Due icone del fumetto mondiale si incontrano a Roma: tra ironia e meraviglia infantile, Quino e Altan riscrivono il modo in cui parliamo ai bambini e agli adulti
“Perché il mondo è così ingiusto, perché continuano a esserci le guerre?” potrebbe chiedere Mafalda, con lo sguardo già proiettato oltre il confine rassicurante dell’infanzia.
“Oh! guarda… una nuvola a forma di panna montata! Il mondo è anche questo” potrebbe risponderle Pimpa, ammirando un cielo che non pretende di spiegare nulla, ma invita semplicemente a vedere.
In mezzo, c’è tutto.
Il conflitto tra disincanto e meraviglia, tra la volontà di capire e quella di continuare a stupirsi.
E’ esattamente da questo corto circuito che nasce la mostra “Mafalda & La Pimpa”, ospitata alla Sala Dalí di Piazza Navona, a Roma, dal 14 maggio all’11 luglio 2026, per iniziativa di ARF! Festival e dell’Instituto Cervantes di Roma.
Un progetto espositivo che, per la prima volta, mette assieme due icone del fumetto europeo e sudamericano, trasformando il confronto tra due immaginari opposti in dialogo.
Due mondi opposti che insieme funzionano
Mafalda, la conosciamo tutti, è una bambina adulta, che non accetta risposte facili.
Pimpa invece vive in un suo mondo dove tutto può trasformarsi e diventare gioco.
Rappresentano due diversi modi dell’infanzia di guardare la realtà che la mostra mette insieme unendo le strip di Mafalda in versione Artist’s Edition e le tavole originali della Pimpa.
Due universi narrativi, due modi di pensare il fumetto: quello di Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, da una parte e quello di Francesco Tullio Altan dall’altra.
Quino: il tratto che pensa
Quino, l’autore di Mafalda, è uno dei più grandi autori del fumetto del Novecento.
Il suo stile è apparentemente semplice: linee pulite, personaggi stilizzati, ambienti quotidiani e quasi minimalisti.
Una sottrazione grafica, la sua, che esalta il contenuto, tanto che le vignette di Mafalda, con le sue domande che scardinano tutto, risultano come pillole filosofiche, un inedito punto di vista sul mondo adulto.

Altan: la semplicità che diventa universo
Altan, l’autore della Pimpa (1975), ha un linguaggio completamente diverso: le forme sono morbide, i colori pieni, le linee arrotondate.
La Pimpa è tuttavia meno semplice di ciò che sembra, perché tutto nelle sue tavole può cambiare, tutto è possibile.

Come osserva Daniele Bonomo, curatore della mostra insieme a Stefano Piccoli, “Vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole de La Pimpa ha una doppia valenza. Da una parte l’importanza di ripercorrere insieme la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra parte rivivere più di cinquant’anni della nostra Storia attraverso gli sguardi, i segni e le parole di Quino e Altan, due grandi Maestri del nostro tempo.”
Diversi, ma che partono dallo stesso presupposto: il linguaggio dell’infanzia è uno dei più potenti per parlare del mondo adulto senza filtri.
La mostra sarà inaugurata il 14 maggio (ore 17.30) e l’apertura sarà affidata proprio ad Altan, che incontrerà il pubblico in un talk e in una sessione firmacopie.







