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Benzina di nuovo a 2 euro, il taglio delle accise non basta più

Benzina di nuovo a 2 euro, il taglio delle accise non basta più

La media del servito è tornata a superare la soglia psicologica (e i rincari internazionali continuano)

Fare il pieno di benzina è tornato a essere un lusso.
La corsa agli aumenti dei prezzi dei carburanti è ripartita a spron battuto, con il superamento della soglia psicologica dei 2 euro al litro per il prodotto servito registrata nei prezzi medi del 30 maggio. E ulteriori rincari alla pompa, da parte di alcune tra le principali compagnie si sono verificati anche oggi, 31 maggio.
È la conseguenza delle quotazioni in crescita del prezzo del barile di petrolio sui mercati internazionali, che sta vanificando l’effetto-calmiere derivante dalla decisione del Governo di prorogare il taglio sulle accise.
Una misura che, al momento, resta però fissata solo fino all’8 luglio. Quando, in mancanza di ulteriori provvedimenti, si rischierà di toccare un prezzo mai visto in precedenza.

I prezzi odierni dei carburanti

Rispetto alle rilevazioni di ieri, le medie registrate dall’Osservatorio prezzi del Mise sono invariate: 1,90 euro al litro (1,905 per quella delle compagnie e 1,89 alle pompe bianche) per la benzina fai da te; 1,82 (1,827 logo, 1,806 nei distributori indipendenti) per il diesel self, che scende anzi mediamente di un millesimo nell’arco delle 24 ore.
Vanno però segnalati gli aumenti sul prezzo finale consigliato da 2 delle principali compagnie. Per Eni si parla di 3 centesimi al litro per la benzina e 2 per il gasolio, Ip ha invece incrementato il costo nelle ultime 24 ore di 1 cent in più per entrambi i carburanti.
Per chi rifornisce in modalità “servito”, la media è attestata a 2,034 euro al litro, tra gli 1,942 dei distributori indipenenti un massimo di 2,119 in quelli gestiti dalle compagnie.
Quanto al diesel, la media per il gasolio servito è invece di 1,962 euro al litro, con il gpl a 0,831.

Motivi e prospettive

A sospingere ulteriormente il prezzo di Brent, vicino ormai 120 dollari, e Wti, nelle ultime ore hanno inciso anche le notizie internazionali sull’embargo deciso dall’Unione Europea nei confronti del petrolio russo e i primi segnali di un lockdown pandemico meno stretto verso cui sta andando la Cina.
Ma la tendenza è già in atto da qualche giorno, come confermano gli aumenti dei prezzi dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo registrati già alla chiusura di venerdì scorso. E vi è il timore anche di nuove speculazioni, anche in considerazione dell’arrivo dell’estate, quando molti Italiani si sposteranno in auto per le vacanze.
Ecco perché potrebbe rendersi necessario un nuovo intervento di proroga delle misure fiscali da parte del Governo, anche per evitare l’effetto a cascata sui prezzi di tutti i prodotti dovuto all’aumento dei costi di trasporto.
Considerando accise e iva, lo “sconto” in atto è calcolato pari a 30,5 centesimi per ogni litro di benzina o gasolio. Che, se venisse confermata la fine del provvedimento a inizio luglio, porterebbero i prezzi alla pompa oltre i 2,3 euro al litro.

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