A Venezia nasce Vimini, l’anti-Tripadvisor che punta tutto sul consiglio degli amici
C’è chi, prima di prenotare un ristorante, passa mezz’ora a scorrere centinaia di recensioni, finendo spesso più confuso di prima.
E c’è chi pensa che il problema non siano solo le recensioni false, ma anche il rumore di fondo creato da migliaia di opinioni anonime.
Ora c’è però anche la possibilità di ribaltare il meccanismo delle recensioni online: niente più sconosciuti ma consigli di persone di cui ci si fida: gli amici.
Si può fare con Vimini, un’App gratuita che può essere usata anche semplicemente come diario personale, per ricordare dove si è stati bene.
Vimini è stata ideata da due amici che intendono provare a riportare il mondo delle recensioni all’antico passaparola tra persone che si conoscono: Riccardo Bettio, laureato in Ingegneria meccanica e gestionale e Alessia Di Campi, con un dottorato in Secure and Usable Authentication Systems.
L’interfaccia dell’App è essenziale e immediata. Tra le schermate iniziali compare una domanda che racchiude la filosofia del progetto: “Cosa differenzia un Vimini da una recensione online?”.
La risposta è una sola: l’affidabilità. Gli utenti possono registrarsi gratuitamente, salvare le esperienze e le foto dei propri ristoranti preferiti, scrivere proprie note e valutazioni, scoprire nuovi locali consigliati dagli amici (magari facendosi ispirare da chi ha più recensioni sui ristoranti asiatici o greci per pianificare dove mangiare durante le vacanze) e organizzare le uscite attraverso una chat interna.

C’è anche la funzione “Cerca i tuoi amici“: basta digitare un nome per vedere gli ultimi cinque Vimini pubblici pubblicati da quella persona, così come è possibile cercare se qualcuno ha recensito un ristorante in cui ha mangiato le “sarde in saor”, o il “bisato in tecia”. Si possono fare moltissime cose. Ma se accanto al profilo compare un lucchetto, significa che l’utente ha scelto la modalità privata : solo se accetta la richiesta di amicizia si potranno esplorare i suoi consigli. La privacy prima di tutto.
Abbiamo intervistato Riccardo Bettio per capire come funziona questa nuova idea di recensione e perché, nell’era dell’intelligenza artificiale, è convinto che la tecnologia possa servire soprattutto a far tornare centrale la fiducia.

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Il termine “Vimini” richiama immediatamente l’idea dell’intreccio, quindi anche delle relazioni. Quanto c’è di questo significato nella scelta del nome e quale messaggio vuole trasmettere?
Molto: si parte sempre dalle connessioni più vicine. Ci piaceva anche dar l’idea di qualcosa di italiano e la cucina italiana non è seconda a nessuna. Ma anche di qualcosa di piccolo, di curato: come un piccolo orticello da condividere con i propri amici.
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Passione e cura dunque. Anche fiducia contro recensioni anonime? Si usa la tecnologia ma si torna al passaparola di una volta?
Fiducia e relazioni stanno alla base della nostra app.
Siamo partiti dalla considerazione che le piattaforme non siano più affidabili, che anche l’introduzione dell’Ai abbia incrementato false recensioni che sembrano molto credibili e che, con l’introduzione di immagini molto verosimili, lo sembreranno ancor di più.
Noi vorremmo l’autenticità prima di tutto, perché andare a mangiare è una cosa seria. Così abbiamo pensato che dei consigli fidati aumentino le probabilità di garantire una buona esperienza.
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Fiducia, relazioni, territorio: anche il colore sembra parlare questa lingua. E’ un rosso veneziano, giusto?
Aver fatto a Venezia questa app è un punto di forza per la cultura del cibo che c’è. E perché molte recensioni che si leggono sui ristoranti veneziani sono di utenti stranieri che molto probabilmente hanno gusti e abitudini diverse e che per questo potrebbero inficiare la valutazione del locale in cui mangiano.

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Come si costruisce la rete di fiducia all’interno di Vimini? È possibile estenderla oltre gli amici più stretti?
Sì. Come nella realtà chiediamo consigli agli amici ma spesso gli amici chiedono a loro volta ad altri amici, anche nell’App gli amici degli amici possono entrare, così si allarga la cerchia, anche se di default oltre agli amici degli amici non si va.
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C’è stato un episodio personale che ti ha fatto pensare che il sistema delle recensioni tradizionali non funzionasse più?
Ogni volta che cerchiamo ristoranti nelle classiche piattaforme, le recensioni ci dicono la stessa cosa. E mostrano un’infinità di risultati, tutti di anonimi sconosciuti, tanto che la scelta diventa alla fine difficile. Ci percepivo caos.
Poi è successo che un collega di Napoli mi ha chiesto dove far colazione a Venezia. E io ho pensato che non sapevo consigliarlo: non avevo mai fatto colazione a Venezia. Così ho chiesto ad amici del centro storico.
Mi sono anche reso conto che non avevo mai segnato i miei locali preferiti e che ogni volta, dovendo dare un consiglio, dovevo recuperare il ricordo.
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Qual è il problema principale che con Vimini si vuol risolvere nel mondo delle recensioni?
Direi che il primo è la veridicità. In quest’app la recensione ha molto più valore perché sai come leggerla.
Non si recensisce un oggetto ma qualcosa che ha a che fare con il gusto: sapere che un amico è andato in quel locale e che conoscendoti te lo consiglia offre una garanzia in più.

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Negli ultimi anni si è parlato molto di recensioni false, acquistate o pilotate. E il tema oggi è anche al centro di nuove normative. Quanto questo fenomeno ha inciso sulla nascita del tuo progetto?
Non ha inciso, nel senso che ci stavamo già lavorando.
Però la coincidenza temporale denota che il problema è reale e grosso. Qui Bot e recensioni acquistabili non possono esserci.
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In un sistema basato sugli amici esiste comunque il rischio di recensioni “di cortesia” o influenzate dai rapporti personali?
Ci sono degli indicatori che potrebbero individuarle. Innanzitutto sono stati messi in atto dei sistemi di sicurezza che rilevano se si ha a che fare con una persona reale o con un Bot. E stiamo attivando un sistema di monitoraggio anche sui contenuti per identificare chi potrebbe inquinare i dati. Non pensiamo realmente che possa accadere in un contesto simile, verrebbe a mancare la fiducia che sta alla base di tutto ma, nel caso in cui dovessimo individuare bot o persone che si spacciano per altri utenti, abbiamo già tutti gli strumenti necessari per intervenire rapidamente e rimuovere questi profili dalla piattaforma, così da tutelare la sicurezza e l’affidabilità della community.

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Proprio in questi giorni l’AGCM ha pubblicato uno schema di linee guida per aiutare le imprese a garantire la liceità delle recensioni online e alcuni principi richiamati dall’Autorità che riguardano autenticità, trasparenza e verificabilità delle recensioni sembrano già far parte del tuo progetto…
Sì, Vimini risponde naturalmente allo spirito delle linee guida, l’obiettivo è lo stesso.
Ed è per questo che l’altro obiettivo è diventare anche un canale per i ristoratori, che nell’app potrebbero dialogare con i propri clienti, comunicare eventi e ogni altra cosa possa riguardarli.
Le comunicazioni arriverebbero solo alle persone che hanno già recensito favorevolmente il ristorante in questione e che hanno richiesto di essere aggiornate. I ristoratori, in ogni caso, hanno una loro sezione circoscritta.
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Come guadagna Vimini?
Vimini offrirà un canale di comunicazione diretta con il cliente per i ristoranti garantendo anche un sistema automatico di pubblicazione dei loro contenuti e altri servizi attualmente in fase di studio.
Ci saranno vari pacchetti, così che ognuno potrà scegliere ciò di cui ha bisogno.





