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Caro benzina: il Governo pronto a nuovi interventi da agosto

Caro benzina: il Governo pronto a nuovi interventi da agosto

Lo ha dichiarato il premier Draghi. Resta da definire la strategia dopo l’8 luglio

Il taglio delle accise sui carburanti, introdotto il 22 marzo e poi prorogato fino all’8 luglio e che incide per 30,5 centesimi al litro, costa alle casse pubbliche 1 miliardo di euro al mese.
A fronte della previsione di un aumento dei costi energetici che sembra non destinato a fermarsi, il Governo è però pronto a riproporre da agosto la misura, potenzialmente fino a fine anno, finanziandola con circa 900 milioni di euro al mese.
Tutto questo però “solo se sarà necessario”, come ha spiegato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo l’accordo raggiunto in sede europea per il nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, a partire dallo stop al petrolio di Mosca. Che, anche se sarà operativo non prima di fine anno, già si sta facendo sentire.
Intanto, resta da capire come si muoverà il Governo dopo l’8 luglio sul fronte delle accise.
Anche perché, ha ammesso Draghi, “il momento di massimo impatto di tutte le sanzioni sarà da questa estate in poi”.

 

 

 

Draghi: “Pronti a nuovi scostamenti di bilancio”

L’Italia, ha ricordato Draghi, ha già speso circa 30 miliardi per mitigare l’effetto dei rincari dei prezzi energetici su famiglie e imprese.
“Continueremo a fare tutto quello che è necessario per aiutare i deboli”, ha detto il premier.
L’obiettivo dell’Esecutivo è infatti quello di “tenere al riparo il Paese dalla spirale dell’inflazione”, che ha ripreso a galoppare, toccando livelli (+6,9 a maggio) che, ha sottolineato l’Istat, non si registravano da marzo 1986.
“L’esigenza – ha aggiunto Draghi – è di farlo con provvedimenti mirati, forse anche a costo di prevedere uno scostamento nei conti pubblici che al momento comunque non si vede. Ma finora siamo sempre riusciti a farlo all’interno del bilancio”.
Per evitare che si inneschi una spirale inflazionistica sui salari e difendere quindi il potere d’acquisto delle famiglie, il Presidente del Consiglio ha auspicato anche maggior compattezza tra le parti sociali.

La situazione, tra inflazione e rincari del petrolio

La ripartenza dell’inflazione nell’ultimo mese, dopo il lieve rallentamento di aprile, si lega in primis proprio al settore di elettricità e combustibili, con un +26,4%,
A spingere in alto un’inflazione di base netta al 3,3% sono in parte anche gli alimentari, con un +7,5%.
Solo l’annuncio dell’embargo europeo ha fatto intanto schizzare i prezzi del brent a Londra a 124 dollari al barile.

benzina
Il tutto in un contesto in cui, da inizio anno, la benzina è aumentata del 9,6% e il gasolio del 14,3%.
Mentre la domanda di petrolio sta tornando ai livelli del 2019, con un consumo mondiale quotidiano di 100 milioni di barili, 10 milioni dei quali in Europa, compresi i 3 milioni provenienti dalla Russia.
L’Italia proverà quindi a incrementare i flussi dagli altri fornitori (Nord Africa, Medio Oriente, Usa, Azerbaigian e Kazakistan) nonostante la posizione dei Paesi produttori dell’Opec che non hanno aumentato la produzione per più di 432 mila barili al giorno.

Gas, carbone e tetti ai prezzi

Nel vertice straordinario di Bruxelles, è stato anche dato ufficialmente mandato alla Commissione Europea per studiare la fattibilità dell’introduzione di un tetto al prezzo del gas, che si tradurrebbe in un risparmio in bolletta quantificabile tra il 30% e il 40%.
Anche il prezzo di questo combustibile continua a crescere, con un +2,9% registrato ieri ad Amsterdam e un +1,4% a Londra. E la fornitura del gas sarà strategica, in prospettiva, anche in vista del bando sul carbone che dovrebbe entrare in vigore da inizio 2023.

Alberto Minazzi

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