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Birdwatching nella Laguna di Venezia

Birdwatching nella Laguna di Venezia
@Marco Ferro

Nel nuovo libro del Museo di Storia Naturale, tanti itinerari accessibili a tutti. 350 le specie potenzialmente osservabili

“Venezia è una delle tre città più visitate d’Italia e tra le 50 più visitate al mondo.
Pochissimi turisti però conoscono, oltre alle bellezze storico artistiche, le meraviglie naturalistiche che questa città offre e in modo particolare quelle legate alla sua laguna. Una laguna che non è solo il principale motivo di esistenza e sopravvivenza della Città, ma un ambiente naturale con delicati equilibri e una peculiare presenza di flora e fauna”. E’ questa una delle motivazioni che hanno spinto alla realizzazione del libro “Birdwatching in laguna di Venezia”, prodotto dal Museo di Storia Naturale di Venezia e a cura di Mauro Bon, responsabile ricerca e divulgazione scientifica, con Francesco Scarton ed Emanuele Stival (edizioni “Mare di carta”, si può acquistare in libreria o sul web).

birdwatching
Mauro Bon

Dall’ “Atlante” degli uccelli al “Birdwatching”

Il testo precedente “Uccelli di laguna e di città” (di Mauro Bon con Emanuele Stival, edito da Marsilio) era un “Atlante ornitologico del Comune di Venezia”, cioè uno strumento scientifico, frutto di una ricerca triennale, che informava il lettore sulla presenza e sulla distribuzione delle diverse specie nel territorio: una vera e propria mappatura dell’avifauna lagunare.
Il nuovo volume, dedicato al “birdwatching”, parte da queste conoscenze per proporre al lettore degli itinerari in laguna, fruibili da tutti, per poter osservare le specie di avifauna in tutte le stagioni. E’ uno strumento che coniuga gli aspetti naturalistici a quelli di un turismo alternativo e sostenibile.

Uno dei sentieri dell’Oasi di Ca’ Roman

Nel 2020  anche l’esperienza di Citizen Science “Ornitologi al balcone”

Nel 2020 inoltre il Museo di Storia Naturale di Venezia aveva lanciato un progetto di “citizien science”, chiamato “Ornitologi dal balcone“.
“Abbiamo promosso questo progetto nel periodo di massima incidenza della pandemia da covid-19, per coinvolgere i cittadini che non potevano uscire di casa durante il lockdown – spiega Mauro Bon.- La nostra proposta ha avuto un buon successo, anche grazie a una efficace campagna social. Dal 15 marzo al 30 luglio 2020 sono arrivate oltre 200 email di segnalazioni, tutte vagliate e inserite in una banca dati. Le osservazioni convalidate sono state 529 e hanno riguardato un totale di 76 specie diverse”.

Birdwatching in Laguna, 350 specie potenzialmente osservabili

Il focus del nuovo libro, dedicato al birdwatching, è costituito invece dagli itinerari accessibili a tutti gli appassionati.
“Le specie di uccelli che vengono descritte servono al lettore per orientarsi nella vasta avifauna lagunare, che comprende oltre 350 specie potenzialmente osservabili – continua Bon. – Abbiamo necessariamente dovuto fare una selezione, considerando le specie più facilmente osservabili (ma anche quelle più iconiche) in laguna di Venezia. Naturalmente ci sono tutte le specie di anatidi (anatre di superficie; ndr), tipiche soprattutto della stagione invernale; poi le diverse specie di aironi che si possono osservare in tutte le stagioni, anche nelle colonie riproduttive. Infine le numerose specie di limicoli, tipici abitatori di velme e barene”.

La presenza di nuove specie, un tempo rare, come i fenicotteri

Nuovi indizi vengono rilevati anche riguardo ai cambiamenti climatici in corso.
“Dall’osservazione possiamo pensare che la presenza di diverse specie sia favorita da fattori stagionali anomali come gli inverni meno rigidi – prosegue Bon. – Questi stessi fattori climatici possono indurre alla variazione dei periodi riproduttivi o al ritardo/anticipo delle migrazioni. Alcune specie che erano assenti o molto rare, oggi sono comuni: fenicottero, assiolo, gruccione. Tutte queste specie infatti hanno spostato i loro areali riproduttivi verso nord”.

animali

Fattori preoccupanti: uso di pesticidi e fitofarmaci

Mauro Bon lancia l’allarme anche su quello che definisce “un processo di “banalizzazione” delle campagne, che rappresenta uno dei temi più urgenti: uso di pesticidi e fitofarmaci, taglio delle siepi, monocoltura spinta, sono fattori che stanno determinando la scomparsa di molte specie tipiche degli agrosistemi”.

Nel libro un decalogo per il birdwatching

Il nuovo libro presenta anche un vero e proprio decalogo per il Birdwatching.
“Lo scopo – sottolinea Bon- è educare il fruitore del libro a un comportamento responsabile: per esempio, non avvicinare troppo gli uccelli, soprattutto nei siti di nidificazione. Le specie sono diventate più confidenti, ma possono ricevere stress importanti dalla presenza umana. Un buon binocolo e un obiettivo fotografico ci consentono l’identificazione della specie a distanza, senza stressare gli animali. Allo stesso tempo vanno indicati strumenti adatti per non farsi “scoprire” dai nostri amici pennuti : vestirsi con colori sgargianti non aiuta”.

Consigli mirati: gli uccelli sono mattinieri

Per poter fare le osservazioni migliori, Mauro Bon, non ha dubbi: “Ricordiamoci che gli uccelli (a parte quelli notturni) sono tendenzialmente mattinieri. Tutte le stagioni sono indicate per l’osservazione e ogni stagione ci permette di osservare specie diverse e situazioni diverse. Cambiano gli orari, che seguono i periodi di attività degli uccelli. In estate sicuramente ci si deve muovere presto, dall’alba fino alle nove di mattino. In inverno non ci sono orari particolari, ma la mattina resta il momento migliore”.

birdwatching

Strategici anche il litorale di Jesolo-Cavallino o il Parco di San Giuliano

Ci sono molte zone lagunari che possono essere raggiunte dalla terraferma, come le valli da pesca, nel veneziano. E’ possibile percorrere itinerari ciclabili lunghissimi che collegano, anche in più tappe, per esempio, la zona di Portegrandi fino al litorale del Cavallino.
“Il birwatching non è necessariamente un’attività per ornitologi esperti – precisa Bon.- E’ possibile coniugarlo con lo sport e con il turismo e organizzare, ad esempio, un weekend in luoghi bellissimi. Per i neofiti, poi è sufficiente un binocolo e fare una passeggiata al Parco di San Giuliano a Mestre, dove si possono osservare centinaia di specie diverse nelle varie stagioni”.

Oasi naturalistiche uniche nelle isole di Lido e Pellestrina

“I Lidi sono posti incantevoli da visitare, soprattutto al di fuori della stagione estiva, troppo calda.
Stretti tra mare e laguna, consentono di coniugare l’osservazione degli uccelli a percorsi panoramici da effettuare in bicicletta – conclude Bon.-. Qui ci sono oasi naturalistiche uniche nel contesto veneziano, con ambienti (e specie) tipiche dei litorali sabbiosi e degli ambienti retrodunali. Il Museo non organizza visite guidate, ma consiglio a chi volesse approfondire questa materia di iscriversi ad una associazione di settore, come “Venezia Birdwatching”, che è stato il nostro partner nelle attività di monitoraggio”.

Nicoletta Benatelli

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