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Elettricità: è stato un giugno da consumi record

Elettricità: è stato un giugno da consumi record

I dati Terna: nel mese, raggiunto il massimo del fabbisogno dal 2016. Ed è il decimo mese consecutivo con segno positivo

Il caldo straordinario tra fine primavera e inizio estate ha inciso sulle scelte degli italiani più degli stessi rincari dell’energia, la cui materia prima all’ingrosso, secondo quanto riporta Staffetta Quotidiana, era aumentata del +11% da maggio a giugno.
Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, rivela infatti nel suo ultimo rapporto che, nello scorso mese di giugno, con 28 terawatt/ora si sono registrati i valori più alti dal 2016 nei consumi di elettricità effettuati nel mese.
Ma se l’accensione anticipata dei condizionatori ha giocato sicuramente un ruolo importante, i dati confermano al tempo stesso il trend di crescita dell’intera domanda elettrica nazionale, arrivata al 10° mese consecutivo con segno positivo.

I consumi elettrici degli italiani a giugno

Già nel 2025, va ricordato, l’incremento dei consumi elettrici a giugno era stato particolarmente elevato, con un +7,5%. La percentuale dello stesso mese del 2026 è inferiore, +1,8% su base annua, ma ovviamente si traduce in un nuovo record. Un trend che non vede differenze territoriali, con una variazione tendenziale del +1,6% al Nord, del +1,8% al Centro e del +2,1% al Sud e nelle Isole. Il picco di consumo, 57,4 gigawatt (+3,5% rispetto al 2025: valore mensile record), è stato raggiunto il 29 giugno per effetto delle temperature elevate dell’ultima decade del mese.
A giugno 2026, sottolinea l’analisi di Terna, c’è stato un giorno lavorativo in più (21 contro 20) e una temperatura che, pur inferiore ai livelli eccezionali dello scorso anno, è stata superiore alla media decennale. Depurando quindi il dato dagli effetti contrapposti di calendario e temperatura, la variazione sale a +2,9%. E, considerando il solo effetto temperatura, la variazione del fabbisogno sarebbe pari addirittura al +3,5%. In termini congiunturali, la variazione della richiesta elettrica destagionalizzata e corretta dagli effetti di calendario e temperatura è stata invece del +1%.

La tendenza da inizio anno e i consumi di industria e servizi

Allargando la prospettiva al primo semestre del 2026, il fabbisogno elettrico in Italia è cresciuto del +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che va letto positivamente, dal punto di vista della nostra economia, guardando al +3,1%, sempre nel confronto su base annua, relativo ai consumi industriali di giugno di circa 1.000 imprese energivore. Al riguardo, Terna segnala il segno “+” per i comparti di siderurgia, ceramiche e vetrarie, cartaria e mezzi di trasporto, mentre risultano in flessione chimica, meccanica, metalli non ferrosi, alimentari e cemento, calce e gesso.
Siderurgia e metalli non ferrosi trascinano anche l’Indice mensile dei consumi elettrici industriali nella crescita annua del +4,3% del periodo gennaio-giugno. Terna elabora anche un indice sui consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione. In questo caso, gli ultimi dati sono quelli di aprile, quando si è registrato un +0,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Quanto al periodo gennaio-aprile, i consumi elettrici del settore dei servizi risultano in aumento in un anno del +1,1%, con alberghiero, ristorazione, informazione e comunicazione tra i settori più positivi.

La produzione nazionale di elettricità e le rinnovabili

Quanto alla produzione nazionale, si è attestata a 24,2 terawatt/ora (+2,6% a giugno, per un +1,4% da inizio anno) e ha permesso di coprire l’84,9% della domanda. In crescita la fonte termica (+8%), le rinnovabili hanno coperto il 47% della domanda elettrica nazionale contro il 49,5% di giugno 2025. Sono diminuite le bioenergie (-8,4%) e le fonti idrica (-23,7%), geotermica (-2,1%) ed eolica (-3,2%, ma +16,4% tra gennaio e giugno). Mentre si è confermato prima fonte rinnovabile il fotovoltaico, con un +15,7% su base annua (888 gigawatt/ora in più) e un +19,2% nel semestre, superando così i 6 terawatt/ora.

Alberto Minazzi

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