La libertà in un battito d’ali

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Nella foto in alto: PH© Marco Ferro

Birdwatching Lodge: a Torcello tra i fenicotteri rosa e gli aironi

Pochi posti al mondo offrono paesaggi che cambiano ogni sei ore assecondando il ritmo delle maree. Pochissimi condividono nello stesso istante l’immobile silenzio della natura e la frenesia di una vita “nascosta” ma che esiste ed è fondamentale per l’ecosistema della laguna.
Non ha quasi abitanti Torcello. Li conta appena sulle dita di una mano.
Ma tra le barene che la circondano, tra i suggestivi ghebi e canneti, c’è una ricchissima e rara avifauna.
Da qualche anno c’è anche un capanno, il Birdwatching Lodge, che ospita numerose scolaresche per consentire ai bambini di conoscere il paesaggio naturale unico in cui vivono e di aver consapevolezza delle specie che lo popolano. Un posto così poteva esser destinato a diversi tipi di nuovi business.
Invece è rimasto un luogo di osservazione che un privato mette gratuitamente a disposizione dei ragazzi e di chi ama come lui la natura e le zone umide della gronda lagunare.

PH© Marco Ferro

La storia

Davide Prevedello ha fatto il suo investimento qualche anno fa.
Tornava da un’alba fatta in barca con il padre e sapeva che nell’isoletta di San Tomà, accanto a Torcello, era in vendita un terreno incolto e abbandonato.
Conosceva già molto bene l’area, lui che, nel 2000, è stato uno dei fondatori dell’associazione Laguna Venexiana onlus, l’unica che è riuscita a mettere assieme pescatori, cacciatori e ambientalisti con l’obiettivo di collaborare “con altri enti e organizzazioni al ripristino delle condizioni ambientali originali della laguna”, negli anni martoriata da numerosi fattori endogeni che hanno determinato la moria di piante essenziali per il suo ecosistema. Ma non aveva mai visto come fosse quel terreno dell’isoletta di San Tomà.

PH© Marco Ferro

Una piccola isola ricca di specie

Salito su un albero per sbirciarlo, non ha avuto più esitazioni. È bastato un attimo per capire che la fauna che popolava quei luoghi aveva centrato il suo cuore e appena poco di più per disegnare nella mente il progetto che poi ha realizzato: la torre per l’osservazione dell’avifauna selvatica che oggi allieta molti ragazzini alle prese per la prima volta con binocoli e cannocchiali per catturare inedite immagini di colonie di fenicotteri rosa, aironi, svassi, chiurli e garzette.
Solo per citare alcuni degli innumerevoli uccelli che compongono la biodiversità della nostra laguna.
«Io – racconta Davide Prevedello, che chi conosce come prestante ex campione del remo e cacciatore fatica a pensare nell’ufficio della banca che dirige – ci metto il terreno, il mio birdwaching, l’impegno nel prendermi cura dell’area appena posso permettermi di passarci qualche giornata. Ma mi prendo tutta la soddisfazione di vedere la gioia dei bambini alle prese con l’educazione ambientale e naturalistica».

L’impegno per l’ambiente

L’obiettivo era quello di riuscire a trasformare un ambiente antropizzato in un ambiente vivibile proprio facendo leva sulle sue peculiarità naturali.
«Dal 2000 a oggi molte cose sono cambiate: allora, con l’associazione e in collaborazione con l’università, abbiamo iniziato a portare avanti un progetto, SeResto, finanziato dall’Unione Europea che, grazie all’irradiamento, ha visto rinascere le praterie di fanerogame, piante marine soffocate dalle grandi alghe arrivate con lo sfruttamento della laguna. Un miglioramento ambientale c’è stato e si sono ristabiliti habitat favorevoli alla nidificazione grazie quindi anche all’intervento dell’uomo, alle bonifiche fatte e alle migliorie che le stesse valli da pesca comportano».

PH© Marco Ferro

La forza, quindi, sta nel mettere assieme tanti atti d’amore. «Il mio obiettivo è quello di contribuire a conservare, preservare e consegnare agli altri questo meraviglioso territorio che Hemingway definiva il miglior luogo di libertà nel mondo».

La magia dei battiti d’ali

Tra i canneti delle barene lagunari e il battito d’ali di anatre e aironi, Hemingway ha tratto ispirazione per la stesura di “Di là dal fiume e tra gli alberi”, scritto nelle sere dell’inverno del 1948 nella stanza che aveva affittato alla locanda Cipriani di Torcello.
Quel senso di libertà che ha vissuto ed è riuscito a trasmettere affidando le proprie emozioni alle pagine del suo libro, è oggi alla portata di tutti: basta un battito d’ali, il naso all’insù e il volo degli uccelli sugli specchi d’acqua, i ciuffi verdi delle velme e il viola dei fiori tipici della barena veneziana.

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