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Energia. Il Governo interverrà su accise e bollette a rate?

Energia. Il Governo interverrà su accise e bollette a rate?

Entro fine settimana la nuove misure

C’è grande attesa per il prossimo Consiglio dei Ministri, nel quale il Governo dovrebbe adottare l’atteso pacchetto di importanti provvedimenti sui temi dei rincari dell’energia, dalle bollette di gas e luce al costo di benzina e diesel. La riunione a Palazzo Chigi dovrebbe tenersi entro fine settimana, probabilmente già giovedì 17 marzo.
In queste ore, intanto, fervono i lavori sulla definizione delle misure che, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbero riguardare in primis l’atteso taglio delle accise e dell’Iva sui carburanti e, sul fronte bollette, la previsione di un’estensione del bonus sociale e una maggior possibilità di rateizzazione per ridurre l’impatto degli aumenti di gas ed energia.

Gli interventi allo studio del Governo: i carburanti

La necessità di un intervento nei tempi più brevi possibili è condivisa da tutti i partiti e dalle categorie economiche, anche se ovviamente vanno definite le modalità. Uno dei temi caldi riguarda i finanziamenti delle misure, con la linea prevalente che, almeno fino alla presentazione del Def di fine mese, punterebbe a non ricorrere a ulteriori indebitamenti attraverso nuovi scostamenti di bilancio.
Riguardo ai carburanti, i fondi per calmierare i prezzi si potrebbero attingere dall’extragettito Iva affluito nelle casse pubbliche per i continui aumenti registrati ultimi giorni.
Secondo le stime di Assopetroli, si tratta di 200 milioni di euro solo a marzo, con un introito potenziale fino a 2 miliardi su base annua. La soluzione è già stata adottata in Francia e potrebbe consentire, secondo i calcoli, di tagliare di circa il 10% il prezzo dei rifornimenti alla pompa.

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Le bollette di gas ed energia elettrica

L’altro grande asse dell’intervento del Governo dovrebbe riguardare nuovamente il tema delle bollette, sia con riguardo alle famiglie che pensando alle imprese.
Gli interventi, in questo caso, potrebbero essere finanziati anche con la tassazione degli extra profitti delle compagnie energetiche, in grado di garantire un flusso di denaro attorno ai 200 miliardi di euro.
Per le famiglie, l’idea allo studio sarebbe quella innanzitutto di rimodulare la normativa sul bonus sociale, allargando la platea dei possibili beneficiari rispetto alle attuali soglie Isee.
Una misura sia per le famiglie che per il settore produttivo è poi quella di prevedere una rateizzazione dei pagamenti delle bollette di gas ed energia su un arco di tempo più lungo.
Per le imprese, infine, si ipotizza un aumento del credito di imposta fino al 50% e il ricorso al fondo di garanzia a sostegno del credito per quelle maggiormente in difficoltà.

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Il coordinamento con l’Europa

Anche se il Governo potrebbe anticipare le mosse dell’Unione, gli interventi italiani dovranno in ogni caso essere inseriti nella cornice che si sia disegnando a livello europeo, in vista della riunione del Consiglio in agenda per giovedì 24 marzo.
Il passo successivo, da parte della Commissione, sarà quindi quello di tradurre le linee guida in provvedimenti concreti. E tutto questo dovrebbe avvenire entro le prossime 2 settimane.

Un tetto europeo per il costo del gas

In particolare riguardo al gas, il ragionamento è quello di introdurre un tetto comune ai prezzi delle importazioni.
È questa la linea di fondo dell’attuale posizione dell’Italia.
In tal senso si sono pubblicamente espressi importanti esponenti dell’Esecutivo, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vincenzo Amendola, il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e quello della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che ha auspicato nuovi aiuti europei.

L’allarme di Confcommercio su gas ed energia

Politica energetica europea comune e un “Energy Recovery Fund” finanziato da un “comune debito europeo” sono stati al centro anche dell’intervento di Giovanni Acampora, presidente di Confcommercio, nel corso dell’audizione nelle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera in occasione dell’esame del decreto legge “bollette”. Un provvedimento, questo, che la confederazione delle imprese ha apprezzato, pur auspicando ulteriori interventi. Nell’occasione, Confcommercio ha infatti presentato una stima del potenziale impatto dei rincari in caso di un ulteriore peggioramento della situazione internazionale. In questo caso, le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione potrebbero vedere un incremento della spesa energetica pari al 160% in più del 2021, sfiorando nel 2022 i 30 miliardi di euro nel 2022. E gli extra costi per il carburante dell’autotrasporto potrebbero arrivare a 21 miliardi.

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