Salute +

Morbillo, il ritorno. Anche in Italia

Morbillo, il ritorno. Anche in Italia

L’allerta riguarda tanto l’Europa quanto l’America. E si lega in particolare al calo delle vaccinazioni

L’ultimo allarme, anche in vista dei sempre più vicini Mondiali di calcio di Usa, Messico e Canada, arriva da oltre oceano. L’Organizzazione panamericana della sanità (Paho) ha lanciato l’allerta per l’escalation dell’epidemia di morbillo in America, con una recrudescenza particolarmente forte iniziata lo scorso anno nella parte settentrionale del continente.
E nel 2026 sono già stati registrati 15.300 casi.
Una preoccupazione condivisa anche in Europa, confermata dagli ultimi dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). E l’Italia non fa eccezione, anzi.
L’ultimo aggiornamento pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) è relativi a gennaio 2026.
Il confronto con lo stesso mese del 2025 è chiaro: 84 casi contro i 34 dell’anno precedente.
C’è inoltre un altro dato che accomuna le riflessioni sanitarie relative a tutti questi contesti. La causa del ritorno del morbillo nei Paesi occidentali è soprattutto dovuta al calo delle vaccinazioni.
Tornando per esempio al dato italiano, oltre il 90% dei malati registrati a gennaio non aveva effettuato questo tipo di protezione preventiva, mentre in Europa la percentuale è del 79,9%.

morbillo

Il morbillo in Europa e in Italia: le ultime cifre

In attesa del nuovo aggiornamento puntuale dell’Iss, è proprio grazie al rapporto dell’Ecdc basato su dati recuperati il 27 marzo che è possibile aggiornare la situazione sul morbillo in Italia.
A febbraio, tra i 26 Paesi europei che hanno riportato dati sul morbillo, i casi sono stati 139, concentrati in 15 di essi. Il totale dell’ultimo anno è arrivato a 4.623 casi e, rispetto a gennaio, c’è stata una leggera diminuzione generale, confermata anche in Italia.
Con 63 casi, però, nel primo mese del 2026 ci posizioniamo al non invidiabile primo posto, davanti a Spagna (36) e Francia (16). Su base annua, la maggioranza di casi (1.587) è stata segnalata dalla Romania, davanti a Francia (754) e Italia (534). È invece il Paese transalpino, con 4 sui 6 totali registrati nei 12 mesi, al primo posto in Europa per i decessi dovuti al morbillo, che fortunatamente non hanno interessato l’Italia.
Passando invece all’ultimo report dell’Iss, a gennaio 2026 gli 84 casi sono stati segnalati in 9 Regioni, ma ben 81, ovvero il 96,4%, arriva da Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Pur con un incidenza più elevata nella fascia di età tra 0 e 4 anni, l’età media dei casi è di 28 anni, confermando che il virus continua a circolare soprattutto tra i giovani adulti non vaccinati. E più di un terzo dei casi ha riportato almeno una complicanza.

morbillo

Morbillo: le raccomandazioni dell’Ecdc

Sul morbillo, l’Ecdc ricorda che si tratta di “una malattia virale acuta e altamente contagiosa in grado di causare epidemie. È una malattia grave che può portare a complicazioni e persino alla morte. L’infettività è vicina al 100% negli individui suscettibili alla malattia”. E sottolinea che gli ultimi consigli, pubblicati a febbraio 2024, restano validi, con una serie di raccomandazioni rivolte alle autorità sanitarie pubbliche dei singoli Stati.
Il Centro europeo chiede per esempio di effettuare una sorveglianza di alta qualità e di mantenere un’adeguata capacità di salute pubblica, in particolare per la diagnosi precoce, la diagnosi, la risposta e il controllo dei focolai, affrontando le barriere e impegnandosi con le popolazioni sottoservite. Va inoltre aumentata la consapevolezza clinica degli operatori sanitari, che dovrebbero a loro volta essere completamente vaccinati.
Il punto cruciale è del resto proprio la promozione dell’accettazione e dell’assorbimento del vaccino, puntando a raggiungere e mantenere una copertura vaccinale con la seconda dose superiore al 95% della popolazione, garantendo che la somministrazione avvenga in tempo tra i bambini, identificando e vaccinando nel contempo le persone idonee, come adolescenti non immuni e giovani adulti, nei programmi di recupero.

morbillo

Il tema della vaccinazione

L’Ecdc ricorda che “i neonati di età inferiore a 1 anno sono particolarmente vulnerabili al morbillo e alle sue complicanze e sono meglio protetti da un alto livello di immunità della popolazione”.
Tra 1.072 segnalazioni di casi tra 1 e 4 anni, fascia di età target della prima e, in alcuni Paesi, della seconda dose di vaccino, 838 (il 78,2%) sono risultati però non vaccinati. “La copertura vaccinale contro il morbillo – denuncia il Centro – in molti Paesi rimane non ottimale”.
Le ultime stime ufficiali, relative al 2024, dell’Oms-Unicef sulla copertura nazionale delle vaccinazioni, continua l’analisi, “mostrano che solo 4 paesi dell’Unione Europea/Spazio economico europeo (Cipro, Ungheria, Islanda, Portogallo) hanno riportato almeno il 95% di copertura vaccinale sia per la prima che per la seconda dose”.
La media europea è del 93,8% per la prima dose e dell’87,8% per la seconda, con l’Italia rispettivamente al 95% (+1% dal 2019) e all’84% (-5%).
“L’eliminazione del morbillo – conclude l’Ecdc – fa parte di un obiettivo di eliminazione globale. E l’immunizzazione ha drasticamente ridotto l’incidenza del morbillo in Europa. Ma i casi di morbillo e i focolai continuano a essere segnalati: se l’obiettivo di eliminazione deve essere raggiunto, molti Paesi devono apportare miglioramenti sostenuti nella copertura dei loro programmi di immunizzazione infantile di routine, nonché colmare le lacune di immunità negli adolescenti e negli adulti che hanno perso opportunità di vaccinazione in passato”.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Leggi anche: