Il primo gioco da tavolo italiano nato a Venezia per prevenire gli incidenti pediatrici domestici ha ricevuto una menzione speciale quale miglior campagna italiana di comunicazione pubblica
Dalle aule scolastiche alle case, Ca’ Bimbo è il gioco che insegna a evitare i pericoli quotidiani tra le pareti domestiche.
Il messaggio che lancia è chiaro: la prevenzione si impara.
Ma non sempre a veicolarne la conoscenza è utile siano divieti e raccomandazioni.
A Venezia si affida a carte da pescare e stanze da esplorare, alla condivisione e al gioco.
Creato dall’Ulss 3 Serenissima con Fondazione di Venezia e Clementoni e il patrocinio della Regione del Veneto è diventato uno strumento didattico importante che mettendo insieme sanità, scuola e famiglie sta conquistando sempre più consensi.
Tanto che a Roma, Federsanità gli ha attribuito una menzione speciale quale miglior campagna italiana di comunicazione pubblica nella prima edizione dell’“Award Contronarrazione” dedicato alla comunicazione in sanità.
Premiato il gioco per proteggere i bambini, distribuito in 5 mila copie
I finalisti alla prima edizione del premio erano 18, ciascuno premiato all’interno di sei diverse categorie.
Ogni progetto è stato riconosciuto un’ “esperienza che innova il racconto della salute” rafforzando il coinvolgimento dei cittadini, innovando i linguaggi, rendendo più accessibili i servizi e promuovendo una cultura della salute.

A ritirare il premio per l’Ulss 13 Serenissima di Venezia sono stati Giulia Busetto, ideatrice del gioco e responsabile dell’Ufficio stampa aziendale e Giulio Giuliani, coordinatore del progetto e dirigente dell’Area per l’informazione e la comunicazione.
Finora, sul territorio che l’azienda sanitaria veneziana comprende, sono state consegnate 5 mila copie del gioco alle mamme in attesa, in tutti i presidi sanitari e nelle scuole elementari. La distribuzione gratuita continua.
Un progetto complesso che parla semplice
Attraverso il linguaggio del gioco, Ca’ Bimbo insegna ai più piccoli come evitare i tanti pericoli tra le pareti domestiche e ai grandi come eliminarli. Per ottenere la vittoria, i giocatori vengono ripetutamente invogliati alla lettura del vademecum che, con narrazioni e ambientazioni fiabesche contiene indicazioni per prevenire gli incidenti pediatrici domestici. Bruciature in cucina, ruzzoloni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli causati da spigoli non protetti, avvelenamenti da medicinali o detersivi incustoditi, scosse elettriche per dita infilate nelle prese non coperte, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti a mobili ballerini, sono solo alcuni degli esempi di incidenti che tra le pareti domestiche possono avere tragiche conseguenze per i bambini. La lista è molto lunga e non sempre gli occhi attenti dei genitori bastano a evitare il peggio. L’Ulss 3 Serenissima di Venezia conta una media di circa 1.300 bambini portati al Pronto Soccorso e almeno un bambino al mese elitrasportato dal Suem 118 verso le rianimazioni pediatriche regionali competenti.

Un gioco che educa, diverte e responsabilizza
Ca’ Bimbo offre a genitori e famiglie regole semplici ma fondamentali per la prevenzione degli infortuni casalinghi e suggerimenti concreti per la messa in sicurezza delle case abitate da neonati e bimbi dai primi giorni ai cinque anni di vita.
Il gioco porta in un palazzo immaginario, Ca’ Bimbo appunto, illustrato con uno stile fiabesco, dove ogni stanza nasconde un potenziale pericolo. Il tabellone diventa una mappa da attraversare, le 112 carte introducono situazioni concrete, il vademecum traduce il gioco in comportamenti reali. Non si tratta solo di riconoscere il rischio, ma di imparare cosa fare.

“Con il progetto Ca’ Bimbo i professionisti dell’Ulss 3 Serenissima – spiega il direttore generale dell’Azienda veneziana Massimo Zuin – hanno dimostrato come ci si può impegnare insieme con competenze scientifiche, mediche, operative e di comunicazione per rinnovare i messaggi di salute e prevenzione, utilizzando toni nuovi ed efficaci che possono trovare ascolto in un mondo sempre più pieno di voci, molte delle quali purtroppo inutili o distraenti”. Da parte sua, nel corso della cerimonia di premiazione, il capo di gabinetto del Ministero della Salute Marco Mattei ha precisato che la trasparenza dell’informazione e la qualità della comunicazione sono elementi fondamentali per migliorare i servizi sanitari e rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.




