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Aerei: il prezzo dei biglietti già acquistati non si tocca

Aerei: il prezzo dei biglietti già acquistati non si tocca

Il principio è stato stabilito dalla Commissione europea, che adotterà oggi le linee guida da seguire nel settore dei trasporti nell’attuale contesto di crisi energetica

Chi ha già acquistato un biglietto aereo, non deve temere di doverlo pagare di più per eventuali aumenti di prezzo decisi unilateralmente dalle compagnie aeree in seguito ai rincari del costo del carburante.

Lo ha stabilito la Commissione Europea, anticipando uno dei princìpi alla base del pacchetto di linee guida su quel che possono o non possono fare le compagnie aeree che sarà adottato oggi, venerdì 8 maggio 2026.

Un documento attraverso il quale vengono chiarite alcune disposizioni in materia di trasporti, rese necessarie dalla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Le nuove regole su biglietti, cancellazioni e indennizzi

Lo stop all’applicazione automatica dei cosiddetti “supplementi carburante” significa, in sostanza, che l’aumento del costo del carburante non può essere scaricato retroattivamente dalle compagnie aeree sui passeggeri. Questo, spiega Bruxelles, in quanto il semplice aumento del costo del cherosene non è da considerarsi “circostanza straordinaria”, sufficiente per liberare le compagnie dagli obblighi nei confronti dell’utenza.

Sul tema, il Codacons, che ora ha manifestato soddisfazione per la mossa della Commissione, aveva presentato nelle scorse settimane un esposto all’Antitrust. L’associazione condivide anche i chiarimenti dell’Esecutivo europeo in materia di risarcimenti. Sempre partendo dal concetto di circostanza straordinaria, questa, a differenza del semplice aumento del costo, può configurare solo in caso di una reale carenza locale di cherosene.

In questo caso, le compagnie sono esonerate dal pagamento al cliente dell’indennizzo economico, previsto dalle norme europee fino a un massimo di 600 euro, in caso di cancellazione del volo. Il venir meno della compensazione non significa, in ogni caso, che il viaggiatore perda anche il diritto al rimborso del biglietto o la possibilità di fruire di un volo alternativo, oltre all’assistenza prevista in questi casi.

L’uso degli “slot” aeroportuali e i “pacchetti vacanze”

Come annunciato da un portavoce della Commissione nelle scorse ore, il documento contiene anche raccomandazioni tecniche dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea e misure per limitare il cosiddetto “tankering”, ovvero la pratica di caricare carburante extra a bordo degli aerei negli scali dove costa meno per ridurre al minimo i rifornimenti negli aeroporti al contrario più cari.

Un altro importante principio legato ai rincari del carburante che viene ora fissato nelle linee guida è il fatto che questi aumenti non giustificano nemmeno deroghe alle norme che prevedono un utilizzo per almeno l’80% degli slot aeroportuali assegnati alle varie compagnie. L’obiettivo è quello di evitare che la crisi energetica venga sfruttata per tagliare tratte poco redditizie.

Sul tema dei rimborsi, invece, la Commissione ricorda le diverse regole europee in materia di “pacchetti vacanza”. In questi casi, infatti, è prevista per l’organizzatore la possibilità di aumentare il prezzo, in caso di aumento dei costi del carburante, fino al +8%. In questo caso, comunque, è previsto un preavviso comunicato al viaggiatore, a cui è concessa la possibilità di recesso senza penali, almeno 20 giorni prima della data di partenza.

Cherosene per gli aerei: a che punto siamo

Nell’anticipare i punti principali delle linee guida, la Commissione ha anche fatto il punto sulle scorte di cherosene per l’aviazione. “La situazione generale rimane stabile e, allo stato attuale, non vi sono prove concrete di carenze di carburante”, è stato affermato. Ciò nonostante, non sono stati esclusi scenari più complessi. “Se il conflitto dovesse protrarsi – è stato ammesso – potrebbero verificarsi interruzioni nelle forniture”.

L’Esecutivo europeo, sul tema, ha chiarito anche che non ci sono obblighi all’uso di uno specifico grado di carburante, né ostacoli normativi all’importazione in Europa e all’uso del jet fuel di tipo “A”, utilizzato negli Usa e in Nord America. In caso di scarsità di carburante, in ogni caso, l’Ue potrebbe prendere in considerazione “ulteriori misure per garantire la continuità operativa delle imprese e il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento”.

Del resto, già ad aprile era stato annunciato dall’Europa, che ha di recente avanzato la proposta di istituire un osservatorio sui carburanti, un piano di monitoraggio delle scorte, tant’è che la Commissione dichiara di mantenere una visione completa delle quantità di carburante presenti nel continente. La prossima settimana, intanto, è previsto un nuovo incontro del gruppo di coordinamento sul petrolio.

Alberto Minazzi

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