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Inquinamento Pianura Padana: sindaci in prima linea

Inquinamento Pianura Padana: sindaci in prima linea

I primi cittadini di 5 grandi città della Pianura Padana inviano ai colleghi una lettera che li invita a mettersi insieme per una strategia condivisa contro le emissioni

Milano, Torino, Bologna, Venezia e Treviso. Parte da qui, dai sindaci delle più importanti città della Pianura Padana, il tentativo di mettere insieme tutti i Comuni per cambiare realmente rotta e provare a costruire una strategia condivisa mirata a un drastico calo delle emissioni inquinanti.
Perché la qualità dell’aria in Italia, come ha evidenziato anche l’ultimo rapporto “Mal’Aria di città 2024” di Legambiente, continua il trend di miglioramento, ma a ritmi ancora troppo bassi.
Tanto più se si pensa che l’Unione Europea, nel 2030, alzerà ulteriormente l’asticella.
“Siamo consapevoli che anche gli interventi più drastici, se adottati singolarmente, non sono sufficienti a mitigare il problema”, scrivono i 5 primi cittadini ai colleghi, invitandoli all’evento di Milano del prossimo 22 aprile, Giornata mondiale della Terra, alla quale parteciperanno scienziati, medici, associazioni e cittadini.

La lettera dei sindaci: uniti oltre le divisioni

A confermare che quello dei sindaci non è un gesto solo simbolico è la trasversalità delle personalità coinvolte, che hanno riconosciuto l’importanza di un obiettivo che supera anche le differenze sul piano politico.
Stefano Lo Russo (Torino) e Matteo Lepore (Bologna) sono infatti del Pd, Giuseppe Sala (Milano) è un indipendente sostenuto dal centrosinistra, Luigi Brugnaro (Venezia) è un civico che governa col centrodestra e Mario Conte (Treviso) è della Lega.

 

La logica dell’“orticello” è superata dai sindaci anche dal punto di vista geografico, nonostante le diversità territoriali.
“Quando parliamo di aria – scrivono sempre nella lettera – non possiamo limitarci ad indossare le lenti del perimetro comunale, ma dobbiamo necessariamente considerare l’intera Pianura Padana”.
È per questo che, nelle intenzioni, c’è quella di far partire dal prossimo incontro al Piccolo Teatro Strehler di Milano una richiesta “con un’unica voce all’Italia e all’Europa di essere al nostro fianco in prima linea”.

La questione “è urgente e va affrontata subito”

“Nelle scorse settimane – esordiscono i 5 sindaci – in tutti i nostri Comuni il livello di inquinamento dell’aria ha superato troppe volte i limiti consentiti, rappresentando un rischio per la salute e il benessere della popolazione.
“Respirare un’aria pulita – prosegue la missiva – è un diritto fondamentale di tutti: dei bambini, dei soggetti più fragili, di ogni persona”.
Il tema, concludono i primi cittadini, è dunque “urgente” e “va affrontato con vigore”.
“È indubbio e registrato – aggiungono – che i livelli di polveri sottili dal 2002 ad oggi siano fortemente diminuiti, ma questo non basta”.
La Pianura Padana, infatti, ha una conformazione geografica naturale che favorisce l’accumulo di smog e polveri.
“E i cambiamenti climatici contribuiscono ad aumentare i livelli di inquinanti”, ricordano. Considerazioni che però non hanno consentito all’Italia di evitare l’avvio da parte della Commissione Europea di una nuova procedura di infrazione per il mancato rispetto degli obblighi sulla qualità dell’aria.

La Mal’Aria d’Italia

Qualcosa, indubbiamente, sta cambiando.
L’Arpae, per esempio, ha sottolineato che, nel 2023, per la prima volta in Emilia-Romagna è stato sostanzialmente rispettato, in tutte le stazioni tranne una, il numero di giorni di sforamento del valore limite giornaliero di Pm10. E anche il report annuale “Mal’Aria di città” di Legambiente ha evidenziato che, nel 2023, 18 città su 98 hanno superato questo limite (35 giorni l’anno con medie giornaliere sopra i 50 microgrammi per metro cubo) contro le 29 del 2022 e le 31 del 2021.
La città più inquinata è risultata Frosinone (70 sforamenti) seguita da Torino (66) e Treviso (63). Va però detto che, se si applicassero già i nuovi target europei al 2030, il 69% delle città sarebbe fuorilegge per il Pm10 (situazioni più critiche a Padova, Verona e Vicenza), l’84% per il Pm2,5 (valori più alti ancora a Padova) e il 50% per il biossido di azoto (unico inquinante in calo negli ultimi 5 anni) a partire da Napoli e Milano.

Alberto Minazzi

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