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RePower: il piano UE per tagliare le importazioni di gas dalla Russia

RePower: il piano UE per tagliare le importazioni di gas dalla Russia

L’obiettivo è in primis quello di ridurre l’importazione di gas dalla Russia.
Così come quella dei combustibili fossili, vale a dire petrolio e carbone.
L’unione europea risponde alla crisi energetica che si sta generando per il conflitto in corso in Ucraina con un Piano d’azione che punta a raggiungere l’indipendenza energetica prima del 2030.
Sono chiare in questa direzione le parole della presidente della Commissione Ursula von der Leyen: «Dobbiamo diventare indipendenti dal petrolio, dal carbone e dal gas russi. Non possiamo assolutamente fare affidamento su un fornitore che ci minaccia esplicitamente. Dobbiamo agire ora per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, diversificare le fonti di approvvigionamento di gas per il prossimo inverno e accelerare la transizione verso l’energia pulita».

Energie rinnovabili e idrogeno, stoccaggio di gas al 90%

«Quanto più velocemente passeremo alle energie rinnovabili e all’idrogeno – sottolinea von der Leyen – associati a una maggiore efficienza energetica, tanto più velocemente saremo di fatto indipendenti e in controllo del nostro sistema energetico».

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Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea

Il Piano RePower

Il Piano RePower dell’Unione europea prevede misure di emergenza sui prezzi dell’energia e sullo stoccaggio del gas.
Per quanto riguarda la prima questione le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato offrono agli stati membri la possibilità di fornire sostegno a breve termine alle imprese colpite dal caro bollette e di contribuire a ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi a medio – lungo termine.
La Commissione inoltre consulterà gli Stati in merito alla necessità e all’applicazione di un nuovo quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato che consenta una boccata di ossigeno alle imprese colpite dalla crisi.

Sul tema stoccaggio, entro aprile la Commissione intende presentare una proposta legislativa che prevede il riempimento almeno al 90% degli impianti di stoccaggio sotterraneo di gas in tutta l’UE entro il 1 ottobre di ogni anno. Nel contempo prosegue l’indagine sul mercato del gas e valuta le possibili soluzioni per ottimizzare quello dell’energia elettrica.

gas

La riduzione della dipendenza

La svolta dell’Unione europea per uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili provenienti dalla Russia prima del 2030 si basa principalmente su due punti cardine: diversificare gli approvvigionamenti di gas aumentando le importazioni da fornitori non russi e incrementare  i volumi di produzione e arrivo di biometano e idrogeno rinnovabile.

Oltre a ridurre più rapidamente l’uso dei combustibili fossili nell’edilizia, anche abitativa, nell’industria e a livello di sistema energetico grazie a miglioramenti dell’efficienza, all’aumento delle energie rinnovabili e all’elettrificazione e superando le strozzature infrastrutturali.

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Energia solare

Con le misure previste dal Piano si potrebbe gradualmente eliminare l’utilizzo di almeno 155 miliardi di metri cubi di gas fossile, cifra equivalente al volume importato dalla Russia nel 2021. Quasi due terzi di tale riduzione possono essere raggiunti entro un anno.
Il tutto attraverso una serie di misure quali piani nazionali che identifichino i progetti per accelerare la transizione energetica, la definizione di nuovi impianti per le energie rinnovabili e una riduzione burocratica relativa ai permessi e alle iniziative per le installazioni di pannelli fotovoltaici sui tetti e per sviluppare la filiera delle pompe di calore.

La spinta sulle rinnovabili

Secondo Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal «Nei prossimi anni circa il 20% della produzione energetica europea potrebbe venire dal solare. Le rinnovabili sono una fonte di energia a basso costo, pulita e potenzialmente infinita e invece di finanziare l’industria dei combustibili fossili altrove, creano posti di lavoro in Europa. La guerra di Putin in Ucraina dimostra l’urgenza di accelerare la transizione verso l’energia pulita».

Silvia Bolognini

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Tag:  rincaro gas

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