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A 16 anni scopre una nuova stella

A 16 anni scopre una nuova stella
Lorenzo Sassaro - Ph.© Stefano Lora

Lorenzo Sassaro, di Vicenza, individua una nuova stella variabile nella costellazione meridionale della Carena. Si trova a 1.480 anni luce dalla Terra.

La grande scoperta è arrivata qualche giorno prima di Natale: una nuova stella variabile è stata individuata nell’universo.
Il suo nome è MarSEC2_V2.
A scovarla, tra miliardi di trilioni di altre stelle, è stato un giovanissimo ragazzo di Valdagno, in provincia di Vicenza.
Lorenzo Sassaro, sedicenne appassionato di astronomia fin dalle elementari, per mesi e mesi, seguito da un tutor dell’Osservatorio astronomico Marana Space Explorer Center (MarSEC) di Marana di Crespadoro (Vi), delegazione territoriale dell’Unione Astrofili Italiani (Uai), ha attentamente e pazientemente osservato il cielo e studiato i dati rilevati con i telescopi e gli strumenti messi a disposizione dal Centro.  Fino a diventare il più giovane italiano a scoprire una stella.

La Nebulosa Carena

La scoperta della stella variabile MarSEC2_V2

A settembre 2022, con il MarSEC, ha iniziato a fare una ricerca sulle stelle variabili dell’emisfero australe, in particolare la Nebulosa Carena, sostenuto dai tutor Ivo Peretto, direttore generale del MarSEC e Stefano Lora, ricercatore e responsabile della didattica. Ed è proprio in questa costellazione che, dai telescopi survey posizionati sulla Terra o sui satelliti, ha visto la “sua” stella.

Lorenzo Sassaro allo studio della volta celeste – Ph.© Stefano Lora

«MarSEC2_V2 – spiega Lorenzo – è lontana dalla Terra 1.480 anni luce e ha una temperatura di 10.800 gradi. La sua luminosità varia in un giorno e mezzo. La stella variabile ha questo nome proprio perché è una stella che per cause fisiche varia la sua luminosità in un certo periodo di tempo. I dati che ho studiato suggeriscono che in realtà entrino in gioco due stelle che interagiscono tra loro attraverso il campo magnetico e ciò va a interferire sui periodi di luminosità».
Il punto di partenza è stata la Nebulosa Carena,  « luogo di grande interesse per l’astronomia, grazie al James Webb Space Telescope che l’ha fotografata», rileva Lorenzo.

«Il momento della scoperta di MarSEC2 è stato davvero molto emozionante – racconta Lorenzo Sassaro ritornando a quei giorni prima di Natale in cui ha ufficializzato l’esistenza della stella- E’ stata una grande soddisfazione, ma non vorrei fosse un traguardo. Spero sia un punto di partenza per altre scoperte. L’astronomia è una mia grande passione anche perché c’è sempre la possibilità di scoprire qualcosa in più. E’ complessa e richiede costante impegno ma lo stimolo continuo per proseguire le ricerche non manca».

Lo studio della Nebulosa Carena e la nuova variabile certificata

La Nebulosa Carena, scoperta da Capo di Buona Speranza da Nicolas Louis de Lacaille intorno al 1750, è la più grande e estesa nebulosa visibile a occhio nudo sulla volta celeste. Con la sua ampiezza di 260 anni luce e 7.500 di distanza dalla Terra, appartiene alla costellazione della via Lattea e si può facilmente vedere a occhio nudo con un cielo buio e sereno.
Ma solo dall’emisfero australe, trovandosi 60 gradi sotto l’equatore celeste. E’ formata per gran parte da idrogeno, mentre l’elio costituisce un quarto della sua massa totale. All’interno di essa la quasi totale assenza di globuli di Bok (una nube scura formata da gas e polveri molto dense in cui sta avvenendo il processo della formazione stellare, ndr) indica che il fenomeno della formazione stellare, a differenza di altre nebulose, sarebbe fermo o poco attivo pur essendo stato in passato molto intenso. A conferma di ciò vi è la presenza di un gran numero di stelle giovani di grande massa come le cosiddette “giganti blu”.

Ph.© Gianni Dalla Costa

Gli occhi sempre puntati al cielo

«La mia scoperta – precisa il giovane – la devo a tantissime ore di osservazione e allo studio dei dati pubblici raccolti dall’attività di telescopi e satelliti che mi è stato possibile fare da casa. Per questo devo ringraziare i mie tutor visto che frequento la terza liceo scientifico a Valdagno, indirizzo Scienze applicate, e gli impegni scolastici non mi permettono la presenza assidua in Osservatorio. Così ogni sera ho trascorso, e trascorro comunque tuttora, parecchie ore allo studio. E’ una bella sensazione osservare il cielo».
Una volta scoperta la nuova stella variabile è iniziato per Lorenzo e i suoi tutor il lungo lavoro, fatto di consultazioni minuziose dei cataloghi in cui sono pubblicate le stelle variabili già scoperte, per capire se davvero nessun altro l’avesse avvistata prima. A coronare l’evento è giunta l’approvazione dell’Ente Internazionale per le Stelle Variabili, il VSX Variable Star Index dell’AAVSO, American Association Variable Stars Observers, che ne ha validato in modo ufficiale l’autenticità.

Un futuro da astronomo? Diversi giovani in Osservatorio MarSEC

Nel suo tempo libero Lorenzo ama vedere gli amici, ai quali racconta la sua passione per la volta celeste riuscendo a trasmettere loro quando apprende dai suoi studi.
Pratica atletica e frequenta un corso di teatro. Oltre a continuare le ricerche in Osservatorio,che frequenta tre, quattro volte alla settimana e da casa quasi ogni sera. Il suo sogno nel cassetto è di scoprire presto un’altra stella. Per quanto riguarda il suo futuro «Ancora non ho deciso se quella dell’astronomo sarà la mia futura professione  – dice Lorenzo -. Sono anche appassionato di medicina. Intanto concluderò gli studi superiori, poi valuterò».
Nel frattempo, è molto stimato dai suoi “colleghi” del MarSEC e dai suoi tutor, che seguono anche altri giovani che si stanno avvicinando con passione all’astronomia.

«Al MarSEC – dice Stefano Lora – sono presenti con regolarità diversi giovani e il loro numero è cresciuto in questi ultimi anni. Attualmente sono una decina. E’ un orgoglio per noi che si dedichino con passione per parecchie ore alla settimana all’approfondimento di una materia non facile come l’astronomia. In particolare per Lorenzo non è un passatempo ma una vera e propria passione e questo fa la differenza. Sono certo che potrà raggiungere traguardi significativi».

L’Osservatorio MarSEC di Marana di Crespadoro (Vi) – Ph.© Gianni Dalla Costa

Il MarSEC

Il MarSEC è una struttura per lo studio, la ricerca e divulgazione astronomica che si trova a Marana, in provincia di Vicenza. Oltre alle due cupole, dotate di strumentazione all’avanguardia, destinate rispettivamente alla ricerca e alla divulgazione scientifica, ospita un insieme di scenari che spaziano dalla Geologia all’Astronomia passando per l’Astronautica. Il Planetario con la sua caratteristica forma a anfiteatro è in grado di ospitare fino a 45 persone che, in comode poltrone reclinate, possono osservare al meglio il cielo stellato riprodotto in modo realistico.

Silvia Bolognini

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