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Il morbillo torna a fare paura

Il morbillo torna a fare paura
@Fb Matteo Bassetti

Tra nuove varianti e aumento dei casi, allerta in Italia ed Europa. L’allarme di Bassetti: “Pochi vaccinati, rischio epidemia”

In tutto il mondo, e l’Italia non fa eccezione, i casi di morbillo nel 2023 sono tornati ad aumentare e la tendenza mostrata in questo inizio 2024 sembra confermata.
Eppure, per quella che è una delle malattie infettive più contagiose (da ogni caso ne possono derivare da 12 a 18), è disponibile un efficace vaccino, immesso sul mercato già nel 1976, raccomandato dal Ministero della Salute fin dal 1979 e divenuto obbligatorio a partire dal 2017.
Ma, anche se l’ultimo anno epidemico, sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, è stato il 1997, questo non basta per una malattia letale in un caso su mille, specie tra i più piccoli. Ecco perché gli inviti alla vaccinazione sono numerosi.
A rilanciare in tal senso, commentando ieri la ripartenza dei casi di morbillo con un post su Facebook, è stato per esempio anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

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@Fb Matteo Bassetti

“Nel 2023 – scrive Bassetti – più di 30mila casi di morbillo in Europa, di cui il 75% in soggetti non vaccinati. Il maggior numero di casi nel Paese meno vaccinato d’Europa, la Romania, con solo il 71% di copertura (2 dosi di vaccino). E l’Italia? 85% di copertura vaccinale: ben lontani dall’obiettivo del 95%”. “Se si accenderà un focolaio epidemico – è l’allarme del medico – sarà difficile contenerlo”.
L’anno scorso, in Europa, sono ricorse all’ospedalizzazione per il morbillo ben 20 mila persone.
“Il morbillo è tutt’altro che una malattia tranquilla – spiega Bassetti -soprattutto quando colpisce in età adulta, tra i i 15 e i 30 anni, come succede oggi in Italia, può esserci fino a un quarto di complicanze, che possono essere polmonari o neurologiche. Il rischio che si possa accendere un focolaio è davvero molto vicino. Chi non avesse fatto il vaccino e risultasse nella fascia tra i 20 e 30 anni potrebbe fare il ciclo vaccinale completo, che è fatto di due dosi e arriva ad avere un’efficacia oltre il 99%”.

Il morbillo in Italia nel 2024

L’Iss aggiorna costantemente i risultati della sorveglianza epidemiologica nazionale sulla malattia nel bollettino “Morbillo & Rosolia News”, la cui ultima edizione pubblicata, quella di febbraio 2024, fa il punto della situazione dopo il primo mese del nuovo anno.
E il dato di gennaio parla di 27 casi segnalati (26 dei quali confermati in laboratorio) da 7 regioni.
Il 33% dei casi, si specifica, sono importati.
L’incidenza è stata quindi pari a 0,5 casi per milione di abitanti.
Due terzi dei casi arrivano da Lazio (7), Toscana (6 e l’incidenza più elevata: 1,6 casi ogni milione di abitanti) e Lombardia (5). Campania (4 casi) ed Emilia Romagna (3). Con un caso ciascuno, completano il quadro Marche e Veneto (che ha l’incidenza più bassa: 0,2).

Il 70% dei casi ha richiesto il ricovero

Quanto all‘età, la mediana è pari a 35 anni, con 6 casi su 11 nella fascia tra 15 e 39 anni, in cui l’incidenza è più alta (1,08 casi per milione), seguita da quella 0-4 anni (0,46), tra cui ricade anche il bambino infettato con meno di un anno di età, quindi non idoneo alla vaccinazione. Dei 27 casi totali, lo stato vaccinale è noto per 23, con 21 infetti che non erano vaccinati al momento del contagio e 1 aveva ricevuto una sola dose.
Il bollettino sottolinea anche che il 70% dei casi, 19 su 27, ha portato al ricovero mentre altri 4 si sono rivolti a un pronto soccorso. Quanto alle complicanze, un terzo dei pazienti (9 su 7) ne ha riportata almeno una. Di queste, le più frequenti (4 casi ciascuna) sono diarrea, polmonite e insufficienza respiratoria, seguite da epatite/aumento delle transaminasi (3 casi).

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@Matteo Bassetti

Il morbillo, la variante e l’allarme europeo

“I dati preliminari dei casi di morbillo genotipizzati (11 dei 27 casi confermati) mostrano la sola presenza del genotipo D8”, chiude l’Iss.
Sia pur trattandosi di episodi rari e sporadici, in Italia è stata dunque confermata la presenza di una variante di morbillo in grado di eludere i test. Gli esperti affermano comunque che il vaccino o la precedente immunizzazione legata alla contrazione della malattia risultano pienamente efficaci anche nei confronti della variante.

I 5 casi legati alla variante sono stati tutti identificati nell’area metropolitana di Milano e in Lombardia e ricollegati sempre a viaggi, esattamente in Uzbekistan, Thailandia e Italia meridionale.
Le mutazioni erano già state rilevate dalla sorveglianza molecolare svizzera in un caso locale legato a un viaggio in Italia. E, pur non incidendo sull’aggressività della patologia, la variante è comunque oggetto di monitoraggio.

A far scattare l’allarme a livello europeo, con la convocazione a inizio febbraio del Comitato per la sicurezza saniraria, non è stata comunque la variante, bensì il continuo aumento dei casi.
Oggetto della riunione, come ha precisato la commissaria per la Salute, Stella Kyriakides, la discussione “sulla cooperazione in materia di sensibilizzazione, sorveglianza e diffusione delle vaccinazioni che possono aiutare a prevenire la malattia”.

Del resto, l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha previsto nei giorni scorsi che “nei prossimi mesi i casi di morbillo continueranno ad aumentare nell’Ue/Spazio economico europeo a causa della copertura vaccinale non ottimale in numerosi Paesi, dell’elevata probabilità di importazione da aree ad alta circolazione e del fatto che i prossimi mesi rappresentano il picco stagionale del virus”.

Alberto Minazzi

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Tag:  vaccinazioni