Gli esperti del Cert di Padova stanno analizzando il fischio-firma di Mimmo, anzi no, Nane, forse Clodio
Da quando è stato avvistato per la prima volta, nel 2025, lo abbiamo chiamato in diversi modi, arrivando anche a scrivere commenti su commenti sui social per far valere un nome piuttosto che un altro.
All’inizio fu Mimmo, poi è stato ribattezzato con il nome più veneziano Nane e, se quello rimasto a Chioggia qualche mese prima di comparire a Venezia l’estate scorsa è sempre lui, come molti credono, in omaggio alla città fu chiamato anche Clodio.
In realtà, un nome il delfino veneziano lo aveva già prima di arrivare in laguna.
È quel particolare fischio che, nei tursiopi, può identificare un singolo individuo e che gli esperti, un paio di giorni fa, sono riusciti per la prima volta a isolare durante uno dei costanti monitoraggi.
Il cosiddetto fischio-firma, così si chiama in termini tecnici, è ora al centro dell’interesse del Cert di Padova, che si occupa del pronto intervento e del recupero dei cetacei spiaggiati e che lo sta analizzando.
Presto, dunque, potremmo conoscere meglio anche questa particolare “voce” di Mimmo/Nane, capirne le caratteristiche e verificare se possa davvero essere utilizzata per riconoscerlo.
Il fischio-firma, un vero e proprio nome
Il fischio-firma è una particolare modulazione di frequenza tipica dei delfini, associata all’identità del singolo individuo.
È, in un certo senso, una firma sonora: un segnale che il delfino utilizza per farsi riconoscere e che può essere riconosciuto anche dagli altri esemplari.
Nei tursiopi questo segnale si sviluppa nei primi mesi di vita e diventa uno degli elementi attraverso i quali gli animali si identificano e comunicano.
“Il fischio è una sorta di “impronta digitale” dell’animale, che lo emette come segno di riconoscimento – spiega Guido Pietroluongo, medico veterinario del Cert di Padova -. Lo studio acustico, che stiamo attualmente effettuando su Mimmo/Nane, è importante per poter conoscere le sue emissioni sonore, capire come le utilizza ed eventualmente poterlo riconoscere in futuro”.

La “firma” di Mimmo/Nane
Come si sa, da quando il delfino è in Laguna di Venezia, si stanno raccogliendo dati durante le attività di monitoraggio, tra i quali anche quelli di bioacustica. Purtroppo è difficile registrare e isolare le vocalizzazioni dell’animale nell’ambiente in cui si trova, ma nel tempo arriveremo a dati scientifici confermati.
“Lo scorso martedì – precisa Luca Mizzan, biologo marino e direttore del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia – nel corso dell’ultimo monitoraggio l’imbarcazione con gli esperti a bordo si è fermata e, con molta probabilità, in una situazione di tranquillità e con meno rumori attorno è stato possibile effettuare una registrazione migliore del suono emesso”.
Non resta dunque che attendere i risultati definitivi dell’analisi per conoscere la firma del famoso delfino.
E, probabilmente, per poterne seguire la storia anche quando non lo vediamo.
















