Il nuovo Rapporto Ocse evidenzia che nel nostro Paese gli stipendi reali sono più bassi del 6,1% rispetto al 2021 e nel 2026 è previsto un nuovo calo dello 0,9%
Ce ne rendiamo conto tutti giorni semplicemente andando a fare la spesa di generi alimentari, ma non solo.
Gli aumenti costanti dei prodotti sono sotto gli occhi di tutti e a conti fatti si spende sempre di più per portare a casa sempre meno. Nonostante negli ultimi anni vi siano stati miglioramenti sugli stipendi reali, vale a dire quelli che tengono conto non tanto della somma in sé quanto del potere d’acquisto, l’Italia è all’ultimo posto tra tutte le grandi economie mondiali che compongono l’Ocse con ben 6,1% in meno nelle buste paga rispetto al 2021. Non solo.
Quest’anno è in arrivo un ulteriore calo dello 0,9%. E’ la triste fotografia che emerge dall’ultimo Rapporto Employment Outlook 2026 dell’Ocse secondo il quale è evidente che i salari italiani non tengono il passo dei prezzi e l’inflazione si abbatte come una scure su famiglie e lavoratori.
Occupazione su ma buste paga sempre più leggere
I dati che riguardano l’occupazione sono ai massimi storici al 62,8%, pur se comunque è lontana dalla media Ocse del 72,1% e il tasso di disoccupazione ai minimi. Ciò nonostante il Pil ha una crescita lieve e il livello di povertà rimane sostanzialmente lo stesso, vuoi per le tensioni internazionali, che secondo le stime penalizzeranno anche la crescita dei salari nel 2027 portandola solo a un +0,2%, come anche per il rinnovo al ribasso dei contratti collettivi nazionali.
Guardando i numeri, nel 2025 gli italiani hanno guadagnato in media uno stipendio annuo di circa 34.733 euro. Appena 31 euro in più rispetto al 2021 quando però equivaleva a 35.837 attuali.
A pesare sulla situazione vi sono poi significativi divari che colpiscono in particolare le donne e i giovani, oltre a segnali di rallentamento della crescita occupazionale nell’ultimo anno.
I sostegni per le famiglie: in luglio arriva il contributo dell’assegno unico universale
Per chi ha stipendi pesantemente sotto la media, arriverà anche a luglio l’assegno unico universale, il contributo economico che spetta per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni.
Gli importi, che per il 2026 sono stati rivalutati dell’1,4% in linea con l’adeguamento dell’inflazione, per i minorenni vanno da un massimo di 203,80 euro mensili con Isee fino a 17.468,51 a un minimo di 53,80 senza Isee o oltre 46.582,71.
Per i figli maggiorenni gli importi sono ridotti.
L’Inps ha comunicato il calendario degli accrediti: per i nuclei familiari che non hanno registrato variazioni rispetto al mese precedente il pagamento arriva lunedì 20 e martedì 21 luglio.
Per chi ha presentato una nuova domanda – va fatta direttamente sul sito Inps utilizzando Spid, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi – o ha comunicato modifiche quali la nascita di un figlio, variazione dell’Isee o del nucleo familiare, il pagamento tramite bonifico sul conto corrente indicato nella domanda è disposto nell’ultima settimana del mese a conclusione dei controlli amministrativi. Maggiorazioni dell’importo sono previste per figli con disabilità, nuclei con almeno tre figli, madri con meno di 21 anni e bambini fino a tre anni quando entrambi i genitori lavorano.



