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L’ORTO UNIVERSITARIO PIÙ ANTICO DEL MONDO

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È inserito nella lista dell’Unesco come patrimonio dell’umanità e recentemente è stato ampliato con la realizzazione delle nuove serre. Stiamo parlando dell’orto Botanico di Padova, il più antico del mondo in ambito universitario


La storia dell’orto Botanico di Padova, l’orto Universitario più antico del mondo, inizia nel 1545 da un’intuizione di Francesco Bonafede (1474-1555), docente di Lettura dei Semplici. Egli si rese conto che lo studio delle piante medicinali fatto sui libri dell’epoca, molto imprecisi con traduzioni approssimative e disegni in cui le piante erano vagamente riconoscibili, non era assolutamente sufficiente. L’Ateneo Patavino e la Repubblica Serenissima di Venezia riconobbero la validità delle richieste fatte dal professor Bonafede e quindi approvarono l’istituzione di un orto botanico per la coltivazione delle piante medicinali, orto che vide la luce il 29 Giugno 1545 con delibera del Consiglio dei Pregadi. Da allora l’Orto ha mantenuto la sua ubicazione e la sua struttura architettonica originale, che rappresenta un cosmo in miniatura in cui trovano spazio diversi ambienti, rappresentati da collezioni di piante provenienti da tutto il mondo.

Dopo 468 anni di vita, due importanti eventi verificatisi negli ultimi 20 anni son stati determinanti per la storia dell’Orto Botanico di Padova. Il primo: l’iscrizione dell’Orto, nel 1997, nella lista UNESCO come patrimonio dell’umanità. Questo ha accresciuto la consapevolezza dell’importanza svolta dall’orto stesso nella trasmissione della sua eredità culturale, nel suo impegno a sostenere la biodiversità vegetale e a supportare attività didattiche e di ricerca. Il secondo: la possibilità di espansione dell’Orto, proprio per favorire il consolidamento di questa consapevolezza. Nel 2002 l’Università ha infatti acquisito un terreno confinante a sud dell’Orto antico, riuscendo nel duplice intento di salvaguardare l’area intorno all’orto antico e di rispondere alle esigenze di espansione dell’orto stesso. Nel 2004 è stato indetto un concorso internazionale per lo sviluppo della nuova area con progetti culturali, laboratori tecnici e scientifici innovativi, percorsi didattici per le scuole, servizi per il pubblico. La realizzazione del nuovo orto è iniziata nel 2010 e si sta concludendo in questo scorcio d’anno.

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L’ampliamento dell’orto Botanico fornisce gli strumenti necessari per continuare nella sua antica storia di ricerca scientifica, conservazione e collezione delle piante. La disponibilità di nuove serre con aree specifiche dedicate alla didattica e l’allestimento di laboratori scientifici consentiranno la realizzazione di una moderna ricerca scientifica che garantirà, oltre ad una didattica avanzata e innovativa, collaborazioni con istituzioni di ricerca ed Orti Botanici sia italiani che stranieri. La parte nuova confina direttamente con l’orto antico e si estende per circa 15.000 metri quadri. In essa sono situate le nuove serre che costituiscono una struttura lunga 110 metri, larga 42 metri e alta 18 metri nel punto più alto che si trova a nord e corrisponde alla serra tropicale umida.

All’interno delle serre si incontrano idealmente le principali zone climatiche della terra, partendo dalle zone tropicali, passando attraverso le zone sub-umide e temperate, fino a quelle desertiche. Il percorso è, inoltre, un viaggio fitogeografico dall’America all’Africa, dall’Asia all’Europa e all’Oceania, aree lontane tra loro ma caratterizzate dalla presenza di ecosistemi con condizioni ambientali simili. Già l’orto antico con le sue 6000 specie ben rappresenta la biodiversità, ma nelle nuove serre si aggiungono altre 1300 specie in un percorso espositivo molto innovativo. Attraverso le piante è possibile raccontare anche la storia dell’uomo: le usiamo da sempre per mangiare, per curarci, per vestirci e come materia prima in molte applicazioni industriali. Il progetto delle nuove serre ha mantenuto il collegamento con l’orto antico attraverso una progettazione che rispetta le dimensioni, le proporzioni e l’orientamento degli assi dell’antico “Hortus Cinctus” e che collegano visivamente le cupole della basilica di Santa Giustina con quella di Sant’Antonio. Molta attenzione è stata dedicata alla realizzazione di un edificio che riduca al minimo l’impatto ambientale: ottimizzazione dello sfruttamento dell’energia solare attraverso pannelli fotovoltaici che producono l’energia elettrica necessaria ad alimentare pompe che regolano il ciclo dell’acqua e il funzionamento automatizzato dell’intera struttura. L’acqua delle precipitazioni naturali viene invece raccolta in una vasca di 450 metri cubi per costituire una riserva idrica, e un pozzo artesiano preleva ad una profondità di 284 dell’acqua che viene continuamente riciclata per alimentare le cascate e le vasche presenti, ma anche per garantire la vaporizzazione dell’acqua all’interno delle serre.

Il nuovo orto costituisce quindi un complesso tecnologicamente avanzato, rispettoso dell’ambiente, integrato perfettamente nel tessuto cittadino con una grande potenzialità nella creazione di relazioni scientifiche, culturali e di intrattenimento.

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ORTO ANTICO

1545 anno di fondazione dell’orto Botanico Universitario più antico del mondo
1585 anno di messa dimora della pianta più antica dell’Orto Botanico Chamaerops humilis (L), conosciuta come palma di Goethe
1680 anno di messa a dimora del Platanus orientalis (L)
1997 inserimento nella lista del patrimonio Mondiale Unesco
2,2 ha estensione dell’Orto antico
6000 le specie vegetali coltivate nell’Orto antico
69.200 visitatori nel 2013 di cui 17.650 studenti

 

ORTO NUOVO:
GIARDINO DELLA BIODIVERSITÀ

1,5 ha estensione del Nuovo Orto
4000 m2 superficie delle nuove serre di cui circa la metà è coltivabile
1300 le specie coltivate nelle serre
450.000 litri la capacità della vasca di recupero dell’acqua piovana
3.643.722 litri volume delle acque piovane recuperate in un anno
52.200 KW/h l’energia elettrica prodotta in un anno dall’impianto fotovoltaico
34.000kg la quantità di anidride carbonica non immessa nell’atmosfera grazie all’utilizzo dell’energia solare
Giugno 2014 apertura al pubblico

 

 

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