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Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità: costituita la fondazione

Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità: costituita la fondazione

Il ministro Renato Brunetta presidente nel nuovo soggetto che parte con un budget tra i 2,5 e i 4 miliardi di euro

Il futuro di una prospettiva sostenibile per il mondo passerà da Venezia.
Una sfida ambiziosa, quella lanciata per il capoluogo lagunare a fine 2020. Un progetto che ha vissuto oggi, 14 marzo 2022, un passaggio fondamentale: la costituzione, a Palazzo Ducale, della fondazioneVenezia Capitale Mondiale della Sostenibilità”, che si occuperà di creare un nuovo modello che partirà dalla Laguna per poi esportarlo al resto del pianeta.
“Questa istituzione – ha sottolineato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro – sarà fondamentale per capire come Venezia è aggredita da tante problematiche che ne mettono a rischio la sopravvivenza prima di altri luoghi. E a Venezia studieremo un futuro fatto di una sostenibilità non solo ecologica, ma a 360 gradi”. Il tutto collegato alla grande occasione fornita dalle risorse messe a disposizione dall’Europa e dall’Italia con il Next Generation Eu e il Pnrr.

 

Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità: a che punto siamo

Negli oltre 20 incontri tenutisi da gennaio 2021 a oggi, sono state elaborate la strategia e le linee di intervento all’interno delle quali si muoverà il progetto: dalla transizione energetica e sostenibilità ambientale al tema del rilancio dell’offerta formativa, dall’evoluzione verso un modello turistico sostenibile, a un piano di commercio e contrasto alle attività illegali, a un programma teso a facilitare la residenzialità a Venezia.
Dopo l’elaborazione dello statuto, con la costituzione della fondazione e il seguente insediamento del Consiglio di Indirizzo, oggi è stato eletto anche il presidente di Venezia Capitale della Sostenibilità, con la scelta che è caduta sul ministro veneziano Renato Brunetta. E la compagine, che può già contare sul sostegno di tanti e importanti soggetti pubblici e privati, è pronta ad allargarsi. “Nei prossimi giorni – ha spiegato Brunetta – chiamerò 100 grandi aziende chiedendo loro non solo di investire, ma di essere presenti concretamente e produrre a Venezia”.

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Da sx: il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il ministro Renato Brunetta e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

Gli 8 cantieri di lavoro

Ma la strategia è già entrata nel vivo, con 8 cantieri già previsti e un budget iniziale stimabile tra i 2,5 e i 4 miliardi di euro.
Degli 8 cantieri, la metà fa capo alla Regione Veneto e 2 a testa a Comune di Venezia e Università Ca’ Foscari.
Si va dalla creazione di un polo dell’idrogeno e delle energie alternative a Marghera, allo sviluppo del centro di innovazione e accelerazione di start-up sui temi della sostenibilità, dalla decarbonizzazione di mezzi di trasporto e impianti di riscaldamento alla creazione di una comunità inclusiva, sicura, resiliente e sostenibile a Venezia.
Ancora, un cantiere intende rilanciare l’offerta formativa per rendere Venezia una città campus internazionale, un altro vuole creare e implementare un programma di residenzialità, fiscalità agevolata e servizi dedicato a lavoratori, studenti e persone interessate a risiedere stabilmente nel centro storico di Venezia.
Infine, si cercherà di indirizzare Venezia verso un modello turistico sostenibile e di definire e attuare un piano di tutela della legalità e di contrasto alle attività illegali nel centro storico di Venezia.

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“Un’occasione unica”

A sottolineare, nel suggestivo scenario di Palazzo Ducale, l’importanza di questa iniziativa sono stati i principali attori istituzionali coinvolti nel progetto. “Crediamo – ha introdotto il sindaco Brugnaro – che Venezia abbia una storia straordinaria, ma che questa vada interpretata in chiave moderna. Anche il Governo ha riconosciuto l’importanza di un futuro che passa attraverso Venezia. E noi, più che fare annunci, preferiamo far vedere le cose”.

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“Stiamo preparando – è quindi intervenuto il presidente del Veneto, Luca Zaia – una culla per il mondo. E la sfida è quella di diventare non “una”, ma “la” capitale mondiale della sostenibilità, in un momento in siamo davanti al big bang della storia”.
“La fondazione – ha concluso Brunetta – è un modello anche per il Paese e per il mondo. Vuole essere un grande attrattore di investimenti, capitale umano e idee a 360°, dall’idrogeno all’agricoltura. Venezia può diventare un simbolo: spetterà a noi facilitarne il ritorno ad essere la città capace di trovare le soluzioni ai problemi che il mondo avrà. Adesso dovremo dimostrare cosa sappiamo fare”.

“Venezia, città sostenibile per eccellenza”

“E’ un giorno importante per Venezia e per tutto il Veneto – ha commentato Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto e socio fondatore di “Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità”. – La nascita di questa Fondazione è un segno tangibile della capacità di fare sistema di tutte le forze della società civile e della politica. Dal punto di vista industriale sono molteplici le iniziative e i progetti a cui si sta già lavorando, a partire dal Polo dell’Idrogeno nell’area di Marghera, che coinvolge distretti e filiere industriali di tutto il Veneto ai fini della transazione energetica, tema che in queste ore assume una importanza ancora più stringente. Ciò consentirà non solo un significativo abbattimento di Co2 attraverso il consumo di energia pulita nei processi industriali, ma anche la creazione o riconversione di molte aziende in una supply chain per la produzione di idrogeno estremamente promettente anche per il futuro”.

Il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro

A tracciare le tappe di una città, Venezia, “sostenibile per eccellenza”, è stato anche il presidente di Confindustria Venezia-Rovigo Vincenzo Marinese, che ha ricordato “la prima bioraffineria al mondo che Eni, a Porto Marghera, ha riconvertito da raffineria tradizionale, il progetto Venice LNG per lo stoccaggio di gas naturale liquido, Alkeemia che punta a diventare il produttore di riferimento in Europa dei sali di litio per le batterie” e il consorzio per l’idrogeno Hydrogen Park, “che ad oggi ha realizzato 12 progetti sperimentali su scala industriale per oltre 21 milioni di euro di investimenti. Sono esempi pratici che dimostrano grande sensibilità, maturità e visione”.

Alberto Minazzi

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