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Diritto alla riparazione: in vigore le regole “anti-usa e getta”

Diritto alla riparazione: in vigore le regole “anti-usa e getta”

Da giovedì 22 ottobre diventa operativo il decreto che recepisce nell’ordinamento italiano le regole europee che favoriscono le riparazioni

Comprare, utilizzare e poi gettare quando non funziona più.
La logica dell’“usa e getta” è una delle peculiarità più marcate dell’era del consumismo. Perché, negli ultimi decenni, l’idea del “riparare” che contraddistingueva i nostri nonni si è via via affievolita con il passaggio delle generazioni.
Eppure gli oggetti a cui si potrebbe prolungare la vita, riducendo nel contempo la produzione di rifiuti, non mancano. Compresi smartphone, tablet e cordless, lavatrici e lavastoviglie, lavasciuga e aspirapolvere. E, ancora, apparecchi di refrigerazione, asciugabiancheria, display elettronici, server e sistemi di archiviazione dei dati, fino ai mezzi di trasporto che incorporano specifiche batterie.

Le nuove norme: dall’Europa all’Italia

L’elenco è tutt’altro che casuale.
Già prima dell’attuale fase di difficoltà economica (che magari ha spinto più di qualcuno a pensarci bene prima di gettare e ricomprare qualcosa), l’Unione Europea già nel 2024 si è mossa introducendo una direttiva specifica. Che, tra l’altro, la Commissione stima possa generare 4,8 miliardi di euro di investimenti.
Per le 11 categorie di prodotti sopra citate, cioè, si è introdotto un vero e proprio “diritto alla riparazione” che tutela il consumatore. Diritto che, dopo quanto annunciato in estate, da giovedì 22 ottobre 2026 deve essere riconosciuto anche in Italia, con l’entrata in vigore del decreto legislativo che recepisce nel nostro ordinamento le norme europee.

Diritto alla riparazione: le novità per i consumatori

La normativa, che ha validità retroattiva per i beni venduti a partire dal 31 luglio, rivoluziona l’idea stessa del “post vendita” come è stato finora inteso. Da servizio accessorio e costo da gestire, questa fase viene cioè ad assumere un ruolo sempre più importante all’interno delle relazioni commerciali. E non solo tra venditore diretto e compratore finale, ma anche nella filiera che parte dal produttore e passa attraverso la distribuzione ed eventuali importatori. Il destinatario del diritto alla riparazione è comunque innanzitutto il consumatore.
L’acquirente, già adesso, è tutelato durante il periodo di garanzia legale, che ha una durata minima di 2 anni. Con le nuove norme, chi ha comprato uno dei prodotti individuati tra quelli che presentano una serie di specifici requisiti di riparabilità e richiede la riparazione in questo arco di tempo, godrà di ulteriori 12 mesi in cui potersi avvalere della responsabiltà del venditore per difetti di conformità. E, se la riparazione risulta impossibile, può essere proposto in ogni momento un prodotto ricondizionato.

La riparazione dopo la scadenza della garanzia

Anche terminato il periodo di garanzia legale, il decreto prevede che sussista, esclusi i casi di impossibilità tecnica, un obbligo di riparazione a titolo gratuito, o comunque a un prezzo ragionevole, e con tempistiche ragionevoli. La norma riguarda però solo i beni specificamente individuati e, dunque, la garanzia non diventa gratuita e illimitata per ogni prodotto. Le informazioni su servizi di assistenza e ricambi devono inoltre essere rese più accessibili e trasparenti, con la prospettiva di avere, nel 2027, anche una piattaforma europea per facilitare l’incontro tra consumatori e riparatori, rafforzando le possibilità di scelta per i primi anche al di fuori dai centri assistenza ufficiali.
Intanto, è stato introdotto un modulo europeo in cui andranno inseriti i principali dettagli del servizio, come natura del guasto, disponibilità (gratuita o a un prezzo ragionevole) di un prodotto sostitutivo durante la riparazione, tipo di intervento proposto, tempistiche e relativo prezzo o, quantomeno, indicazione dei criteri di calcolo ed eventuale costo massimo. Il riparatore, in ogni caso, può effettuare un sopralluogo a pagamento per stimare il danno, ma informando preventivamente il cliente. E, come ricambi, possono essere utilizzati pezzi originali, compatibili o stampe 3D.

Alberto Minazzi

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