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Al mare, in Italia, in compagnia dei delfini

Al mare, in Italia, in compagnia dei delfini

Quest’anno più che mai, i delfini saranno probabilmente i nostri compagni delle vacanze al mare.
Sta diventando sempre meno raro vederne gruppi danzare nelle acque italiane.
Recentemente questi simpatici mammiferi marini, appartenenti all’ordine dei cetacei, si sono più volte avventurati nella Laguna di Venezia. E con una certa frequenza capita anche che in un gruppo ci siano madri accompagnate dai cuccioli.

Il piccolo tursiope spiaggiato

L’ultimo avvistamento in ordine di tempo riguarda un piccolo di pochi giorni spiaggiato a Rosolina Mare (RO).
Il Tursiope si trovava a cento metri dalla riva in acque di circa un metro.

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Delfino Tursiope spiaggiato a Rosolina (RO)

Purtroppo, nonostante il CERT di Padova, coordinandosi con i bagnati e i Vigili del Fuoco di Rovigo, sia intervenuto immediatamente, il cucciolo non ce l’ha fatta a sopravvivere. Una storia che ha commosso tutti i presenti e chi l’ha seguita a distanza sperando che il soccorso dell’animale andasse a buon fine.

600 delfini di fronte alle coste dell’Adriatico

I delfini sono presenti da sempre sia nel mar Tirreno che in Adriatico.
Ma non si erano mai visti tanto spesso. Sono animali curiosi, che migrano alla ricerca di cibo e vivono anche nei bassi fondali.
Ne esistono in natura 40 specie raggruppate in 17 generi. Il Tursiope è quello più conosciuto e che è più facile incontrare nelle nostre acque. E’ un animale intelligente e molto adattabile, caratteristica che permette loro di vivere in habitat molto differenti, inclusi i canali tra le isole dell’Adriatico.
Recenti ricerche dei biologi marini di “Dolphin Biology and Conservation” hanno stimato la presenza di circa 600 delfini di fronte alle coste del Veneto.

«In particolare sia l’alto Adriatico, sia Il Delta del Po – spiega Guido Pietroluongo, medico veterinario del CERT di Padova – sono dal 2020 siti per la tutela e salvaguardia dei delfini e tartarughe marine Caretta. Il Tursiope è un animale costiero. In questa stagione capita di avvistare in un gruppo di delfini le madri accompagnate dai cuccioli. Nel caso del piccolo spiaggiato a Rosolina è difficile individuare la causa che l’ha portato lì, probabilmente o gli è morta la madre o si è smarrito. I cuccioli di delfini infatti hanno costante necessità di contatto tattile e acustico con chi li ha generati per sopravvivere. Basti pensare che il latte speciale e non riproducibile artificialmente viene dato loro fino a 3 – 8 volte ogni ora».

Il cucciolo spiaggiato aveva pochi giorni e ancora il cordone ombelicale

Gli esperti del CERT (Cetacean strandings Emergency Response Team) dell’Università di Padova, il team coordinato da Sandro Mazzariol che si occupa di pronto intervento per delfini in difficoltà, ha tentato il possibile per lui.
Da una prima valutazione è stato subito chiaro che si trattava di un cucciolo maschio della specie Tursiops truncatus.

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I veterinari del Cert di Padova Cinzia Centelleghe e Guido Pietroluongo mentre elargiscono le prime cure al delfino spiaggiato a Rosolina (RO)

Diversi gli elementi che hanno portato a questa individuazione: il peso di 15 kg, la lunghezza di un metro e 9 cm, la presenza di vibrisse (peli tattili presenti sul rostro dei delfini neonati per qualche mese a seconda della specie), le pieghe fetali sui fianchi che spariscono a 10-15 giorni di età. E ancora le pinne dorsale e caudale ancora piegate, l’assenza di denti, le papille sulla lingua che favoriscono l’assunzione del latte ma soprattutto la presenza di parte del cordone ombelicale.

«Era sicuramente un piccolo nato da pochi giorni – sottolinea Pietroluongo. E’ stato fatto il possibile per cercare di salvarlo cercando di creare l’ambiente il più possibile silenzioso e tenendo sotto controllo i principali parametri vitali. I mezzi nautici dei Vigili del Fuoco di Rovigo hanno dato il loro contributo andando alla ricerca della madre o comunque di un gruppo che potesse prendersi cura di lui nelle acque limitrofe. Purtroppo la ricerca non ha avuto esito positivo e nemmeno sarebbe stato possibile mantenere in vita l’animale in ambiente controllate perché un cucciolo così piccolo è strettamente dipendente dalla madre».

I Tursiopi, agili atleti

I delfini della specie Tursiopi hanno un’organizzazione sociale ben distinta.
Nella formazione dei gruppi, giocano un ruolo importante legami familiari, amicizie, classi di età e sesso.
Il loro comportamento è spesso giocoso e occasionalmente possiamo vederli impegnati in manifestazioni di incredibili capacità acrobatiche e energia. Possono fare salti fino a 6 metri di altezza oppure “breaching”, salti che si concludono con uno spruzzo d’acqua, nuotare a prua o dare forti colpi di coda sulla superficie dell’acqua.

Silvia Bolognini

 

 

 

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