Lo sciame meteorico avrà un momento di maggiore attività il 9 ottobre ma si potranno osservare già molte ore prima
Tutti con gli occhi all’insù per un nuovo spettacolo del cielo nella notte tra l’8 e il 9 ottobre.
Arriva infatti lo sciame meteorico delle Draconidi, originato dalla cometa 21P/Giacobini-Zinner scoperta nel 1900, già attive nel cielo notturno e che si apprestano a vivere il loro momento di massima intensità.
A favorire la loro osservazione darà il suo fondamentale contributo un cielo completamente buio considerato che il culmine del fenomeno sarà a ridosso della Luna Nuova prevista il 10 ottobre quindi senza il suo bagliore.
Durante questa fase la Luna non si vede perché si trova tra la Terra e il Sole, mostrando verso di noi la sua metà non illuminata e offrendo così la possibilità di scorgere anche le scie luminose più deboli.
Lo sciame visibile subito dopo il tramonto
Il punto in cui sembrano originarsi le Draconidi (radiante) si trova nella costellazione del Drago, da qui il nome, che per gli italiani è circumpolare, vale a dire rimane sempre al di sopra dell’orizzonte e risulta perfettamente visibile guardando verso Nord fin dalla prima ora di oscurità subito dopo il tramonto.
Così a differenza di altri sciami meteorici queste stelle cadenti si possono vedere senza dover attendere le ore più buie della notte. Secondo l’International Meteor Organization la loro attività è compresa indicativamente tra il 6 e il 10 ottobre con un picco di intensità tra la notte dell’8-9 e quella del 9-10. In Italia saranno già visibili giovedì 8 tra le 20 e mezzanotte.

Le stelle cadenti lente
A caratterizzare le Draconidi è la velocità relativamente bassa delle sue meteore che, ad esempio rispetto alle Perseidi con circa 59 km al secondo, attraversano l’atmosfera a circa 20 km al secondo. Una lentezza che però permette a chi le osserva di seguire più facilmente nel cielo e a occhio nudo le loro scie luminose. Di solito l’attività delle Draconidi è modesta, con 5 meteore all’ora, anche se in passato vi sono stati casi in cui hanno dato vita a tempeste di meteore spettacolari, come avvento nel 1933 e nel 1946 con migliaia di scie all’ora. Per ammirarle, il momento migliore è dal tramonto a mezzanotte quando il radiante è alto nel cielo nel nostro emisfero e non sono necessari particolari strumenti come telescopi o binocoli. Basta guardare verso Nord, tra il Grande e Piccolo Carro, anche se è consigliato allontanarsi dalle città e dalle aree dove vi sia un’elevata illuminazione artificiale.
Altri eventi astronomici di ottobre
Un altro appuntamento da segnare sul calendario per gli appassionati di stelle cadenti è con le Orionidi nella notte tra il 21 e 22 ottobre. Si tratta di stelle generate dai detriti lasciati dalla celebre Cometa di Halley che sta ritornando ad avvicinarsi verso la Terra con il passaggio visibile a occhio nudo nel 2061 dopo 76 anni dall’ultima volta.
Le Orionidi sono molto veloci, sfrecciano a circa 66 km al secondo e presentano spesso una colorazione giallo-verde, lasciando talvolta scie luminose persistenti. Hanno una visibilità fino a circa 15-20 meteore all’ora in condizioni di cielo scuro e sereno e il momento migliore per vederle è da mezzanotte alle prime ore prima dell’alba.
Il 26 ottobre sarà invece la volta della Luna pina del mese, la Luna del Cacciatore, il cui nome è legato alle tradizioni agricole e venatorie dell’emisfero boreale, che cadrà alle 5.11 ora italiana. Il momento del plenilunio sarà nelle prime ore del mattino, ma visibilmente la Luna apparirà piena sia nella sera del 25 ottobre, sia in quella del 26 quando a Roma il nostro satellite sorgerà intorno alle 17, poco dopo il tramonto, rimanendo visibile per tutta la notte.







































