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Venezia e Ravenna festeggiano la barca più amata dagli italiani

Venezia e Ravenna festeggiano la barca più amata dagli italiani
Moro di Venezia 2020

Il Moro di Venezia al centro delle celebrazioni del 30 aprile 1992: talk, regate, cortei acquei, cene e feste a tema

30 aprile 1992: nelle acque americane di San Diego il Moro di Venezia vinceva la Luis Vuitton Cup battendo gli agguerritissimi neozelandesi.
Fu una vittoria sofferta, appassionante, che tenne incollati davanti alla tv milioni di italiani.
A distanza di trent’anni, quell’impresa leggendaria sarà ricordata dalle città di Ravenna e Venezia in due intensi weekend di vela e di mare.

30 aprile/1 maggio 2022 a Ravenna

Ravenna, la città di Raul Gardini, l’armatore dei cinque scafi rossi, non poteva non celebrare l’anniversario della vittoria del Moro di Venezia della Luis Vuitton Cup 1992.
Lo farà il 30 aprile per ricordare quello stesso giorno di trent’anni fa quando il Moro vinse su Team New Zealand, diventando la prima barca non anglofona a guadagnarsi il diritto di sfidare il defender dell’America’s Cup. Ed entrando di fatto nella storia sportiva italiana.

Venezia
Gli uomini del Moro di Venezia. Al centro, l’armatore con Raul Gardini e lo skipper Paul Cayard

L’appuntamento per velisti, amici, appassionati e nostalgici sarà al Mercato Coperto di Ravenna alle 17.30 per il talk show dal titolo “Il Moro e l’evoluzione tecnologica in Coppa America”. Seguirà una cena-evento in compagnia dei protagonisti dell’impresa americana.
Il 1 maggio la festa si sposterà sulle acque di Marina di Ravenna per la regata Festivela, aperta a tutte le barche d’altura.

Tutto partì da Venezia

Anche Venezia festeggerà il Moro, barca che con la città lagunare ha un legame speciale.
A partire dal nome, voluto dall’armatore Raul Gardini.
Pochi invece sanno che tutti e cinque gli scafi di quell’epica avventura vennero costruiti in cantieri navali veneziani da maestranze veneziane e che il primo Moro fu varato davanti a Piazza San Marco.

 

Il guidone sociale dello scafo è quello della Compagnia della Vela di Venezia. Ed è sempre a Venezia che ha trovato finalmente “casa” il Moro 2, l’unico dei fantastici cinque che ancora naviga.

venezia

Un weekend dedicato alla vela e al mare

Ma il weekend del 6 e 7 maggio la città lagunare festeggerà oltre al Moro di Venezia anche un altro suo simbolo: la Reale Società Canottieri della Bucintoro nei 140 anni della fondazione.
Sarà un fine settimana dedicato alla tradizione marinaresca, alla vela e al mare, che vedrà la presenza di molti volti noti: a partire dai ragazzi del team dell’avventura del ’92 che si ritroveranno sabato 6 maggio alle ore 12.
Domenica 7 maggio il Moro di Venezia, comandato da Dudi Coletti, partirà dall’Arsenale e arriverà in Piazza San Marco per il saluto e gli onori alla Società Bucintoro e alla sede storica della Compagnia della Vela.

Il Moro di Venezia al Trofeo Principato di Monaco a Venezia

Il Moro di Venezia e la Dodesona

Seguirà la sfilata nelle acque del Bacino di San Marco, un corteo che avrà a capo il Moro di Venezia e la Dodesona (l’ammiraglia della Bucintoro), accompagnati da tutti coloro che si vorranno aggiungere con le proprie imbarcazioni a vela, a remi o a motore. Ma l’evento più atteso sarà la fantastica serata che si svolgerà negli spazi dell’Arsenale con una grande festa aperta a tutti coloro che vorranno ricordare quella memorabile vittoria.

Trent’anni di sfrenata passione

Sogno di un uomo visionario, simbolo di un’epoca, ricordo di sveglie puntate alle prime ore del mattino. In un recente sondaggio del Giornale della Vela si chiedeva ai lettori chi fosse la “barca più mitica” tra Azzurra, Luna Rossa e Il Moro di Venezia.
Il risultato, inatteso e sorprendente, ha visto piazzarsi al primo posto proprio il Moro.
I cronisti dell’epoca lo avevano soprannominato il “siluro rosso” perché sulle acque di San Diego dava filo da torcere a chiunque, compresi gli yankee di America 3, allora difensori della famosa Brocca delle 100 Ghinee, meglio conosciuta come America’s Cup.

Paul Cayard, a sx con il cappellino bianco, con alcuni membri dell’equipaggio e delle maestranze che hanno realizzato il Moro di Venezia, tra cui Nicola Ballarin, nella foto. @Nicola Ballarin

Con il Moro di Venezia, l’equipaggio capitanato da Paul Cayard compì un’impresa epica vincendo prima il Campionato di classe del 1991 e l’anno successivo la Luis Vuitton Cup con un finale al cardiopalma che molti ancora ricordano.

Tramontate stelle, all’alba vincerò, vincerò, vincerò!”.

Trent’anni fa, dal 25 febbraio al 30 aprile 1992, gli italiani si incollarono agli schermi televisivi per tifare appassionatamente Il Moro di Venezia che sfidava il team velico americano capitanato da Buddy Melges.
Per un paio di mesi nei bar e negli uffici si parlava soltanto di vela e tutti diventarono improvvisamente esperti di regate, di rande e spinnaker, di strambate e bompressi.
In quelle giornate primaverili capitava spesso di sentire canticchiare per strada una strofa della Turandot che da allora in poi fu associata per sempre alle imprese del Moro: “Tramontate stelle, all’alba vincerò, vincerò, vincerò!”.
Perché si aprivano così le telecronache da San Diego, con la voce indimenticabile di Luciano Pavarotti ad augurare buon vento alla nostra imbarcazione.
Sempre nello stesso periodo, a Venezia, nasceva un fan club, nei chioschi cominciava la vendita di magliette e gadget con il logo dell’imbarcazione: la testa stilizzata di un leone il cui ruggito pareva dire a tutti che il Moro poteva farcela. Che l’Italia poteva farcela.

Il test del Moro di Venezianelle acque di San Diego
Il test del Moro di Venezia nelle acque di San Diego

Il leone ruggisce ancora

Non fu così, purtroppo, ma in tutti questi anni l’affetto per lo scafo rosso non è mai venuto meno e le sue imprese non sono state “oscurate” neppure dalle sfide degli ultrasofisticati catamarani delle ultime edizioni di Coppa America.
Chi ha vissuto quegli anni può confermarlo.  Il leone ruggisce ancora.

Luisa Quinto

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