Si avvicina la Giornata mondiale della bicicletta del 3 giugno, ma è già ricco il calendario di occasioni per i cicloturisti
Per i ciclisti che si stanno contendendo la maglia rosa, quella di oggi, 18 maggio, è stata la seconda giornata di riposo del Giro d’Italia 2026. Ma lo sport professionistico è solo la punta dell’iceberg di un settore, quello della bicicletta, che sta sempre più prendendo piede tra gli appassionati cicloamatori. Tra tradizione e ambiente.
Perché parliamo di un mezzo di trasporto che ha più di due secoli (il primo prototipo, chiamato “draisina” dal nome del suo inventore, nacque nel 1817 in Germania), ma che è quantomai attuale per le sue caratteristiche di simbolo perfetto di una mobilità sostenibile.
Lo hanno riconosciuto le stesse Nazioni Unite, che nel 2018 hanno istituito la Giornata mondiale della bicicletta, che cade il 3 giugno, proprio per la consapevolezza dei benefici sociali derivanti dall’uso della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero.
Ma è solo un’occasione per ribadire i benefici della mobilità attiva. Perché le proposte per gli appassionati di cicloturismo sono già partite in pratica con l’arrivo della bella stagione. E sono davvero tante, sul territorio nazionale, le occasioni per fare un piacevole, e salutare, giro su due ruote.

Un ricco calendario per i cicloturisti
In questo contesto, anche se gli appuntamenti continuano fino a ottobre, i mesi di maggio e giugno costituiscono il cuore della stagione dedicata agli eventi “bike”, aperta dall’1 al 3 maggio con il Fsa Bike Festival di Riva del Garda, in Trentino. Eventi tra loro estremamente diversificati, sia in base al supporto logistico garantito ai partecipanti (tra “supported”, “semisupported” e “unsupported”), ma anche sottolineandone la natura con competitiva. E poi fiere e bike day, fino agli “ultracycling”, vere e proprie maratone di resistenza.
Le prossime date da segnare, in questa seconda metà di maggio, sono i Tuscany Trail (dal 20 al 26), il più grande evento mondiale di bickepacking non competitivo, a Campiglia Marittima (Livorno), che ha visto bruciare in poche ore i 6 mila posti disponibili, e il Vesuvio Gravel del 22, inserito nel Napoli Bike Festival: circa 350 km di strade su terreni “gravel” (ovvero sterrato, ghiaioso, sentieri di campagna o strade bianche) da coprire in 3 giorni con scalata finale al Vesuvio.

In prossimità della Giornata mondiale, si chiuderà poi proprio il 3 giugno il “Monferrando”, in Piemonte, e il giorno prima il “Basilicata bike trail”. Dal 5 al 7 giugno, Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Padova) ospiterà quindi il “Bam! Bycicle adventure meeting”, il festival dei cicloviaggiatori a ingresso gratuito, mentre il 6 giugno, tra Trentino AltoAdige e Veneto sarà la volta dell’atteso “Sellaronda Bike Day”, con strade chiuse al traffico sui principali passi dolomitici.
Anche al di là degli eventi, le destinazioni possibili sono comunque davvero tante; dalla natura di Val d’Ega e San Vigilio di Marebbe (Bolzano) al mix di cicloturismo, enogastronomia e cultura del progetto “Bike experience – Visit Emilia”.
La Giornata mondiale della bicicletta
Istituendo la Giornata mondiale, l’Assemblea generale dell’Onu ha riconosciuto “l’unicità, la longevità e versatilità della bicicletta che è in uso da due secoli e che rappresenta un mezzo di trasporto semplice, economico, affidabile e sostenibile, che promuove la preservazione ambientale e la salute”. Ancora, “stimola la creatività e l’impegno sociale e offre al suo utilizzatore una coscienza immediata dell’ambiente locale” e può essere “un mezzo non solo di trasporto, ma anche di accesso all’educazione, alla salute e allo sport”.
Non a caso, la bicicletta, usata davvero in tutto il mondo, in quanto mezzo di trasporto alimentato da nient’altro che il proprio corpo, viene scelta da milioni di persone per motivi che vanno dalla salute alla libertà, dall’indipendenza all’ecologia. Oltre a proteggere il pianeta dalla produzione insostenibile di CO2, non bisogna dimenticare l’impatto che ha anche nel sostegno alla riduzione della povertà, consentendo la possibilità di spostamenti autonomi e a costo zero.
Sono veramente tante le possibilità di utilizzo, da quello quotidiano al tempo libero. E, volendo individuare una “patria” delle due ruote, la scelta non può cadere che sui Paesi Bassi e sulla loro capitale Amsterdam, che può contare su più di 500 km di piste ciclabili e dove la metà del pendolarismo totale avviene in sella a una bici. Il 39% degli olandesi la utilizza regolarmente, mentre la media europea è dell’8% e scende al 3,6% in Italia.

L’Italia che torna a guardare alla bicicletta per le nuove generazioni
Qualcosa sembra essere iniziato a cambiare anche da noi. La Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, per esempio, ha scelto di dedicare la Giornata mondiale puntando tutte le proprie iniziative in giro per l’Italia sul bike to school. Un’iniziativa già partita con l’inizio della primavera, con l’invito ai genitori a lasciare a casa l’auto dal 21 al 26 marzo e ad accompagnare i propri figli a scuola in bici o a piedi.
Da tempo, del resto la Fiab e la Società Italiana di Pediatria sottolineano infatti l’importanza di questa buona pratica per alunni, studenti e famiglie. E non soltanto in quanto la mobilità ciclistica rende le città e le aree vicine agli istituti più sicure e vivibili. In un’epoca in cui si parla tanto di salute e prevenzione, pedalare rappresenta un’abitudine quotidiana fondamentale. E numerosi studi confermano che i ragazzi che fanno questo tipo di movimento si presentano alle lezioni meno svogliati e con la mente più attiva.

L’evoluzione del ciclismo amatoriale: dalle Gran Fondo al bikepacking
Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici 2025” di Isnart-Unioncamere con Legamnbiente, il turismo in bici è cresciuto nel 2024 del +54% in un anno. E un’ulteriore conferma di questo trend è arrivata nel corso dell’ultimo Upcycle Trail Weekend, quando, a novembre 2025, sono stati presentati gli eventi della stagione 2026 del bikepacking, ovvero dei viaggi in bicicletta all’insegna dell’avventura e dell’autosufficienza.
Si capisce allora perché numerose regioni, come il Veneto, abbiano scelto di investire in maniera importante nel cicloturismo. Ma è solo un esempio. Perché la concorrenza, in questo caso decisamente virtuosa, non manca. Basta pensare al “Green Road Award – Oscar del Cicloturismo”, assegnato nel 2025 alla Liguria con la “Cycling Riviera – Parco costiero Riviera dei fiori”, il cui vincitore dell’11^ edizione (il cui tema centrale è “Il silenzio”), presentata alla Bit di Milano a febbraio e che ha chiuso le iscrizioni l’8 maggio, verrà annunciato e premiato a giugno.
Alberto Minazzi



