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Il Banksy veneziano è tornato in città

Il Banksy veneziano è tornato in città
Banksy, The Migrant Child

Completato da Banca Ifis il restauro dell’opera “The migrant child”, ripresentata al pubblico all’Arsenale, nell’ambito della Biennale Arte

Come tutte le opere del misterioso street artist Banksy, anche “The migrant child” era comparsa improvvisamente nel corso di una notte, quella tra l’8 e il 9 maggio 2019, a Venezia, quando nella città lagunare era in corso di svolgimento la Biennale d’Arte.

Fin da sùbito, si pensò a come salvare il murale, destinato per sua natura a sparire, tanto più in considerazione delle condizioni della location, tra acqua salmastra, umidità e intemperie, tutt’altro che adatte alla conservazione. Ovvero il muro affacciato su un canale di Palazzo San Pantalon.

Banksy, The Migrant Child, Venezia, Palazzo San Pantalon © Listri

Rispondendo all’appello congiunto di Ministero della Cultura, Comune di Venezia e Regione Veneto, a partire dal 2023 è stata Banca Ifis, che ha anche acquistato nel 2024 l’immobile, a occuparsi del percorso di salvataggio attraverso il progetto “Ifis art”.

Percorso che, adesso, è stato completato. Perché giovedì 7 maggio il dipinto è tornato a Venezia, dove l’esito del restauro è stato svelato in un evento pubblico alla Tesa 113 dell’Arsenale, simbolicamente proprio nell’ambito della 61^ Esposizione internazionale d’Arte della Biennale.

Il Bansky torna a incontrare Venezia

La presentazione dell’opera restaurata, alla presenza anche del Nobel per la pace Kailash Satyarthi, è stata solo il primo momento del nuovo, reciproco incontro tra “The migrant child” e la città di Venezia. Venerdì 8 e sabato 9 il murale è infatti il protagonista di un vero e proprio tour a bordo di un’imbarcazione lungo i canali del centro storico, per poter essere ammirato da residenti e turisti.

Banksy, The Migrant Child

Venezia, del resto, tornerà in un prossimo futuro a essere la “casa” del dipinto. È infatti previsto che, una volta completato l’intervento di riqualificazione e restauro di Palazzo San Pantalon, i cui lavori verranno terminati nel corso del 2027, “The migrant child” venga ricollocato nella sua posizione originaria, riconsegnandolo in modo permanente alla cittadinanza.

Banksy, “The Migrant Child”, 2019, Palazzo San Pantalon © LAGOON / Alvise Busetto

Riconosciuto ufficialmente da Banksy attraverso il proprio profilo Instagram, il murale è una delle uniche 2 opere realizzate in Italia dall’artista, insieme alla “Madonna con la pistola”, comparsa a Napoli nel 2010. Rappresenta un bambino che indossa un giubbotto di salvataggio e tiene in mano una pianta-torcia di segnalazione che sprigiona un intenso fumo rosa.

I messaggi sociali di Banksy e di Banca Ifis

Con “The migrant child”, Banksy intende denunciare 2 dei più intensi drammi della nostra società: i diritti dei minori e le tragedie legate alle migrazioni irregolari nel Mar Mediterraneo. Un simbolo, insomma, che Banca Ifis ha scelto anche per lanciare, nell’occasione, un nuovo progetto educativo nazionale, realizzato in collaborazione con Treccani, per portare arte e diritti umani nelle scuole.

“Migrant Child – Diritti all’opera” coinvolgerà le scuole secondarie di primo grado di tutta Italia nell’anno scolastico 2026/27, mirando a rafforzare il legame tra educazione civica e creatività, promuovendo nei più giovani una cultura dei diritti fondata su conoscenza, empatia e responsabilità.

“Quest’opera fragile e potente insieme – sottolinea il presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio – parla un linguaggio universale fatto di pace, inclusione e diritti umani e ci invita a non cedere all’indifferenza. Il percorso che oggi si completa dimostra quanto sia decisiva la collaborazione tra pubblico e privato nel trasformare un intervento di tutela in un progetto di futuro, capace di restituire alla comunità non solo un’opera, ma anche il suo significato più profondo”.

Alberto Minazzi

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