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Venezia a Dubai, capitale di resilienza e sostenibilità

Venezia a Dubai, capitale di resilienza e sostenibilità

Dubai ha puntato su Venezia e sulla sua realtà di  laboratorio internazionale di sostenibilità e innovazione la prima settimana tematica di Expo 2020, dedicata a “Cambiamento climatico e biodiversità”.
«Grazie al Governo e agli organizzatori per l’invito e per aver scelto la nostra città come esempio» ha detto, in rappresentanza della propria città nell’emirato arabo il sindaco Luigi Brugnaro. «È un grande onore rappresentare Venezia al Padiglione Italia all’Expo di Dubai e testimoniare il ruolo che la nostra città potrà avere nel futuro».

Expo Dubai
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro a Dubai

I focus su Venezia al Padiglione Italia

L’esempio di quello che Venezia ha fatto e sta facendo per il contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici e la promozione di processi innovativi di transizione ambientale e innovazione culturale e sociale si è incentrato in particolare sul lancio ufficiale della candidatura di Venezia a Capitale mondiale della sostenibilità, l’annuncio che l’Università Ca’ Foscari, il prossimo anno, ospiterà un’esposizione dedicata alle gemellate Venezia e Suzhou, inserita tra gli appuntamenti dell’Anno della cultura e del turismo Italia-Cina e il Mose.
Nel primo dei due appuntamenti si è sottolineato come Venezia rappresenti l’emblema del contrasto ai cambiamenti climatici, vera sfida del mondo contemporaneo. Una città fondata 1600 anni fa, minacciata da fragilità cicliche e strutturali che mettono a rischio il patrimonio artistico, il sistema socio-economico e residenziale e l’ecosistema lagunare, è infatti riuscita a “mettere insieme società civile e mondo accademico e scientifico, intersecando temi come transizione energetica, gestione dei flussi turistici, residenzialità, rigenerazione educativa e resilienza culturale”.

Venezia Capitale della sostenibilità

L’obiettivo della candidatura, come hanno spiegato i promotori della Fondazione che la sostiene, è allora quello di rendere Venezia un centro mondiale per il dibattito scientifico e culturale su sostenibilità, ambiente, tematiche sociali e loro governance. Tra le ipotesi, anche quella di organizzare in Laguna una “Biennale della Sostenibilità”, per riunire con cadenza periodica esperti ed esponenti di vari settori per discutere e proporre soluzioni sui temi dei cambiamenti climatici e della sostenibilità. «Dobbiamo fare squadra – ha dichiarato Brugnaro – metterci in gioco, avere coraggio e trovare soluzioni concrete ai problemi attuali attraverso la scienza, la cultura, la tecnica e l’innovazione».

Nel corso del forum, sono state illustrate anche una serie di azioni concrete per lo sviluppo sostenibile di Venezia. Tra queste, l’avvio di un polo dell’idrogeno e delle energie alternative a Marghera; la costituzione di “VeniSIA”, centro di innovazione e accelerazione di start-up; la manutenzione e la difesa dell’ecosistema lagunare e della biodiversità, anche attraverso la promozione della bio-agricoltura. E poi un rilancio dell’offerta accademica anche attraverso corsi specifici sulla sostenibilità, la gestione dei flussi turistici attraverso una piattaforma digitale, un piano per il commercio e la residenzialità e azioni per favorire l’inclusione sociale.

Il Mose, modello esportabile

Il secondo focus tenutosi a Dubai si è incentrato invece in particolare sul sistema Mose. Un progetto che va ben oltre il “semplice” apparato di paratoie alle bocche di porto della Laguna, articolandosi anche in un più articolato sistema integrato di infrastrutture studiate per una difesa sinergica di Venezia.
“Il Mose – è stato sottolineato a Dubai – può diventare non solo il simbolo della difesa dell’ecosistema della Laguna di Venezia, ma lo strumento di tutela di altri patrimoni dell’umanità”.

Il modello ingegneristico, del resto, fin dall’inizio è stato pensato anche nell’ottica di una flessibilità che ne renda possibile  l’esportazione in altre aree geografiche a rischio di inondazioni. Il tutto con le minime interferenze ambientali.
«È un’infrastruttura unica al mondo – ha spiegato il sindaco Brugnaro- un’opera di grande ingegneria, la cui peculiarità principale consiste nell’assenza di impatto visivo. È il risultato di una forte sensibilità ambientale che da sempre ha caratterizzato Venezia e un modello da studiare, frutto di una nuova stagione di cooperazione».

Mose
Barriere mobili a scomparsa del Mose

 

Spitz: Mose anche sotto quota 130

Lo stesso ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, nel suo video-intervento ha ribadito l’esportabilità del modello scelto da Venezia per la protezione dalle acque alte. E già lo scorso febbraio 3.000 ingegneri e 50 esperti hanno partecipato al convegno in streaming dedicato allo studio del Mose, concludendo tra l’altro che i benefici che ne derivano sono tripli rispetto ai problemi.

Expo Dubai

Certo, l’opera va adesso prima di tutto completata. Al riguardo, l’orizzonte temporale resta quello di fine 2022-inizio 2023. Intanto, però, il Mose è pronto a entrare in azione alla bisogna.
Già 20 volte, dalla prima volta del 3 ottobre 2020, la Laguna è stata protetta dagli effetti della marea eccezionale. E proprio da Dubai, il commissario straordinario Elisabetta Spitz ha annunciato che le decisioni sul sollevamento saranno “flessibili”. Un’apertura, insomma, all’utilizzo anche sotto l’annunciata quota di 130 centimetri.

Alberto Minazzi

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