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Zanzare e virus in aumento, Venezia corre ai ripari: scatta l’ordinanza 2026

Zanzare e virus in aumento, Venezia corre ai ripari: scatta l’ordinanza 2026

Dietro le nuove regole ci sono virus come Dengue, West Nile e Chikungunya. La prevenzione diventa strutturale e si sposta anche dentro cortili, balconi, spazi privati. E cimiteri. Sanzioni da 25 a 500 euro per chi non rispetta le regole

Con la bella stagione alle porte, si corre ai ripari.
E non con la solita campagna anti-zanzare ma con un’ordinanza sindacale che non ha solo valore preventivo ma che include anche sanzioni amministrative.
Perché il problema è serio e può incidere sulla salute pubblica.
Com’è noto, le malattie trasmesse dalle zanzare sono aumentate negli ultimi anni in tutta Italia, con focolai di Chikungunya, casi di West Nile ed episodi di Dengue anche in Veneto.
La difesa non può più esser fatta solo con le disinfestazioni pubbliche ma eliminando tutti i luoghi in cui le zanzare nascono, anche all’interno delle aree private. E la responsabilità, in questo caso, è diretta: riguarda proprietari, affittuari e chiunque ne abbia disponibilità.
Da quest’anno, dunque, in cortili, terrazzi e giardini privati potrebbero esserci dei controlli effettuati dalla polizia locale o dall’ULSS.

acqua

Niente acqua ferma e niente acqua nei tombini

L’obiettivo comune dev’essere eliminare le larve prima ancora che diventino zanzare.
Per far questo, sarà da evitare l’acqua stagnante, che anche in quantità minima può diventare il focolaio perfetto.
Ogni contenitore non vuotato o nel quale si può accumulare dell’acqua può diventare pericoloso.
Gli stessi tombini lo sono se l’acqua viene svuotata all’interno. Così come le griglie di scarico e i pozzetti, anche nei garage o negli scantinati: se l’acqua non può essere eliminata, si dovrà passare a un trattamento con prodotti larvicidi autorizzati o alla chiusura con reti protettive mantenute in buone condizioni.
La regola numero uno, dunque, è semplice: evitare e controllare di non avere in giardino, nel terrazzo o in qualsiasi altro posto, acqua che ristagna.
E se non è proprio possibile, intervenire con prodotti specifici, seguendo le istruzioni e ripetendo il trattamento dopo la pioggia.

ordinanza

Giardini trascurati, cantieri, piscine, cimiteri

Un giardino trascurato, con erbacce e materiali accumulati è un problema.
Può infatti favorire ristagni invisibili, quindi va ripulito.
Situazioni di pericolo possono essere rappresentate anche da aree di cantiere, dalle piscine non utilizzate, che vanno svuotate e trattate e persino dai cimiteri.
Non tanto per l’area pubblica, nella quale le aziende comunali provvedono alla prevenzione quanto nei classici vasi per i fiori sulle tombe dei defunti.
La soluzione indicata dall’ordinanza sindacale del sindaco è di riempirli con sabbia umida oppure di trattare il vaso con larvicidi a ogni cambio d’acqua. Che tuttavia dev’essere frequente.
Nuove disposizioni ci sono anche per vivai, serre e negozi di piante, che devono attivare un trattamento continuo contro le larve.
L’ordinanza resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026, con possibili estensioni se il clima lo richiederà e prevede un sistema sanzionatorio con multe da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro.

Consuelo Terrin

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