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La tassa sui piccioni, il dazio sulla neve e il monopolio delle banane: le leggi più assurde d'Italia

La tassa sui piccioni, il dazio sulla neve e il monopolio delle banane: le leggi più assurde d'Italia

Dai matrimoni notturni ai volatili-spia, ecco le norme più incredibili rimaste formalmente in vigore per decenni e cancellate solo di recente. Ben 30 mila norme uscite dal nostro ordinamento

Avete a casa un piccione viaggiatore? Molto probabilmente no.
Possiamo comunque rassicurare gli eventuali possessori di un uccello di questo tipo: non dovete pagare nessuna tassa.
Può sembrare una battuta, ma in realtà (almeno sulla carta) fino al 2023 esisteva in Italia un’imposta che tassava i volatili impiegati per le comunicazioni.
E non è l’unica legge quantomeno particolare che è stata cancellata negli ultimi anni dal Ministero per le Riforme e la Semplificazione normativa.
Dal monopolio delle banane alle imposte locali su neve o matrimoni notturni sono oltre 30 mila le curiosità normative che solo da poco sono uscite dal nostro ordinamento.
Un’operazione resa necessaria dal fatto che, in Italia, una norma resta in vigore finché non viene abrogata, implicitamente o esplicitamente.
Dall’Unità del Paese del 1861 si è così accumulato un corpus di leggi che, pur in assenza di statistiche ufficiali, è composto da circa 110 mila atti nazionali (sugli oltre 200 mila emanati) che sono ancora vigenti, salendo attorno a quota 160 mila se si considerano anche i provvedimenti normativi degli enti locali.

L’operazione-pulizia del ministro Casellati

L’operazione di pulizia promossa dal ministro Maria Elisabetta Alberti Casellati riguarda un corpus normativo che comprende provvedimenti precedenti alla nascita della Repubblica, tra cui decreti regi e luogotenenziali, ma anche del Duce del Fascismo. Ciò nonostante, non mancano i casi in cui, insieme a leggi ordinarie, decreti legge convertiti e decreti legislativi, dobbiamo ancora adesso seguire regole previste per esempio anche da regi decreti storici.

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Non sfuggirà per esempio a molti il fatto che, tra le accise ancora gravanti sulla benzina ci sia ancora quella legata al finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-36. Anche se, a questo specifico riguardo, va fatta una precisazione: continuiamo a pagare l’importo di questa imposta anche se, formalmente, non esiste più, in quanto dal 1995 tutte le vecchie accise temporanee sono state inglobate in un’unica tassa strutturale indifferenziata.
Tra le norme che sono state recentemente cancellate ve ne sono invece anche diverse che istituivano enti oggi non più esistenti (dalle banche, alle casse, alle società), ma anche regolamenti comunali superati, imposte locali non più vigenti o ratifiche di trattati internazionali i cui effetti sono cessati. E, ancora, decreti che modificavano nomi o confini di comuni oggi soppressi o trasformati, atti relativi a lasciti, donazioni, camere di commercio.

Le leggi più strane cancellate dal Governo negli ultimi anni

La parte più curiosa dell’intervento ministeriale riguarda però una serie di leggi quantomeno bizzarre che, in teoria, anche se concretamente non più applicate, erano tecnicamente ancora vigenti. Il già citato caso dei piccioni viaggiatori, per esempio, si rifaceva a un regolamento introdotto già durante lo Stato Sabaudo e poi recepito dal Regno d’Italia sulla proprietà e l’addestramento di questi volatili al fine di evitarne l’uso come strumenti di spionaggio.
Nella stessa materia furono introdotti, fino all’epoca fascista, anche regi decreti per limitare l’import/export dei piccioni. Risale al ventennio anche l’istituzione della Regia Azienda Monopolio delle Banane: l’ente fu soppresso nel 1964, ma il decreto è rimasto formalmente in vigore fino al 2023. Un decreto legislativo del 1946 disciplinava invece la distribuzione della carta in bobina, con un’apposita commissione a vagliare le richieste degli editori.
Del 1946 è anche il regio decreto legislativo, abrogato nel 2023, che riconosceva il rimborso delle spese di viaggio e la concessione dell’indennità di missione ai dipendenti statali recatisi fuori sede per votare al referendum per la scelta tra monarchia e repubblica. Altra norma curiosa che non esiste più è inoltre quella che prevedeva la possibilità per lo Stato di sequestrare legalmente animali da tiro e cavalli privati in caso di mobilitazione di guerra.

Le curiose tasse, locali e nazionali, che non sono più in vigore

Le curiosità sull’intervento abrogativo non riguardano solo le leggi ordinarie, ma ve ne sono parecchie anche in ambito fiscale.
Tra queste, a livello locale, l’autorizzazione al Comune di Cerignola di imporre un dazio sulla neve o la tassa per i matrimoni notturni introdotta dal Comune di Lucca, in entrambi i casi cancellate nel 2023. E risaliva addirittura al 1895 l’autorizzazione per il Comune di Pesaro di imporre un extra dazio su bevande alcoliche, mosto e uva.

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Nell’Ottocento romantico anche l’amore aveva un prezzo

C’è un curioso paradosso nella tassa sui matrimoni notturni introdotta a Lucca: risale all’Ottocento, il secolo del Romanticismo, della passione e degli amori che sfidano le convenzioni.
Eppure, proprio allora, scegliere di sposarsi di notte poteva costare qualcosa in più.
Del resto, il matrimonio non era soltanto una questione di cuore, ma anche un’istituzione sociale da regolamentare.
Resta però l’immagine curiosa di un’epoca in cui persino chi cercava un po’ di romanticismo al riparo da occhi indiscreti rischiava di dover fare i conti con il fisco.

La tassa sulle spese superflue e il sussidio per chi perdeva il lavoro

Tra le vecchie norme cancellate ce ne sono alcune che raccontano un pezzo di storia dell’Italia e che, ancora oggi, fanno riflettere. Una di queste è l’imposta straordinaria sulle «spese non necessarie», introdotta nel 1946 per colpire i consumi considerati superflui. Non si guardava soltanto a quanto una persona dichiarava di guadagnare, ma anche al suo stile di vita: l’arredamento di casa, la presenza di domestici, le spese per i trasporti e persino i soggiorni nelle località di villeggiatura potevano diventare indicatori di ricchezza. Una sorta di tassa sul lusso nata nell’Italia del dopoguerra.

Di tutt’altro segno era invece il sussidio straordinario destinato a chi perdeva il lavoro senza avere i requisiti per ottenere la normale indennità di disoccupazione. Una misura pensata per non lasciare completamente senza aiuti chi si trovava in difficoltà, anche se non aveva mai versato contributi sufficienti. Una forma ancora embrionale di protezione sociale, che anticipava alcuni degli strumenti di sostegno ai disoccupati sviluppati negli anni successivi.

Alberto Minazzi

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Tag:  Governo, legge, tasse

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