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Mose e Zls: grandi opere e burocrazia semplificata per il rilancio della Venezia metropolitana

Mose e Zls: grandi opere e burocrazia semplificata per il rilancio della Venezia metropolitana
Mose, paratoie

Il Governo firma il decreto per il rilancio economico di porto e area industriale vasta e annuncia le date di completamento delle barriere mobili contro l’acqua alta

Giovedì 6 ottobre 2022: una giornata che può segnare un’attesa svolta per il futuro dell’area allargata della Venezia metropolitana e di un Veneto che può trarre spunto da questi due importanti traguardi raggiunti per guardare avanti, verso l’autonomia.

Nell’arco di poche ore, il Governo ha prima firmato l’atteso Dpcm di istituzione della Zona Logistica Semplificata (Zls) Porto di Venezia-Rodigino, a coronamento di un iter iniziato nel 2019. Un’occasione di semplificazione della burocrazia per il rilancio di Porto Marghera e delle zone produttive che gravitano attorno al porto lagunare.

Poi, in un incontro nella sede del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha fatto il punto sul Mose. E il commissario straordinario, Elisabetta Spitz, ha così potuto annunciare le nuove date di conclusione dei lavori alle bocche di porto e sulle opere collegate.

La Zls

L’area interessata dalla Zls misura 4.681,21 ettari, tra aree portuali, retroportuali e di sviluppo industriale, dei quali 385 ettari di zone dismesse o abbandonate. Oltre a quelli di Venezia e Rovigo, sono interessati altri 17 comuni del Polesine.

Il Dpcm firmato ieri, come ha ricordato il ministro per la Coesione territoriale, Mara Carfagna, è “l’elemento fondamentale per la nascita della Zona Logistica Semplificata: un’area a burocrazia semplificata e con vantaggi fiscali che aiuterà ad attrarre imprese e investimenti verso il territorio”. A essere interessati in particolare i settori di logistica, trasporti e attività produttive.

idrogeno
Porto Marghera, Venezia

Sono circa 26.600 diretti (uno ogni 320 mila euro impegnati, secondo le stime di Confindustria) e altri 177 mila nell’indotto i nuovi posti di lavoro che si attende potranno essere creati grazie al raddoppio degli investimenti nell’area. Ulteriori 2,5 miliardi di euro, che potrebbero far crescere l’export del +40% e i traffici portuali del +8,4%, legati all’estensione delle stesse agevolazioni del credito d’imposta finora concesse solo alle Zone Economiche Speciali del sud.

“L’ultimo tassello necessario al decollo di Zes e Zls – ha concluso il ministro – è il nuovo regolamento che disciplina in modo coerente entrambi gli strumenti: sarà approvato a brevissimo e renderà il sistema pienamente operativo”.

Il Mose

Nell’incontro istituzionale organizzato dal ministro per le Infrastrutture a Venezia è stato condiviso con i rappresentanti di istituzioni locali e degli enti territoriali lo stato delle attività realizzate e programmate dal Governo Draghi per il completamento del Mose, la gestione del sistema che ruota attorno all’infrastruttura e la protezione di Venezia dall’acqua alta.

Nell’occasione, è stata sottolineata la conclusione dell’iter di approvazione degli atti amministrativi necessari per il completamento del sistema di paratoie mobili, a cui sono stati destinati ulteriori 538 milioni di euro. Il commissario Spitz ha quindi presentato il prossimo cronoprogramma.

barriere Mose a Malamocco
Barriere Mose a Malamocco

“Nel 2023 – ha spiegato – saranno concluse le opere alle bocche di porto, che sono strettamente necessarie per il funzionamento delle barriere. Tra il 2023 e il 2025 è invece previsto il completamento di tutte le opere, che prevedono il Piano Europa, oltre agli interventi nei comuni di Treporti e Chioggia”. Resta a questo punto da definire la nomina del presidente e della governance della nuova Autorità della Laguna, che gestirà tra l’altro lo stesso Mose.

Presente al tavolo anche il presidente di Coraggio Italia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha innanzitutto ringraziato il Governo Draghi. “Ascoltando la voce della gente che abita sul luogo – ha commentato – le cose si fanno meglio. Questo di fatto è il senso politico dell’autonomia. Fino a poco tempo fa il dibattito sul Mose riguardava esclusivamente il malaffare e le ruberie che lo hanno riguardato, oscurando completamente un’opera ingegneristica che oggi abbiamo dimostrato funzionare e capace di mettere al sicuro Venezia dalle acque alte eccezionali”.

Alberto Minazzi

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