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L’Italia invecchia: ecco dove si muore di più e dove meno

L’Italia invecchia: ecco dove si muore di più e dove meno

C’è un piccolo comune che ha registrato numeri senza precedenti, ma il fenomeno riguarda tutta Italia: dai borghi più anziani alle grandi città, i nuovi dati Istat mostrano una mappa demografica piena di sorprese

In fondo, lo sappiamo già: l’Italia si sta lentamente svuotando e chi resta è sempre più vecchio.
Ma quando in alcuni comuni i funerali ormai superano di gran lunga le nascite, i numeri raccontano molto di più di classifiche e stime.
I nuovi dati Istat fotografano una realtà estrema, fatta di borghi sempre più anziani, grandi città che cambiano volto e paesetti come Galliavola dove, nel 2025, sono morte 12 persone.
Un dato che, di per sé, può non sembrare così clamoroso. Lo diventa però, attribuendo al piccolo comune del Pavese il non invidiabile primato della mortalità in Italia, se si pensa che i residenti censiti al 1° gennaio 2025 erano appena 164.
Due decessi ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 11,06. E anche se l’età media dei galliavolesi, 54,79 anni, è tra le più alte della zona, facendone un comune “orientato alla terza età”, siamo ben lontani dagli altri due comuni che seguono nella “classifica” Istat della più alta mortalità.
Ovvero Goretto, in provincia di Genova, con 6 persone decedute su 89 residenti (tasso di mortalità 67,4), dove vive una delle popolazioni più anziane d’Europa, con una media di età tra i 62 e i 65 anni.
E Ribordone, nel Torinese, 47 abitanti a inizio 2025, quando sono venute a mancare 3 persone, per un tasso di mortalità del 63,8 per mille. Nel 2023, la cittadina della Valle dell’Orco, con i suoi 65,5-66 anni di età media, è stata infatti definita da alcuni media il comune più anziano d’Italia.

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L’Italia più anziana d’Europa: perché aumentano i decessi da Genova a Torino

Guardando al dato complessivo, in Italia, nel 2025, sono morte 651.830 persone. A queste, secondo le ultime rilevazioni pubblicate dall’Istat, se ne sono aggiunte altre 174.397 nel primo trimestre 2026.
Ed è innegabile, anche se non è l’unica variabile da tenere in considerazione, un legame con il costante aumento dell’età media nel nostro Paese. Basti pensare che, secondo i dati Eurostat, contro un dato europeo di 44,9 anni, l’Italia nel 2025 ha fatto registrare l’età media più alta del continente, con 49,1 anni e una percentuale di over 65 del 24,7%.
Il nesso è confermato guardando alla mortalità nelle nostre grandi città con più di 500 mila abitanti e alle province.
Tra le prime, il tasso più alto, 13,7, si è registrato a Genova, una delle città metropolitane più vecchie d’Europa con 49,6 anni di età media. Così come è ai vertici continentali per l’anzianità dei suoi residenti (50,4 anni, con 240 anziani ogni 100 giovani) la provincia di Savona, prima in Italia per tasso di mortalità (14,5 decessi ogni 1000 abitanti nel 2025). Non a caso, la Liguria ha una delle età medie più alte d’Europa.
Tra le metropoli italiane, anche Torino, dove la popolazione sta progressivamente sempre più invecchiando, con un tasso di mortalità pari a 12 supera la media nazionale. E non è l’unica realtà piemontese a far registrare i numeri più alti di mortalità. Sul podio delle province si posizionano infatti Biella (tasso 14,4), dove l’età media è di circa 49,7, con un invecchiamento demografico tra i più alti in regione, e Alessandria (14,3 morti per 1000 abitanti), provincia che registra un’età media di 49,5 anni, con quasi il 29% del totale dei residenti sopra i 65 anni e un indice di vecchiaia di 285,8.

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Milano la grande città dove si muore meno

Nell’invecchiamento generale, ci sono territori che resistono meglio di altri.
E non sono quelli che più banalmente si penserebbero.
Tra le grandi città, il tasso di mortalità più basso nel 2025 è stato registrato a Milano: 10 decessi ogni mille abitanti, sotto la media nazionale.
Un dato che racconta anche una città spaccata dal punto di vista demografico: l’età media sale a 48 anni tra gli italiani, ma crolla a 39,3 tra i residenti stranieri, abbassando così il dato complessivo a 46,2 anni.
Restano sotto la media italiana anche Roma, Palermo e Napoli, nonostante un progressivo invecchiamento della popolazione.
E se la Campania è  una delle regioni più giovani d’Italia, il suo capoluogo, con 44,2 anni di età media, si conferma comunque tra le grandi città più giovani del Paese.

A guidare la classifica delle province dove si muore meno è però Bolzano, che con un tasso di mortalità di 8,8 ogni mille abitanti resta una delle aree più giovani d’Italia.
Subito dietro Caserta e Trento, in un’Italia divisa sempre più nettamente tra territori anziani e zone che riescono ancora a mantenere una popolazione relativamente giovane.

dai borghi “senza decessi” al caso sorprendente di Cremona

Il 2025 registra anche comuni in cui non è deceduto alcun residente.
Sono ben 46.

A Sarzeno, in Trentino, un morto c’è stato, lo scorso anno, ma il tasso di mortalità è stato pari a 1,1 visti i 911 abitanti, che hanno un’età media di 44,9 anni, in linea con il resto della provincia.
I 44,4 anni medi posizionano invece sotto la media regionale Serra d’Aiello, in provincia di Cosenza, seconda per tasso di mortalità più basso d’Italia (1,8).
In controtendenza, invece, i due comuni al terzo posto con un tasso di 1,9: Goriano Sicoli (L’Aquila), dove l’età media è di 49 anni, con un indice di vecchiaia che nel 2023 era a 212,96, e ancor più Scandolara Ripa d’Oglio, a Cremona, che, nonostante un’età media molto alta, 50,8 anni, registra uno dei tassi di mortalità più bassi d’Italia.
Un dato in controtendenza rispetto al resto del Paese, dove l’invecchiamento coincide quasi sempre con più decessi.
Alberto Minazzi

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Tag:  età, morte