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Clima. Rapporto Ipcc: "bisogna agire subito"

Clima. Rapporto Ipcc: "bisogna agire subito"
Il Segretario Generale Onu Antonio Guterres

È un quadro di cambiamenti climatici che potrebbe avere conseguenze drammatiche, quello che l’Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, ha dipinto nel suo ultimo rapportoClimate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability”, appena pubblicato.
Gli eventi estremi come le ondate di caldo, le tempeste, la siccità e le inondazioni attese per i prossimi anni potrebbero infatti mettere a rischio la salute, le vite e i mezzi di sussistenza di miliardi di persone, oltre a portare al progressivo innalzamento del livello del mare (il Mediterraneo potrebbe alzarsi di un metro nel 2100). Ma la minaccia incombe anche sulle città e su infrastrutture fondamentali, come i sistemi energetici e di trasporto.

L’allarme dell’ Onu sul clima

Sono tra i 3,3 e i 3,6 i miliardi di persone al mondo che vivono in contesti altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici. “Per evitare una perdita crescente di vite umane, biodiversità e infrastrutture – lanciano l’allarme gli esperti dell’Onu – urge un’azione ambiziosa e accelerata per adattarsi ai cambiamenti climatici, riducendo nel contempo in modo rapido e profondo le emissioni di gas serra“.
“Ho visto molti rapporti scientifici nella mia vita ma nessuno come questo”, ha commentato il segretario generale dellOnu, Antonio Guterres. “I fatti sono innegabili. E ritardo significa morte”.

Il rischio degli impatti a cascata

Guterres ha quindi sottolineato come sia “essenziale limitare a 1,5 gradi l’aumento delle temperature“. Anche il superamento temporaneo di questo livello di riscaldamento provocherà infatti ulteriori gravi impatti, alcuni dei quali saranno irreversibili.

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Per esempio, potrebbe registrarsi una moria di massa in specie come alberi e coralli. E gli eventi meteo estremi potrebbero avere, rimarcano gli scienziati, “impatti a cascata sempre più difficili da gestire”.

Obiettivo zero gas serra nel 2050

“La scienza – ha concluso il segretario Onu – chiede di ridurre emissioni del 45% al 2030 e raggiungere lo zero di gas serra al 2050, ma con gli impegni attuali l’incremento globale delle emissioni previsto è quasi del 40% nel decennio attuale.
Questo vuol dire catastrofe e la distruzione di ogni possibilità di mantenere vivo l’obiettivo di contenere il riscaldamento entro +1.5 gradi”.
Tra le possibili soluzioni indicate dall’Ipcc, il ripristino degli ecosistemi degradati.

Clima e rischi: la situazione europea

Nello specifico, l’Europa corre 4 categorie di rischio: ondate di calore su popolazioni e ecosistemi (se la temperatura aumenterà di 3 gradi, i decessi e le persone a rischio di stress da calore potrebbe addirittura triplicare), rischi per la produzione agricola, possibile scarsità di risorse idriche (con 3 gradi in più, 170 milioni di persone saranno colpite da siccità estrema) e rischi prodotti da maggiore frequenza e intensità di inondazioni.

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