comprende Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria.

Il lungometraggio racconta la storia di tre famiglie di Milano, le cui vite trascorrono tra segreti, bugie e fragili equilibri quotidiani. Ci sono l’infermiera Andreina e Andrea, un fotografo che vive grazie a un rene donato da lei; Umberto, uomo violento in casa che scarica le sue tensioni su Alba; Ralph e Viola, un rumorista per mestiere e un’attrice che recita anche nella vita di tutti i giorni e Mirko, un bambino di dieci anni che movimenta e unisce le vicende.
In comune, hanno “la gabbia che si sono costruite nella vita per paura di trovare chissà cosa là fuori – si legge nella descrizione” e un reticolato fitto che ha relegato i loro sentimenti in un perimetro tranquillo e rassicurante. Fino a quando un evento inatteso non le coinvolgerà tutte”.

Il film sul femminicidio avvenuto in Veneto

Alla Festa del Cinema di Roma arriva anche il film “Se domani non torno” sulla storia di Giulia Cecchettin, uccisa per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta, l’11 novembre 2023 a Fossò, in provincia di Venezia, all’età di 22 anni e prossima alla laurea.
Il papà, Gino Cecchettin, a un anno dalla tragedia ha scritto il libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia.”, dal quale è tratto il film.
Le pagine del volume sono una lettera ideale alla figlia e una riflessione personale sul dolore dopo la sua morte. Non un libro che ricostruisce semplicemente il caso giudiziario ma il racconto di un padre che cerca di elaborare il lutto e di parlare alle nuove generazioni. Da questa pubblicazione è stato ora realizzato il film che sarà presentato a Roma il 23 ottobre e uscirà nelle sale cinematografiche il 5 novembre, scritto assieme allo scrittore Marco Franzoso e diretto da Paola Randi che firma la sceneggiatura assieme a Lisa Nur Sultan.
Nel cast ci sono Filippo Timi, Tecla Bossi, Sabrina Martina, Tommaso Allione, Linda Caridi ed Elisabetta De Palo.

Un lungometraggio contro la violenza di genere

Il film ha al centro del racconto il padre Gino e ne segue il percorso dal rapporto con Giulia fino al momento della sua scomparsa e il dopo.
Giulia rivive con i suoi 22 anni: viene dato spazio non soltanto alla vittima ma si raccontano i suoi studi, i suoi interessi, la sua personalità, il rapporto con la famiglia. La vicenda di Filippo Turetta, l’ex fidanzato che l’ha uccisa, non è il fulcro narrativo perché l’attenzione rimane prevalentemente sulla famiglia e sull’esperienza di Gino e la storia della giovane vittima non è ridotta alle ultime ore della sua vita. Dal libro il film riprende soprattutto il tema della trasformazione del dolore privato in un impegno pubblico contro la violenza di genere, mentre il titolo viene dalla poesia di Cristina Torres-Caceres, rilanciata pubblicamente dalla sorella maggiore di Giulia Elena Cecchettin.

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