Dalle lagune ai marciapiedi: il fenicottero rosa attraversa la città dimostrando che tra aree naturali e urbane il confine non è più così netto
Un tempo era un incontro raro, quasi da appassionati di birdwatching.
Oggi può succedere che un fenicottero rosa attraversi una strada trafficata, si muova tra le persone e resti lì, sospeso tra due mondi che non sappiamo più distinguere del tutto: la città e la laguna.
Nei giorni scorsi è accaduto in centro a Cagliari, dove, in via Palestrina, ha catalizzato l’attenzione dei presenti e poi quella del web, dove il video della sua passeggiata tra le vetrine è diventato in breve tempo virale.
In realtà, episodi simili, pur restando rari nella forma spettacolare del centro cittadino, non sono più così impensabili.
Il Delta del Po, per esempio, è una delle aree europee con la più alta concentrazione di fenicotteri e confina con zone fortemente urbanizzate. Le lagune venete sono un mosaico di acqua, infrastrutture e centri abitati. Le saline pugliesi vivono accanto a strade, impianti industriali, periferie.
E i fenicotteri, soprattutto se giovani, ogni tanto sconfinano.

Una laguna che non è più lontana
Le città costiere del Mediterraneo si sono espanse fino a toccare, inglobare o affiancare ecosistemi che prima erano percepiti come separati.
Le zone umide non sono scomparse: sono rimaste lì, a pochi minuti dalle periferie.
E spazi che siamo abituati a pensare come separati, di fatto lo sono sempre meno.
Ma quando un fenicottero si muove e decide di passeggiare in pieno centro, tra le vetrine e i passanti, un pezzo di quelle lagune e di quegli ecosistemi si muovono con lui.
Con il suo colore, che non è innato ma frutto del territorio in cui vive e che deriva dai tanti piccoli crostacei di cui si nutre.
Non è solo il fenicottero
Il caso di Cagliari si inserisce in una serie più ampia di “apparizioni” che negli ultimi anni hanno cambiato il nostro rapporto con la fauna.
A Venezia un delfino vive e nuota tra le acque del bacino di San Marco, a Roma e in molte altre città cinghiali attraversano periferie e quartieri residenziali.
A Paese, in provincia di Treviso, un lupo ha fatto la sua comparsa nelle vie del centro e anche le volpi si muovono ai margini delle città. Senza contare gli aironi e gli ibis che si sono stabiliti in contesti agricoli e periurbani.
Le cronache cittadine sono piene di storie che raccontano di queste ridefinizioni degli spazi.
Forse è questo il motivo per cui un fenicottero che attraversa la strada resta così potente: non rompe solo la scena urbana, ma anche una nostra abitudine mentale.
Il fenicottero nomade
Il fenicottero sardo probabilmente proveniva dal vicino Parco di Molentargius, dove stabillmente vive una colonia.
Secondo quanto hanno raccontato i testimoni ed è stato riportato poi dai media locali, il giovane esemplare non mostrava segni di paura nel muoversi nel contesto urbano.
Sembra però fosse ferito e per questo, oltre ad alcuni agenti della Polizia Municipale, sul posto è presto intervenuto anche un veterinario che ha prestato le prime cure e che poi l’ha portato nel suo ambulatorio a Iglesias.

Una specie in crescita nel Mediterraneo
Il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) è la specie più diffusa nel bacino del Mediterraneo.
In Italia è ora presente stabilmente ma non è una presenza antica: come specie nidificante si è affermata infatti solo dalla fine del Novecento.
Le principali aree di nidificazione si concentrano in Sardegna, nel Delta del Po, in Puglia e in alcune zone della Sicilia e della Toscana costiera.
Il rosa non è un colore “di nascita”
Il rosa che lo contraddistingue non è genetico ma alimentare.
Deriva infatti dai carotenoidi presenti negli organismi di cui si nutre: piccoli crostacei, alghe microscopiche e invertebrati tipici delle acque salmastre.
Più ricca è la dieta, più intenso è il colore delle piume. I giovani, infatti, nascono di un grigio-biancastro e acquisiscono gradualmente la tonalità rosa crescendo.
Consuelo Terrin













