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Identificata una molecola fondamentale nella lotta ai tumori

Identificata una molecola fondamentale nella lotta ai tumori
Il gruppo di Immunologia cellulare dell'ICGEB di Trieste coordinato da Federica Benvenuti

Come si difende il corpo umano di fronte a un tumore?
Un ruolo fondamentale, in questa lotta dell’organismo contro il cancro, lo svolge una specifica molecola, chiamata Tim4.
Un recettore cellulare che, come ha dimostrato il gruppo di Immunologia cellulare dell’ICGEB di Trieste coordinato da Federica Benvenuti, mentre la malattia progredisce, gradualmente scompare.
Il sistema immunitario perde così la capacità di riconoscere e distruggere le cellule cancerose, con maggiore possibilità sopravvivenza del cancro alla terapia.

molecola contro il cancro

I vantaggi della scoperta della molecola

Lo studio, frutto della collaborazione con altri laboratori italiani, cinesi, di Singapore, Regno Unito e Stati Uniti, è stato pubblicato dalla rivista Nature Communications. Si tratta di una scoperta che, sottolinea Federica Benvenuti, offre indicazioni per migliorare la prognosi e «pone le basi per sviluppare nuovi farmaci che ripristinino il meccanismo di risposta immunitaria anti-tumorale».
«L’individuazione di nuovi target per l’immunoterapia del cancro – prosegue la ricercatrice – richiede una piena comprensione dei meccanismi utilizzati dalle cellule immunitarie innate per rilevare la presenza di cellule tumorali e decodificarne l’identità».
Diagnosi precoce, prognosi e forme appropriate di intervento terapeutico sono infatti i pilastri fondamentali per una terapia efficace.

Come l’organismo combatte il tumore

Durante lo sviluppo di un tumore, la risposta immunitaria dell’organismo risulta perturbata.
All’inizio della malattia, il sistema immunitario è in grado di riconoscere le cellule tumorali ed eliminarle.
Sono le cellule dendritiche ad allertare e promuovere l’azione delle cellule “T”, in grado di eliminare le cellule malate. E la ricerca dell’ICGEB ha notato come la molecola Tim4 sia essenziale per fornire alle cellule “T” gli antigeni antitumorali in maniera ottimale.
Quando il cancro si sviluppa, però, il recettore, che è altamente espresso all’inizio, via via viene perso e, soprattutto in fase avanzata, i tumori riescono a sfuggire alla sorveglianza immunitaria.
Il monitoraggio dei livelli della proteina nell’organismo facilita dunque una diagnosi precoce.
Questo si traduce sia nella possibilità di scegliere in tempo utile le migliori terapie, sia di sviluppare nuovi approcci terapeutici che ripristino la capacità del corpo di riconoscere e combattere il tumore fin dalle fasi iniziali.

Alberto Minazzi

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Tag:  cancro