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Masticare bene protegge le ossa: la scoperta che collega bocca e osteoporosi

Masticare bene protegge le ossa: la scoperta che collega bocca e osteoporosi

Analizzando oltre 9.000 adulti, i ricercatori hanno individuato un’associazione significativa tra efficienza della masticazione, qualità dell’alimentazione e densità ossea

Ce lo sentiamo ripetere fin da bambini: quando mangi, mastica bene.
Un “consiglio della nonna” che, come spesso accade, poggia su basi confermate dalla scienza.
Perché la prima digestione avviene già in bocca, dove la saliva inizia la scomposizione degli amidi. E così masticare ogni boccone dalle 15 alle 30 volte (anche 40 quando si tratta di cibi solidi come la carne) è ritenuto il modo migliore per facilitare la digestione, migliorare l’assorbimento dei nutrienti e aumentare il senso di sazietà.
Ma anche ridurre il gonfiore addominale, il senso di pesantezza e le eruttazioni, nonché gestire meglio il peso.
Una nuova ricerca basata su uno dei principali programmi di sorveglianza sanitaria degli Stati Uniti (il National Health and Nutrition Examination Survey), i cui risultati sono stati appena pubblicati sul sul Journal of Oral Rehabilitation, aggiunge ora un ulteriore effetto virtuoso a una buona masticazione: la protezione delle ossa.

Dalla bocca a una vecchiaia sana: una catena di causa-effetto

Se, invecchiando, riusciamo a conservare una dentizione funzionale e una buona capacità di masticazione, ne possiamo dunque trarre benefici a livello di salute generale.
Questo avviene perché, illustra la ricerca, eventuali problemi orali influenzano quel che mangiamo, potendo ridurre la varietà della dieta e dei nutrienti assunti. Con conseguenti rischi nutrizionali che, nel tempo, si possono tradurre in minor energia o un sistema immunitario meno efficiente. Chi mastica male, in altri termini, può essere spinto a evitare cibi come carne o verdure particolarmente dure, tendendo al contrario a mangiare sempre le stesse cose.
Il problema diventa ancor più serio quando si tratta di anziani, che normalmente perdono più denti, aumentando così le difficoltà masticatorie ed esponendosi a un rischio più elevato di malnutrizione. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sull’analisi dell’associazione tra capacità di masticare e osteoporosi negli adulti, valutando nel contempo anche il contributo della dieta e dello stato nutrizionale.

Il nesso tra buona masticazione e osteoporosi

Una delle conclusioni più sorprendenti a cui sono arrivati gli studiosi è stata che una buona funzione masticatoria può contribuire a una riduzione del rischio di osteoporosi. Il team ha analizzato i dati di 9.425 adulti sopra i 50 anni, considerati rappresentativi di una popolazione generale di 76 milioni di persone. E, relativamente alla fragilità ossea, è stata effettuata anche una misurazione oggettiva della densità minerale del collo del femore secondo i criteri Oms.
La valutazione della funzione masticatoria, invece, è stata calcolata non tanto guardando al numero di denti residui o basandosi su valutazioni soggettive, ma attraverso l’indicatore delle “funcional tooth units” (Ftu), ovvero il numero di coppie di denti posteriori antagonisti (quelli cioè che incidono maggiormente sulla capacità di masticare), naturali o integrati con protesi, effettivamente funzionanti. Ed è emersa una relazione chiara e statisticamente significativa.
Ovvero, all’aumentare delle Ftu la prevalenza di osteoporosi è risultata diminuire del 7% per ogni unità funzionale aggiuntiva. In chi ha tra 6 e 8 Ftu, così, il rischio di osteoporosi è inferiore del 46% rispetto a chi ne ha 1 o nessuna. L’associazione statistica non ha inoltre mostrato soglie o andamenti irregolari, rafforzando l’ipotesi che la funzione masticatoria non sia solo un indicatore indiretto di benessere generale, ma sia strettamente connesso alla salute ossea.

L’importanza della dieta

Gli autori hanno allora valutato il ruolo giocato da altri 2 aspetti dell’alimentazione: la varietà della dieta (espressa dall’indice Food Variety Score, Fvs) e il rischio di malnutrizione (sintetizzato nel Geriatric Nutritional Risk Index, Gnri, che considera una serie di parametri sia antropometrici che biochimici). E Fvs e Gnri hanno dimostrato di poter spiegare una parte (rispettivamente l’8% e il 6%) dell’effetto protettivo della funzione masticatoria sull’osso.
Parte dell’effetto della bocca sulla salute passa cioè proprio da cosa e come mangiamo. Una funzione masticatoria compromessa è infatti spesso associata a una minore varietà di alimenti consumati e a un peggior stato nutrizionale. Si tratta, ammettono gli studiosi, di uno studio solo osservazionale, non essendo ancora possibile stabilire scientificamente un rapporto di causa-effetto, anche se i risultati sono rimasti solidi e coerenti dopo numerosi controlli.

Alberto Minazzi

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Tag:  denti, ossa, ricerca