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Giornata alimentazione: un salone per i giganti del Made in Italy

Giornata alimentazione: un salone per i giganti del Made in Italy
Il provolone da un quintale(@www.coldiretti.it)

Dalla collana di peperoncino da 530 metri alla treccia di mozzarella da 10: Coldiretti punta sui “colossi del gusto” per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco

Avete mai visto un maxi provolone da un quintale, una mortadella lunga 2 metri e pesante 120 kg, un pane di Altamura da 3 metri per 150 kg?
O trecce da 10 metri di mozzarella pugliese o aglio rosso di Sulmona, una collana di peperoncino diavolicchio di Diamante ecotipo calabrese da record con i suoi 530 metri, una corda di salsicce di Norcia da 5 metri o una finocchiona da 1,2 metri?
Sono solo alcuni dei prodotti tipici italiani, in formato “colossi del gusto”, che Coldiretti ha scelto per il primo Salone dei giganti del Made in Italy, allestito al Villaggio contadino del Circo Massimo di Roma, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre.

Un modo per sostenere la candidatura della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, ufficializzata lo scorso giugno e il cui iter si dovrebbe concludere entro la fine del 2025. Perché i nostri prodotti non sono grandi solo fisicamente, ma contribuiscono a rendere la nostra agricoltura e la nostra cucina leader mondiali per qualità e sicurezza.

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I numeri della grande cucina Made in Italy

La filiera italiana del cibo, ricorda Coldiretti, occupa 4 milioni di lavoratori e vale circa 580 miliardi di euro, pari a un quarto del pil.
A essere coinvolte sono 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e 230 mila punti vendita al dettaglio.
Alla base della leadership della cucina italiana c’è quella che i coltivatori diretti definiscono “l’agricoltura più green d’Europa”, con circa 86 mila aziende agricole biologiche, 25 mila agriturismi che conservano da generazioni i segreti della cucina contadina, 10 mila agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica.
Anche in questo caso, a parlare sono infatti i numeri: 5.547 specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte per almeno 25 anni censite dalle Regioni; 320 specialità dop/igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini doc/docg.

Il Made in Italy in cucina nel mondo

I dati Istat relativi al primo quadrimestre 2023 hanno dunque fatto registrare un record storico per le esportazioni alimentari Made in Italy.
Partendo già dal primato annuale di 60,7 miliardi del 2022, da gennaio ad aprile si è registrato un ulteriore +9%.
Il Paese che ha aumentato maggiormente le importazioni di prodotti italiani è stata la Francia (+17%), seguita da Germania e Gran Bretagna (+10%).
Anche la ristorazione italiana viaggia alla grande anche fuori dai nostri confini.
Il suo giro d’affari, a livello mondiale, è stimato in 205 miliardi di euro, con gli Stati Uniti che, secondo il Foodservice Market Monitor 2022 di Deloitte, vedono un terzo del totale dei suoi ristoranti dedicato al Made in Italy, seguiti dal Brasile con il 28%. E superano il 20% anche Spagna e India (24%), oltre alla Francia (22%).

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I rischi, conclude Coldiretti, si legano alla mancanza di chiarezza sulle ricette italiane, favorendo così la proliferazione all’estero di falsi prodotti alimentari Made in Italy.
Da un’analisi condotta con Notosondaggi emerge per esempio che il 60% dei turisti italiani all’estero si è trovato di fronte piatti “italiani” quantomeno improbabili.
“L’agropirateria internazionale nei confronti dell’Italia – conclude il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – ha raggiunto i 120 miliardi. E se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale le esportazioni potrebbero triplicare”.

Alberto Minazzi

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