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Osteoporosi: la prevenzione passa attraverso un’app

Osteoporosi: la prevenzione passa attraverso un’app

“Think Bone”, un progetto italiano per favorire il riconoscimento precoce delle persone a rischio mettendo in rete i medici e i pazienti

L’osteoporosi è spesso una malattia silenziosa.
Fino a quando non si verifica una frattura, per esempio a livello di femore, vertebre o polso, può cioè non dare sintomi evidenti. Si tratta, dunque, di uno di quei casi in cui può fare una grande differenza, nelle prospettive della qualità di vita di chi ne soffre, riconoscere quanto prima le condizioni che predispongono alla malattia.
Per riuscire a prevenire le fratture da fragilità, serve allora la massima collaborazione tra i medici di medicina generale, primi interlocutori del paziente, gli specialisti e gli altri professionisti sanitari che si occupano della salute dell’osso.
È soprattutto a loro che si rivolge “Think Bone. Non mollare l’osso”, la prima app italiana dedicata alla prevenzione e alla miglior gestione dell’osteoporosi.

Una app per migliorare l’approccio all’osteoporosi

L’app è stata ideata da Laura Tafaro, specialista in Geriatria, osteoporosi e fratture da fragilità presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma e ricercatrice all’Università La Sapienza della capitale.
Si tratta di uno strumento digitale che si pone proprio l’obiettivo di creare una rete tra medici con diverse competenze, mettendoli tra loro in relazione, e gli stessi cittadini.
Non si tratta, cioè, solo di un’app informativa, ma si crea una vera e propria forma di collaborazione sanitaria nel campo dell’osteoporosi e delle patologie osteometaboliche, che richiedono un approccio multidisciplinare.
Attraverso l’app si vuole quindi ridurre la frammentazione dei percorsi assistenziali, favorendo una gestione coordinata e più consapevole del paziente.

osteoporosi
Per rendere più efficaci e tempestivi gli interventi, il primo livello della rete è rappresentato dai medici di base, che possono individuare i fattori di rischio, riconoscere situazioni sospette e indirizzare i pazienti agli approfondimenti. Il secondo livello è quindi quello degli specialisti, che contribuiscono alla diagnosi e alla scelta del trattamento, oltre che al successivo monitoraggio.

L’accesso alle informazioni e le funzionalità

Attraverso la app, oltre a promuovere la cultura della prevenzione nella consapevolezza che la salute delle ossa va considerata al pari per esempio di quella cardiovascolare, si facilita l’accesso alle informazioni anche da parte del cittadino, che può utilizzarla come punto di riferimento pratico per trovare indicazioni, senza sprecare tempo prima che si verifichino eventi traumatici gravi.
Think Bone è anche uno strumento professionale per gli operatori sanitari, che va ad affiancarsi ad altre opportunità diagnostiche classiche, a partire dalle radiografie, o emergenti, come i biomarcatori.
Tra le funzionalità dell’app indicate su Google Play, in tal senso, si sottolineano la disponibilità di una mappa dei centri di riferimento, di strumenti interattivi per favorire lo scambio tra professionisti, di calcolatori clinici e di un assistente medico basato sull’intelligenza artificiale.

Alberto Minazzi

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Tag:  app, ossa, osteoporosi

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