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Italia promossa a pieni voti: mare e laghi tra i più puliti d’Europa

Italia promossa a pieni voti: mare e laghi tra i più puliti d’Europa

Oltre il 94% delle coste è di qualità eccellente secondo i monitoraggi 2025. Cresce la tutela degli ecosistemi, ma l’attenzione resta alta sulle aree critiche

“Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più” dice la famosa canzone di Lucio Battisti. E per trovare le acque migliori non serve andare molto lontano. L’Italia infatti conferma la tendenza degli ultimi anni con acque eccellenti e balneabili in oltre 6 mila km di coste. I campionamenti e monitoraggi effettuati hanno promosso a pieni voti mare, laghi e fiumi: sul totale di costa monitorato, ben 5.926, pari al 94,9% sono classificati di qualità eccellente, la più alta prevista dalla normativa di derivazione europea.

I campionamenti e il monitoraggio

Per arrivare ai risultati presentati, team di esperti hanno effettuato nel corso del 2025 circa 30 mila campionamenti e monitorato 5 mila punti tra mari, laghi e fiumi.
Tutte le regioni, secondo quanto evidenziano i dati raccolti, mostrano percentuali di qualità molto levate con punte vicine al 100%. Solo 207 km, corrispondenti al 3,3% della costa monitorata sono classificati di qualità buona, mentre 60 km pari all’1% hanno una valutazione appena sufficiente.
Unico punto negativo 41 km, lo 0,7% del totale risultato di qualità scarsa, la più bassa prevista e 8 km, lo 0,1% non sono classificati perché non hanno raggiunto una quantità di dati sufficiente per il giudizio.

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Godono di buona salute anche le acque interne

I ricercatori hanno anche analizzato 673 km di acque interne (laghi e fiumi), anche in questo caso ottenendo dei buoni risultati. Sul totale, 624 km sono risultati eccellenti, equivalenti al 92,7%; 28 di qualità buona, il 4,1%; 14 di qualità sufficiente, 2,1%; 6 km di qualità scarsa, 0,9% e 1 km risulta non classificato. Nel monitoraggio non rientrano le aree che indipendentemente dai risultati della qualità delle acque non potrebbero in ogni caso essere destinate alla balneazione in quanto ospitano porti, strutture militari, foci di fiumi o aree marine protette.

La balneabilità è un indicatore importante della salute degli ecosistemi marini

I dati sulla qualità delle acque confermano l’eccellenza della balneabilità lungo le coste italiane, ma allo stesso tempo, precisa la presidente di Ispra e SNPA Maria Alessandra Gallone, richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli investimenti nella conoscenza, nel monitoraggio e nella protezione degli ecosistemi marini.
L’obiettivo è ampliare lo sguardo oltre la sola qualità dell’acqua, includendo la salvaguardia della biodiversità, degli habitat, dei fondali, oltre al contrasto all’inquinamento da microplastiche e agli effetti dei cambiamenti climatici.
In questa direzione si inserisce il Progetto PNRR MER (Marine Ecosystem Restoration), un programma articolato che punta al ripristino e alla conservazione della biodiversità marina attraverso 37 linee di intervento: dal recupero della Posidonia oceanica alla reintroduzione dell’ostrica piatta, fino all’esplorazione di montagne sottomarine e allo sviluppo della nuova unità oceanografica Arcadia, un vero e proprio laboratorio di ricerca in mare aperto.

“L’alleanza tra Ispra, SNPA e Marevivo assume un valore strategico – sottolinea la presidente Marevivo Rosalba Giugni – in quanto si uniscono competenze scientifiche e impegno civile per promuovere una visione più ampia e integrata della salute del mare, fondata sulla salvaguardia dell’intero ecosistema marino. La tutela del mare e della sua biodiversità è una responsabilità condivisa che richiede consapevolezza, partecipazione e un impegno diffuso per rafforzare la cultura della sostenibilità”.

 

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