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Il Governo riparte. Dalla Francia e verso il decreto “Aiuti 4”

Il Governo riparte. Dalla Francia e verso il decreto “Aiuti 4”
La premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron dopo il vertice @governo.it

Alcune misure per frenare i rincari sono già praticamente definite. Intanto Meloni rinnova la collaborazione con Macron

Il “tesoretto” di 10 miliardi lasciato dal Governo Draghi sarà presto utilizzato dall’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni per mettere in campo un nuovo decreto, il quarto “Aiuti”:nuove misure di sostegno a famiglie e imprese per fronteggiare i rincari.
Perché, anche se si è appena insediato, il tempo già stringe per il nuovo Governo.
Che, intanto, ha cominciato il suo operato concreto rinsaldando i rapporti internazionali e la collaborazione con la Francia, nei bilaterali tra i leader e i ministri degli Interni.

Verso il decreto “Aiuti 4”

Tra i temi che dovrebbero entrare nel primo decreto legge del Governo Meloni si parla delle conferme di bonus sociali e detrazioni per le imprese e della proroga del taglio alle accise sui carburanti.
Ma, nelle voci circolate nelle ultime ore, è stato ipotizzato anche lo svincolo dello stesso bonus sociale dall’Isee, di uno stop di 6 mesi alla possibilità delle aziende di tagliare elettricità e gas agli utenti morosi e di nuovi aiuti per i mutui prima casa delle giovani coppie.
E’ già chiaro che i fondi rimasti non basteranno. La Cgia di Mestre ha per esempio stimato in 35 miliardi la cifra necessaria per dimezzare, di qui a fine anno, gli impatti degli aumenti dei costi energetici su famiglie e imprese. Non è quindi da escludere uno scostamento di bilancio.

Le nuove misure: alcune ipotesi

Scendendo nel dettaglio, l’idea, sul fronte delle bollette, è innanzitutto quella di impedire temporaneamente alle aziende i distacchi delle forniture a chi è in ritardo nei pagamenti, ma anche la previsione della possibilità di richiedere una rateizzazione che vada oltre i 10 mesi già previsti e la creazione di un osservatorio di monitoraggio per controllare le modifiche unilaterali dei contratti, tanto più dopo le indagini avviate dal Garante.
Per il bonus sociale, l’alternativa all’eliminazione della richiesta dell’Isee (che ha frenato le richieste degli aventi diritto, con la conseguenza che ci sono ancora fondi inutilizzati), rendendo automatico il contributo per i redditi più bassi, è quella di elevare la soglia da 12.500 a 15 mila euro.
Il bonus bollette potrebbe essere inoltre rinnovato, pur mantenendo il limite di 20 mila euro di reddito. Una misura che richiederebbe poco meno di 5 miliardi di euro è infine quella della proroga del credito d’imposta per le attività commerciali.

Il cronoprogramma del Governo

Nel primo discorso in Consiglio dei Ministri, la presidente Meloni, dopo aver ricevuto la campanella dalle mani di Mario Draghi, ha fatto espresso riferimento alla promessa di “procedere uniti” per affrontare le emergenze.
Soprattutto, ha sottolineato l’intenzione di dimostrare “un altro modo di fare politica, con senso di responsabilità, serietà, spirito di squadra e soprattutto lealtà”.
“Ora tocca a noi: siamo pronti”, ha scritto la premier su Twitter.
Tra i primi adempimenti, oltre all’atteso decreto, il Governo è chiamato a integrare la Nadef con il quadro programmatico e, soprattutto, a predisporre la Legge di bilancio, per consentirne l’approvazione entro il 31 dicembre.
Un documento estremamente delicato, anche perché in calendario, per il 2023, ci sono scadenze che chiedono significativi stanziamenti: dagli 8,5 miliardi per indicizzare le pensioni, ai 5 miliardi per il rinnovo del contratto del pubblico impiego.

La collaborazione Italia-Francia

Il primissimo passo di Giorgia Meloni nella nuova veste è stato intanto il “cordiale e proficuo incontro”, sia pur informale ma durato oltre un’ora, a Roma con il presidente della Francia, Emmanuel Macron. Un’occasione per discutere “tutti i principali dossier europei: la necessità di dare risposte veloci e comuni sul caro energia, il sostegno all’Ucraina, la difficile congiuntura economica, la gestione dei flussi migratori”. I ministri degli Interni di Italia e Francia, Matteo Piantedosi e Gerald Darmanin, hanno intanto condiviso “l’esigenza di rafforzare la cooperazione di polizia”.

“I Presidenti Meloni e Macron – continua la nota di Palazzo Chigi – hanno convenuto sulla volontà di proseguire con una collaborazione sulle grandi sfide comuni a livello europeo e nel rispetto dei reciproci interessi nazionali”. “Come europei, come Paesi vicini, come popoli amici, con l’Italia dobbiamo continuare tutto il lavoro iniziato. Riuscire insieme, con dialogo e ambizione: lo dobbiamo ai nostri giovani e ai nostri popoli”, ha commentato Macron su Twitter.

Alberto Minazzi

 

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