Dal 2027, dopo visite, esami diagnostici e accessi non urgenti al Pronto Soccorso, i pazienti potrebbero ricevere una ricevuta con il costo effettivo delle prestazioni sanitarie, anche se gratuite
Si chiama scontrino sanitario e il suo nome è comparso ufficialmente nella manovra di bilancio 2027.
Si tratta di un nuovo documento che, se la misura sarà approvata, accompagnerà visite specialistiche, esami diagnostici e alcuni accessi al Pronto Soccorso, permettendo ai cittadini di conoscere quanto è costata la prestazione ricevuta.
Una novità che punta a rendere più trasparente la spesa del Servizio sanitario nazionale, mostrando anche la quota sostenuta dalla collettività. Senza introdurre nuovi costi per i pazienti.
Trasparenza non costi aggiuntivi
L’introduzione del nuovo scontrino sanitario, come spiega la relazione tecnica alla manovra, nasce nell’ottica della promozione della consapevolezza.
In particolare riguarderà le prestazioni specialistiche ambulatoriali, ovvero tutte le visite e gli esami diagnostici oltre agli accessi non urgenti al pronto soccorso che non si concludano con un ricovero, quindi tutti i codici tranne il rosso e l’arancione.
Sarà una sorta di ricevuta che permetterà di conoscere il costo della prestazione di cui il cittadino ha beneficiato senza sborsare soldi o con il solo pagamento del ticket, che rappresenta una piccola parte della spesa effettivo.
I costi reali dei rimborsi alle strutture sanitarie sono infatti informazioni contenute nei nomenclatori e nei tariffari ufficiali, quindi non facilmente accessibili ai cittadini. La misura per entrare in vigore deve ora ricevere il via libera dalle Camere entro la fine del 2026 prima di diventare legge. Successivamente, un apposito decreto del Ministero della Salute, da definire d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, dovrà stabilire le regole operative.



