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A Venezia si punta sulle water smart con l'“intelligenza idrica”

A Venezia si punta sulle water smart con l'“intelligenza idrica”
Stazione trattamento acque reflue

Il progetto coordinato a Fusina dalla multiservizi Veritas punta sul riutilizzo delle acque reflue, sempre più fondamentale in un periodo di grave siccità

Probabilmente mai come quest’anno, dall’istituzione da parte delle Nazioni Unite nel 1992, la Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo arriva in un momento di reale drammaticità per la carenza di un bene indispensabile per la vita umana.
Perché è tutt’altro che abituale cominciare la primavera con gli attuali gravissimi problemi di siccità.
Problemi peraltro condivisi con tutta l’area del Mediterraneo, compresi altri grandi Paesi come Francia e Spagna.
Tant’è che un nuovo rapporto del Joint Research Centre della Commissione Europea ha sollevato “preoccupazioni per l’approvvigionamento idrico per uso umano, l’agricoltura e la produzione di energia”.
Dopo quella del 2022, in altri termini, anche l’estate 2023 potrebbe riservarci condizioni estreme.
E suona così quantomai a fuoco l’obiettivo della Giornata mondiale, dedicata quest’anno al tema del legame tra acqua e cambiamenti climatici.
Cioè quello di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua.
Su queste problematiche, almeno, si è cominciato a ragionare seriamente da qualche tempo. E arriva proprio dall’Italia, nello specifico dall’impianto di depurazione della multiservizi ambientale Veritas a Fusina, nel Veneziano, l’esempio di una buona pratica nel riutilizzo delle acque reflue, che ora entra nel concreto con l’avvio di tre impianti-pilota.

water smart

Un’“intelligenza idrica” che coinvolga agricoltura e industria

Quello del Living Lab di Venezia è stato individuato proprio come un caso-studio, l’unico in Italia inserito nel progetto europeo “Horizon 2020 B-WaterSmart (insieme alle altre realtà costiere di Alicante in Spagna, Bodo in Norvegia, Fiandre in Belgio, Lisbona in Portogallo e Frisia Orientale in Germania), nell’approccio al tema della depurazione ai fini del riuso della risorsa idrica.
Non a caso il servizio idrico intregrato di Veritas depura ogni anno 88 milioni di metri cubi di reflui derivati dagli agglomerati urbani, pioggia compresa.
Con questo ulteriore step, l’idea è quella di creare i presupposti per favorire la transizione verso società ed economie “water smart”, per promuovere e sviluppare a lungo termine un uso dell’acqua sostenibile e responsabile, mettendo in campo una combinazione di soluzioni tecnologiche, digitali e di policy.
Una strada che si sposa anche con la richiesta, da parte di Utilitalia, la federazione nazionale delle aziende del settore, di mettere in campo un impegno collettivo per arrivare al riutilizzo dell’acqua depurata in agricoltura.
“La nostra sfida principale – illustra Patrizia Ragazzo, coordinatrice del caso-studio – è contribuire a creare le condizioni per la sostenibilità nel settore idrico e per sbloccare un importante potenziale di riutilizzo, attualmente non sfruttato, nel settore della depurazione”.

Giornata dell'acqua 2023
Foto Patrizia Ragazzo coordinatrice caso studio Veritas progetto B-WaterSmart

Obiettivo finale, la costruzione di una società e un’economia in cui l’acqua venga usata in modo intelligente ed ecosostenibile.

Tre impianti pilota per la water smart

A Fusina, per quanto concerne le masse da sottoporre a depurazione, confluiscono tre tipologie di risorse.
La prima è la massa di rifiuti eliminata attraverso le fognature, proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue urbane. Vengono poi intercettati anche i fanghi derivati dal trattamento dei reflui urbani e l’azoto contenuto in alcuni flussi concentrati interni agli impianti.

Giornata dell'acqua 2023

Nel progetto mirato al riutilizzo dell’acqua depurata a fini industriali e dell‘azoto come fertilizzante, definendo nel contempo la miglior via di valorizzazione dei fanghi, sono messe in campo tre specifiche tecnologie-pilota (una per l’acqua e due per l’azoto), insieme a due strumenti informatici per soluzioni innovative, in grado di ottimizzare la governance. Nello specifico, la filiera di riuso dell’acqua applica una serie di tecnologie come l’ultrafiltrazione, l’osmosi inversa e l’elettro-deionizzazione.
“La risposta alle sfide che stiamo affrontando nel settore idrico e che saremo chiamati ad affrontare nei prossimi anni – conclude Ragazzo – è sicuramente connessa al riuso dell’acqua e all’estrazione delle risorse in essa contenute. L’impianto di depurazione deve trasformarsi in un produttore sostenibile di risorse, per una società ed economia “water smart””.

Alberto Minazzi

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