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Venezia, contributo d’accesso: arriva l’ok della Giunta

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Non è una “tassa di sbarco”, com’è stata erroneamente definita.
Il contributo d’accesso approvato dalla Giunta comunale di Venezia non è infatti il classico balzello introdotto per fare cassa a carico di chi vuole visitare il centro storico.
È invece un modo per consentire alla città di far fronte a quei costi, aggiuntivi rispetto a quelli di qualunque altra realtà, che occorrono per garantire la sua vita quotidiana. Un delta, pari a trenta milioni ogni anno per la sola pulizia, che oggi gravano sulla bolletta di residenti e di imprese operanti in centro storico.

“Il contributo d’accesso vale se vale il futuro della città”, ha sottolineato oggi il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro presentando alla stampa la misura.

LE PREMESSE

Il provvedimento, che applica una legge dello Stato, è stato elaborato con la consulenza di uno dei più importanti studi legali in Italia (lo studio Gianni, Origoni, Crippo, Cappelli & Partners): “Abbiamo cercato di redigere un regolamento equilibrato, considerando che è la prima volta che, nel nostro Paese, si applica un criterio giuridico di questo tipo. Siamo a disposizione, in futuro, per fare eventuali modifiche o integrazioni. Ma crediamo che non saranno necessarie”, ha garantito l’avvocato Francesco Gianni.

L’ITER

La delibera-quadro verrà ora integrata dalla Giunta con una delibera di applicazione. Nel frattempo, l’iter amministrativo proseguirà in Comune attraverso il passaggio in tre Commissioni prima dell’approvazione del Consiglio, probabilmente già entro febbraio. E così, da maggio, il contributo dovrebbe entrare in vigore.

 

LA DELIBERA

Il contributo “base” è stato fissato in 6 euro, ma sarà modulato con una serie di esenzioni, “non applicabilità” o aumenti, a seconda del periodo in questione. Ci saranno dunque le giornate critiche, dabollino rosso”, in cui il contributo sarà di 8 euro. E quelle di eccezionale criticità, da “bollino nero”, in cui si arriverà a 10 euro; ma ci saranno anche i giorni da “bollino verde”, in cui si scenderà a 3 euro. E 3 euro sarà, nella prima fase, fino al 31 dicembre 2019, quello che pagheranno tutti coloro che non ricadranno in esclusioni o esenzioni, legate a status da autocertificare.

LE ESENZIONI

Le esclusioni sono previste per legge. Vi ricadono i residenti nel Comune, lavoratori e studenti pendolari, familiari di chi paga Imu nel Comune di Venezia. Le categorie previste ad esenzione sono invece 19. Tra queste, chi già paga la tassa di soggiorno, i residenti nella Città metropolitana o in Veneto, i possessori di carta VeneziaUnica abilitata alla navigazione. Ma anche i disabili gravi o i degenti (con relativi accompagnatori), i partecipanti ad eventi sportivi organizzati dal Coni, gli appartenenti alle Forze armate. La Giunta sta anche studiando tecnicamente due nuove categorie di esenzione: i nati a Venezia e coloro che già pagano la Ztl arrivando in città con un autobus turistico.

L’APPLICAZIONE

Le risorse derivanti dal contributo saranno interamente rendicontate con la massima trasparenza. Saranno destinate a sgravare i residenti degli extra costi, ad effettuare le manutenzioni della città antica e a gestire meglio sistemi di sorveglianza e sicurezza, anche attraverso l’assunzione di nuovi vigili urbani.

Il contributo consentirà inoltre di avere a disposizione numeri certi sul flusso turistico in città. Questo aiuterà a misurare e a governare maggiormente il fenomeno.
“Venezia – ha spiegato ancora il sindaco – non chiuderà mai le porte a nessuno né sarà militarizzata nei controlli, pur essendo previsto un sistema di sanzioni nei confronti di chi elude il contributo o rilascia false dichiarazioni ai fini dell’esenzione. L’obiettivo è quello di arrivare, nel 2022, a una carta unica dei servizi, per consentire agli ospiti di fruire al meglio della città. Non una prenotazione “obbligatoria”, ma certamente consigliata, perché aiuterà lo stesso turista a godere di una Venezia che si propone come una delle grandi città del futuro.

LA ZTL IN CENTRO STORICO

La Giunta ha approvato anche una seconda delibera per affrontare un possibile “vulnus” della norma costituito dal fatto che le autovetture private non sono previste dalla legge come “vettori”. In altri termini, chi arriva in macchina, può eludere più facilmente il pagamento del contributo. Il Comune sta quindi studiando, come succede a Milano, di monitorare gli accessi al centro storico con una Ztl attraverso delle telecamere posizionate all’imbocco del ponte della Libertà consentendo così una più facile riscossione del contributo d’accesso all’arrivo ai parcheggi di Piazzale Roma.
Un passaggio, quest’ultimo, che avrà bisogno di una autorizzazione ministeriale. Nel frattempo la partecipata Venis sta già provvedendo alla realizzazione di un programma informatico unico, per operatori e privati, per facilitare l’accesso, la registrazione o l’acquisto di servizi.

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