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Natale 2020: cosa si può fare e cosa no

Natale 2020: cosa si può fare e cosa no

Che questo Natale 2020 non sia come gli altri è chiaro a tutti.
Forse un po’ meno chiaro risulta cosa si potrà davvero fare e cosa assolutamente no.
Quando e se si potrà far visita ai parenti, se si potranno trascorrere le festività nella propria seconda abitazione in montagna, come si potrà raggiungere il proprio coniuge o congiunto se, per esigenze di lavoro, si è costretti a vivere parte della settimana in città diverse. O se anche dal 21 dicembre al 6 gennaio si potrà garantire assistenza ai propri familiari non del tutto autosufficienti che vivono in casa da soli in un altro comune.

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Sono solo alcuni dei quesiti più frequenti che si trovano nel sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Metropolitano.it ha preparato un vademecum su cosa si potrà fare e cosa no, per aiutare a capire come ci si dovrà comportare.

DPCM Natale: dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021

L’entrata in vigore del DPCM 3 novembre 2020, fermo restando la suddivisione delle regioni nelle tre aree (gialla, arancione e rossa) in base agli scenari di rischio legati alla pandemia, indica precise regole per quanto riguarda spostamenti, visite, ricongiungimenti. Per tali regole rimangono in ogni caso valide le distinzioni tra le fasce di appartenenza. Vediamole assieme.

Spostamenti in Italia e tra le regioni

Chiunque voglia spostarsi in occasione delle Feste 2020 dovrà farlo entro il 20 dicembre o dal 7 gennaio, sia che intenda raggiungere la seconda casa, sia per turismo. Le sole deroghe riguardano: l’assistenza a persone non autosufficienti, genitori separati che incontrino figli minori, ricongiungimenti familiari presso la casa abituale.

Lo spostamento per dare assistenza a non autosufficienti è consentito tra comuni o regioni in aree diverse anche dal 21 dicembre al 6 gennaio nel solo caso in cui non sia possibile assicurarla tramite altri soggetti presenti nello stesso comune o regione.

In ogni caso la necessità di assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto accompagnato eventualmente dai figli minori.

Visite ai parenti e amici

Gli spostamenti per fare visita a parenti, inclusi i propri genitori, o amici residenti fuori comune o in un’altra regione, sono possibili per tutti solo se ci si muove da un luogo in area gialla a un altro del medesimo colore esclusivamente fino al 20 dicembre 2020 e a partire dal 7 gennaio 2021.

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In deroga alle limitazioni non è consentito andare a trovare un parente che, pur essendo autosufficiente, vive da solo perché lo stato di necessità si configura solo con le persone non autosufficienti.

Festività di Natale 2020

Dal 21 dicembre al 6 gennaio è possibile muoversi (sempre solo tra luoghi in area gialla) solo se si ha la residenza, il domicilio o la propria abitazione nella regione/provincia autonoma di destinazione. Per spiegare meglio i termini. La residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale e risulta dai registri anagrafici; Il domicilio è il posto dove la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari o interessi e può essere diverso dalla propria residenza. Per abitazione si intende il luogo dove si abita di fatto con una certa continuità e stabilità o con abituale periodicità o frequenza. Sono escluse le seconde case utilizzate per le vacanze.

Nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio è possibile spostarsi solo all’interno del proprio comune, salvo che per motivi di lavoro, necessità o salute. Non è dunque possibile muoversi per andare a trovare i genitori anziani ma in buona salute che abitano in un comune, una provincia o regione diversa dalla propria.

Separati con minori e ricongiungimenti

Nel periodo tra il 21 dicembre e il 6 gennaio i genitori separati o affidatari possono spostarsi in comuni, regioni diverse o all’estero per trascorrere le feste con i figli minorenni.
Questi spostamenti rientrano tra quelli motivati da necessità e non sono soggetti a limitazioni.
In caso di spostamenti da o per l’estero è comunque necessario consultare il sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per informazioni in merito alle prescrizioni sanitarie del Paese da cui si proviene o dove ci si deve recare.

Le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner ma che si riuniscono ad esso con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione potranno spostarsi per ricongiungersi nell’abitazione dove sono soliti ritrovarsi anche nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio.

Nel caso in cui coniuge/partner vivano in città diverse per esigenze di lavoro o altri motivi?
E’ possibile il ricongiungimento se il luogo scelto per il ricongiungimento coincide con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione. Non è invece possibile nel caso in cui il coniuge/partner si trasferisca nella seconda casa entro il 20 dicembre in un’altra regione e neppure se lui/lei si spostassero con i figli minori.

Seconde case

Gli spostamenti verso le seconde case in una regione diversa dalla propria sono consentiti soltanto entro il 20 dicembre e dopo il 7 gennaio.

Premesso che dalle ore 22 alle 5 (e fino alle 7 il 1 gennaio 2021) è vietato ogni spostamento, se non per motivi di lavoro, salute o necessità bisogna tenere conto dell’area di appartenenza.
In area gialla o arancione, se la seconda casa si trova nello stesso comune, negli orari stabiliti ci si potrà sempre andare. Esclusivamente in area gialla, se la seconda casa è nella stessa regione ma in un comune diverso, ci si può andare per tutto il periodo 21/12 – 06/01 ma non  nei giorni 25 e 26 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021.

Ultim’ora:

Alcuni divieti potrebbero essere rivisti. Secondo quanto si apprende (10 dicembre, ore 15.00) da una nota dell’agenzia Ansa, “il premier Giuseppe Conte avrebbe aperto una riflessione sull’opportunità di allargare le possibilità di spostamento tra Comuni a Natale“. Questo potrebbe far sì che siano apportate modifiche  al Decreto del 3 dicembre o che sia pubblicato un aggiornamento “con un‘interpretazione estensiva delle situazioni di necessità che giustificano lo spostamento tra i comuni”.

 

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