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Assegno Unico: cambia l’importo con il nuovo calcolo Isee

Assegno Unico: cambia l’importo con il nuovo calcolo Isee

Le cifre erogate diventano più consistenti con Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione e sono previste altre novità

Assegno Unico, si cambia.
E’ stato infatti introdotto un “Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, grazie al quale il calcolo degli importi che spettano a ciascuna famiglia che ne possieda i requisiti, viene incrementato. Non solo. Le novità riguardano anche l’erogazione per i figli residenti in un altro Stato dell’Unione Europea e per i genitori non residenti in Italia, ma con domicilio e lavoro nel Paese.

Come funziona il nuovo calcolo

La principale novità prevede il calcolo della scala di equivalenza, il sistema di coefficienti numerici che serve ad adattare il reddito o il patrimonio di una famiglia alle sue dimensioni e alla sua composizione per calcolare l’Isee.
A contare molto è il numero dei figli a carico: 0,10 per due figli; 0,25 per tre figli; 0,40 per quattro figli; 0,55 per cinque o più figli. Significa che più componenti formano il nucleo familiare, più cresce il valore della scala di equivalenza. Dividendo poi il reddito per un numero più grande l’Isee finale risulta più basso e di conseguenza questo permette di accedere a fasce di Assegno Unico con importi mensili più elevati. E’ prevista poi una maggiore franchigia sulla casa di proprietà che cresce con l’aumentare del valore dell’immobile e a seconda del numero dei figli presenti in famiglia.

L’importo dell’Assegno Unico

L’importo dovuto è calcolato in base all’Isee, tenendo conto dell’età dei figli a carico e di altri elementi. In particolare è prevista una quota variabile progressiva sulla base delle soglie Isee rivalutate ogni anno. La cifra base per ciascun figlio minorenne va da un massimo di circa 203,80 euro al mese con Isee fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,30 per Isee superiori a 46.582,71.

Le quote

Le quote spettanti per ciascun figlio possono essere maggiorate in caso di figli successivi al secondo e nuclei numerosi con quattro o più figli; genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; madri di età inferiori ai 21 anni; figli affetti da disabilità o di età inferiore a 1 anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino alla soglia massima, rivalutata annualmente.
Tra le novità della prestazione economica a sostegno dei figli a carico, la possibilità che anche i figli residenti in un altro Stato membro UE possano beneficiare dell’Assegno Unico come anche i genitori non residenti in Italia, ma con domicilio e lavoro nel Paese.

Figli maggiorenni

L’Assegno Unico spetta alle famiglie anche per ciascun figlio maggiorenne a carico fino al compimento dei 21 anni che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e abbia un reddito inferiore a 8 mila euro annui, sia registrato come disoccupato o in cerca di lavoro o svolga servizio civile universale. Nel caso di figli con disabilità non ci sono limiti di età per beneficiare dell’Assegno.

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