Estate al mare o in montagna: tante azioni da mettere in campo

Il mare del Cavallino
Nella foto in alto: Il Monumento alla Partigiana realizzato da Augusto Murer

L’estate veneta si avvia alla programmazione.
Risulta fondamentale conoscere le prescrizioni del prossimo DPCM del Governo per approntare delle misure specifiche per ogni situazione.
Nel frattempo, sia per il mare che per la montagna, istituzioni e operatori disegnano le prime linee guida.
Le parole d’ordine restano distanziamento sociale, sanificazione, diversificazioni di accessi e uscite, incentivazione delle prenotazioni online per i servizi giornalieri e contingentamento degli accessi.

Le spiagge del Lido: il Blue Moon, primo a riaprire

Venezia Spiagge è la società che, al Lido di Venezia,  ha la concessione più ampia.
Gestisce l’intero litorale nord dell’isola, dagli ombrelloni e i servizi del Blue Moon a San Nicolò, passando per la “Zona A”. Proprio la nuova spiaggia del Blue Moon sarà la prima ad aprire. La data indicata, salvo restrizioni contrarie, è quella del 4 maggio.

@Venezia Spiagge

Il piano di riapertura prevede innanzitutto la predisposizione di ingressi e di uscite separati tra chi usufruirà dei servizi a pagamento e chi vorrà semplicemente accedere alla battigia.
Per terra, saranno posizionati dei segnali per il rispetto del distanziamento sociale.

Ci sarà anche una biglietteria, ma sarà soprattutto potenziato il servizio di prenotazione online in modo tale da evitare che si creino delle code. Sulla spiaggia il comparto ombrelloni, posizionati a debita distanza, sarà perimetrato con cordame e pali.

Caratteristiche delle spiagge del Lido di Venezia sono le capanne.
Sono diverse per ogni spiaggia e stabilimento balneare.
Ma sono tutte vissute per lo più dai veneziani, che con il loro nucleo familiare o con amici, le affittano per l’intera stagione estiva.

Lido di Venezia, le capanne sulla spiaggia del Des Bains

Le capanne : “Zona A e B dal 29 maggio?

Sempre confidando nel via libera del Governo, l’obiettivo di Venezia Spiagge sugli spazi organizzati a capanne in “Zona A” e “Zona B” è quello di partire il 29 maggio.
Qualora le decisioni del Paese non consentissero la fruizione delle strutture, la società prevede rimborsi completi per chi ha prenotato e sta valutando anche eventuali rimborsi parziali in caso di apertura ritardata.
L’ipotesi iniziale di un’assegnazione alternata delle capanne non è confermata.
L’intenzione è quella di dar risposta a tutte le persone che hanno prenotato. Così come quella di garantire che, come da sempre, le capanne possano essere condivise da più persone o nuclei familiari.
“Non possiamo limitare il numero di coloro che usufruiranno della capanna o chiedere all’intestatario la lista di tutte le persone che la occuperanno – dice il direttore di Venezia Spiagge Sebastian Perini- Ma chiederemo anche agli utenti di aiutarci nella gestione e nello scaglionamento delle presenze. Comunque, sono fiducioso nel fatto che sarà possibile gestire anche questo aspetto, visto che una regolamentazione, sia pur minima, è nell’interesse di chi usufruisce della capanna”. Soprattutto in questi casi, infatti, la capanna è utilizzata come spogliatoio e deposito. Il problema quindi sarebbe legato non tanto all’uso in sé o ai nuclei familiari quanto alla gestione dell’andirivieni.

Cosa non si potrà fare al Lido di Venezia

Sono due le consuetudini che di sicuro non potranno essere mantenute nell’estate del coronavirus.
La prima riguarda le tavolate dell’ora di pranzo, quando probabilmente dovranno essere organizzati dei turni tra gli ospiti se questi condividono una stessa capanna.
La seconda riguarda gli ombrelloni privati in spiaggia. La ragione di quest’ultima decisione è legata alla vigilanza.


“Senza ombrelloni, la forza pubblica chiamata a verificare il corretto distanziamento – spiega  il direttore di Venezia Spiagge – potrà farlo agevolmente anche da lontano. Al contrario, non sarebbe semplice a 150 metri di distanza valutare quanta gente c’è sotto a un ombrellone. Servirebbe un dispiegamento di agenti tale che si snaturerebbe la spiaggia e si sguarnirebbe il resto della città”.

Docce e servizi

Un altro momento che tradizionalmente vede crearsi grossi assembramenti è quello delle docce a fine giornata. Da anni, Venezia Spiagge prevede l’uso di un braccialetto elettronico per accedere ai servizi igienici e quindi tale forma di regolamentazione sarà incentivata. Sarà ovviamente obbligatorio l’uso delle ciabatte e bisognerà igienizzare le mani prima di entrare in bagno.
L’ingresso in doccia sarà comunque contingentato, con un numero massimo di presenze contemporanee. Ogni giorno sarà fatta la sanificazione completa dei servizi.

In attesa del DPCM

“L’Amministrazione comunale di Venezia – dice il prosindaco del Lido di Venezia Paolo Romor– si sta impegnando e facendo di tutto affinché le spiagge possano essere aperte, nel pieno rispetto dei dettami governativi. E lo stiamo facendo in piena collaborazione con i gestori degli stabilimenti balneari. Sappiamo infatti quanto sia importante che le nostre spiagge siano regolarmente operative, nell’estate 2020. Importante sia per i cittadini, tanto più dopo due mesi passati in casa, ma anche per la città e le attività economiche”.

@ Venezia Spiagge

 Nei giorni scorsi, il Comune ha organizzato così una videoconferenza con le categorie del Lido: dai concessionari delle spiagge, agli albergatori, ai gestori di chioschi e bar.
A ognuno di loro è stato chiesto di presentare in tempi rapidissimi un proprio progetto per elaborare, la prossima settimana un regolamento che interpreti le esigenze di tutti.

I mezzi pubblici

Il Comune di Venezia sta ragionando anche sul tema dei trasporti per raggiungere l’isola.
Poiché  il distanziamento sociale sarà un tema caldo anche e soprattutto all’interno dei mezzi di trasporto pubblici, sarà favorito, per il trasporto alle spiagge, l’uso dei ferry boat, la cui capienza consentirebbe di far salire un numero maggiore di persone.


L’ipotesi è quella di un’ordinanza che garantisca l’utilizzo del ferry boat con la macchina solo ai residenti, ai lavoratori e agli ospiti degli alberghi dell’isola, in modo tale che tutti gli altri possano accedervi a piedi o con la bicicletta.
Actv è stata incaricata dal Comune di organizzare inoltre, soprattutto nei weekend estivi, una serie di linee dirette dal centro storico. Verso l’estrema propaggine meridionale dell’isola, gli Alberoni, è attiva la linea diretta di battelli con Fusina, dove è possibile parcheggiare la macchina per chi arriva dalla terraferma.

@ Bagni Alberoni

Linee guida comuni per tutto il litorale veneto

UnionmareVeneto, l’ente che rappresenta tutte le principali concessioni di spiagge e campeggi, sta lavorando a un approccio unitario e coordinato con un documento articolato in 18 punti, che è stato inviato alle tre Ulss (Serenissima, del Veneto Orientale e Polesana) e alla Conferenza dei sindaci della costa. Una sintesi che intende aiutare le istituzioni competenti ad elaborare linee guida unitarie.

La “giornata tipo” dell’estate 2020

Il documento segue idealmente il percorso del turista balneare nella sua “giornata tipo”, dall’acquisto del biglietto per andare in spiaggia fino a sera. Anche in questo caso, il leit motiv di fondo è il distanziamento sociale.
“I servizi – spiega Alessandro Berton, presidente di Unionmare Veneto – andranno riorganizzati, a partire dal distanziamento degli ombrelloni e dalla sanificazione di cabine, servizi e strutture, lettini compresi. Abbiamo proposto anche una serie di regole per contingentare gli accessi. Per le spiagge organizzate, questo aspetto si declina con l’incentivazione delle prenotazioni, in particolare on line.

Veneto Spiaggia- Cavallino Treporti – Punta Sabbioni

I campeggi del Cavallino-Treporti e le spiagge di Jesolo

Un vantaggio sottolineato da rappresentanti e amministratori, che vale per tutte le spiagge venete, è quello della ampiezza dei nostri arenili.


Il punto delicato, all’interno dei campeggi, è invece, come negli alberghi, quello della gestione degli spazi comuni.
I gestori dei campeggi del Cavallino-Treporti hanno programmato di incontrarsi a inizio della settimana per definire misure e procedure.
Pur con qualche polemica, legata proprio a come assicurare la tutela sanitaria, il Comune di Jesolo sta invece studiando un modo per dedicare alla fruizione gratuita dei residenti due aree in concessione, i settori 12 e 18 dell’arenile, in zona piazza Brescia e zona Croce Rossa.

Estate in sicurezza anche in montagna

E per chi non ama il mare? Anche per la montagna si sta lavorando al fine di poter partire con la stagione estiva. La Regione Veneto sta definendo un protocollo su misura per i rifugi alpini. Si tratta di 160 strutture oltre i 1.000 metri di quota, sparse sul nostro territorio, che offrono più di 3.600 posti per l’ospitalità. Anche in questo caso, siamo in presenza di realtà assolutamente tipiche e le norme allo studio dovranno riuscire a contemperare i precetti sanitari con la garanzia per le imprese di poter portare avanti un’attività economicamente gestibile.

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