La nuova fiammata colpisce soprattutto i nuclei familiari con più figli, trainata dai rincari dei carburanti, di luce e di gas
Un ennesimo duro colpo per le tasche delle famiglie italiane.
Ad agosto 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo, secondo i rilevamenti Istat, al lordo dei tabacchi ha registrato una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua.
L’impennata dell’inflazione è spinta soprattutto dai prezzi dei beni energetici regolamentati – i principali sono energia elettrica del mercato tutelato, gas di rete per uso domestico – passati da +14,8% a +18,6% e soprattutto da quelli non regolamentati come i carburanti, basti pensare al costo della benzina e del gasolio, cresciuto di circa 6 punti passando da +11,4% di luglio a +17% in agosto. In crescita anche i beni durevoli passati da +0,7% a +1,3%.
Sempre meno potere d’acquisto
Secondo il Codacons la fiammata dell’inflazione si traduce, a parità di consumi, in una spesa annua aumentata di 1.091 euro per la famiglia tipo, costo che arriva a raggiungere i 1.507 euro per un nucleo con due figli.
Per l’associazione l’escalation senza sosta dei listini alla pompa di benzina e gasolio e le quotazioni dell’energia in forte rialzo sui mercati faranno sentire i loro effetti sui prezzi al dettaglio di molti beni e servizi portando a un ulteriore aumento dell’inflazione.
Il peso di questa situazione diventa particolarmente oneroso quando i rincari si concentrano su beni e servizi di uso quotidiano.
Costi degli alimentari in crescita moderata, rallentano anche i trasporti
Guardando oltre il comparto energia, l’Istat evidenzia moderati aumenti nel settore alimentari non lavorati che passa da +3,6% a +3,8%.
Rallenta anche la crescita dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona che passano da +3% a +2,6% e i prezzi del settore trasporti passati in un mese da +1,6% a +0,8%.
Per contro, la variazione tendenziale dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (generi alimentari quali pane, pasta, latte, carne, ortofrutta e bevande; tabacchi e carburanti; ristorazione e giornali e periodici) è aumentata da +3,4% a +4,3%.
Sempre ad agosto 2026, l’inflazione di fondo, che misura la dinamica dei prezzi al netto delle componenti più volatili, ovvero energia e alimentari freschi, ha registrato un lieve rallentamento, passando dal +1,6% di luglio al +1,5%.
Analogo andamento per l’inflazione calcolata al netto dei soli beni energetici, scesa dal +1,8% al +1,7%.
Codacons lancia tuttavia l’allarme. Le bollette dei prossimi mesi con l’avvicinarsi della stagione di maggiori consumi energetici peseranno non poco sulle tasche degli italiani sulla base dei costi dell’elettricità sul mercato libero che registrano un +18,6%, del gas +11,3% e tariffe della luce sul mercato tutelato con + 9,7%.



