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La nuova mappa delle arbovirosi: “Non sono più malattie lontane”

La nuova mappa delle arbovirosi: “Non sono più malattie lontane”

In Veneto 62 casi autoctoni nel 2025. Gli esperti: “Le malattie tropicali ormai sono qui”. Scattano ordinanze, controlli e anche multe nei giardini privati

Per anni le abbiamo considerate malattie lontane, roba da tropici e viaggi esotici.
Poi è arrivata l’estate 2025 e Verona si è ritrovata al centro della prima epidemia autoctona di Chikungunya mai registrata in Veneto: 62 persone contagiate senza aver lasciato l’Italia.
A trasmettere il virus è stata la zanzara tigre, ormai presenza stabile anche nelle nostre città.
Un episodio che gli esperti non considerano più eccezionale.
Dengue, West Nile e Chikungunya non sono più emergenze “importate”, ma una nuova realtà sanitaria con cui convivere.
Ecco perché istituzioni, medici e ricercatori si ritroveranno il 19 e 20 maggio a Verona per il congresso nazionale “Arbovirosi: nuove sfide per l’Italia”, organizzato dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

Le febbri estive sotto osservazione

Dietro le quinte esiste già una rete di controllo che molti cittadini ignorano.
“Dal 2010 è attivo in Veneto un programma di sorveglianza delle febbri estive, che prevede la disinfestazione dalle zanzare tigre da parte del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica delle Ulss in un raggio di 200-300 metri dalla casa della persona infetta da Dengue o Chikungunya”, ha spiegato il professor Federico Gobbi.
La rapidità è fondamentale: l’obiettivo è evitare che una zanzara punga una persona malata e trasmetta il virus ad altri cittadini, facendo partire nuovi focolai.

arbovirosi
Il Prof. Federico Gobbi

Ma il sistema funziona solo se le diagnosi arrivano in tempo. “Se al ritorno da un viaggio in zone tropicali e sub-tropicali si manifestano sintomi quali febbre, dolori alle articolazioni e alle ossa, rush cutaneo è fondamentale recarsi al Pronto Soccorso”, ha sottolineato Gobbi. E attenzione anche a chi non ha viaggiato: “Nel caso di febbre in piena estate non accompagnata da sintomi respiratori o urinari, è bene recarsi prontamente dal proprio medico”.
Il motivo è semplice: “Se non facciamo una diagnosi tempestiva possiamo diventare il caso zero di un’epidemia autoctona o contribuire all’espansione della stessa”.

Non solo zanzare: crescono anche le infezioni da zecche

Il congresso accenderà i riflettori anche sulle malattie trasmesse dalle zecche, altro fenomeno in crescita in Veneto.
Nel 2025 sono stati registrati 36 casi di encefalite virale da TBE tra Bellunese, Pedemontana, Baldo e Lessinia. Cinque i casi trattati all’IRCCS di Negrar.
Sempre in regione sono stati notificati 21 casi di malattia di Lyme, anche se il numero reale potrebbe essere più alto perché non tutte le infezioni vengono diagnosticate o segnalate.

zecche

“La salute umana, animale e ambientale è interconnessa”

Il congresso sarà costruito attorno all’approccio “One Health”, che mette insieme salute umana, animale e ambiente. “Sono malattie che forse più di altre evidenziano quanto la salute umana, quella animale e dell’ambiente siano interconnesse”, ha spiegato Gobbi.
Per questo al tavolo siederanno non soltanto infettivologi e microbiologi, ma anche veterinari, entomologi, epidemiologi e igienisti.
Anche la dottoressa Giovanna Varischi ha ribadito che “le arbovirosi rappresentano oggi una delle sfide di salute pubblica più complesse e dinamiche a livello globale” e che malattie considerate un tempo lontane sono ormai “una realtà con cui confrontarsi quotidianamente”.

Le zanzare da vedere al microscopio

Accanto al congresso ci sarà anche un’iniziativa aperta al pubblico.
Il 19 maggio cittadini e curiosi potranno osservare da vicino larve e insetti adulti per imparare a distinguere l’Aedes albopictus, la zanzara tigre che trasmette Dengue e Chikungunya, dalla Culex pipiens, responsabile del West Nile.
“Durante l’iniziativa sarà possibile osservare da vicino le zanzare, adulte e larve”, ha spiegato la dottoressa Elena Pomari. Saranno distribuite gratuitamente anche pastiglie larvicide.
Perché la battaglia contro le arbovirosi non si combatte solo negli ospedali e neppure solo con le campagne informative. Si gioca anche nei giardini, nei tombini, nei sottovasi pieni d’acqua e nelle piccole abitudini quotidiane.

ordinanza

Scattano ordinanze e controlli nei cortili privati

Sempre più Comuni stanno adottando vere e proprie ordinanze anti-zanzare con obblighi precisi per cittadini, condomìni, vivai, cantieri e attività private.
In Veneto provvedimenti simili sono già stati adottati per esempio dai Comuni di Venezia, Spinea, Mirano e Verona, con misure valide fino al 31 ottobre 2026.
Ordinanze analoghe sono entrate in vigore anche a Roma, Riccione, Pistoia e Ferrara.
La lotta alle arbovirosi si sposta dunque anche dentro le proprietà private. E da quest’anno potrebbero esserci controlli da parte della polizia locale o dei servizi sanitari delle ULSS.

Acqua stagnante: il nemico invisibile

L’obiettivo è eliminare le larve prima ancora che diventino zanzare.
Per questo le ordinanze insistono soprattutto sull’acqua stagnante, anche in quantità minime.
Un sottovaso dimenticato, un secchio lasciato all’aperto, una grondaia ostruita o un tombino pieno d’acqua possono trasformarsi in incubatori perfetti per migliaia di larve.
Le disposizioni impongono di evitare ristagni nei cortili, nei terrazzi e nei giardini privati.
Tombini, pozzetti e griglie di scarico devono essere svuotati oppure trattati periodicamente con prodotti larvicidi autorizzati. Se l’acqua non può essere eliminata, è obbligatorio intervenire con reti protettive o trattamenti specifici.

Giardini trascurati, piscine e perfino cimiteri

Le ordinanze entrano nel dettaglio anche delle situazioni considerate più a rischio.
Giardini abbandonati, aree di cantiere, materiali accumulati all’aperto e piscine inutilizzate diventano potenziali focolai.
Persino i cimiteri finiscono sotto osservazione: i classici vasi per i fiori sulle tombe possono trasformarsi in habitat ideali per la zanzara tigre. Per questo viene consigliato di riempirli con sabbia umida oppure trattarli con prodotti larvicidi a ogni cambio d’acqua.
Obblighi specifici riguardano anche vivai, serre e negozi di piante, che dovranno mantenere trattamenti continui contro le larve.
E chi non rispetta le regole rischia sanzioni amministrative: in molti Comuni le multe vanno da 25 a 500 euro.

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