Fino al 26 ottobre, possibili le correzioni con il 730 integrativo. Per il modello correttivo e aggiuntivo la scadenza è il 2 novembre. Dal 2027, un nuovo motore di ricerca e 8 Testi unici per facilitare la conoscenza delle regole
Nella montagna di carte che ci troviamo a riesaminare, quando dobbiamo presentare la dichiarazione dei redditi può succedere di dimenticare qualche documento. Per esempio, può sfuggire una fattura medica che, se pagata con uno strumento tracciabile, dà diritto a un rimborso. Ma le possibili sviste possono essere anche altre.
La possibilità di annullare un modello 730 inviato contenente errori o omissioni è però scaduta da tempo. Questa operazione è stata infatti possibile solo fino al il 22 giugno.
Il sistema fiscale, però, prevede una serie di modelli aggiuntivi, con relativi termini di scadenza, per effettuare le correzioni alle dichiarazioni incomplete.
Anche questa opportunità si sta comunque avvicinando alla scadenza. In particolare, il prossimo lunedì, 26 ottobre, è l’ultimo giorno utile per presentare il 730 integrativo e, nell’esempio di una spesa detraibile come quella sopra indicata, vedersi riconosciute le somme a cui si ha diritto attraverso un conguaglio del sostituto d’imposta.
Il 730 integrativo e gli errori che può correggere
Oltre alle spese detraibili, i rimborsi Irpef ottenibili da dipendenti e pensionati attraverso il 730 integrativo riguardano anche i familiari a carico e agevolazioni non precaricate, come il trattamento integrativo dell’ex “Bonus Renzi”.
Va sottolineato che anche per chi avesse presentato la dichiarazione online in autonomia utilizzando la precompilata, o nel caso in cui la trasmissione sia stata effettuata dal sostituto d’imposta, la correzione va obbligatoriamente presentata attraverso un Caf o un professionista abilitato.
La rettifica è possibile tanto quando comporti un maggior credito, quanto quando ne derivi un minor debito o non muti l”imposta. Il contribuente deve esibire al Caf sia la documentazione delle voci aggiunte o corrette, sia tutta quella fornita a datore di lavoro o ente pensionistico che abbiano prestato assistenza per la dichiarazione originaria.
Oltre ai rimborsi, da inserire sotto il “codice 1”, il 730 integrativo consente anche di inserire, modificare o correggere i dati del sostituto di imposta. Se è questa l’unica modifica rispetto al 730 già presentato, si ricade all’interno del “codice 2”. Se, invece, l’integrazione dei dati del sostituto si unisce all’inserimento di spese dimenticate, il codice di riferimento presente sul frontespizio è il “3”.
Per il 730 integrativo di tipo 2 sono diverse scadenze (il 10 novembre 2026) e modalità di invio (va utilizzata l’applicazione web della precompilata) se il sostituto comunica il diniego al conguaglio. Ciò può avvenire, per esempio, dopo che il contribuente ha cambiato lavoro o perso il posto dopo la presentazione della dichiarazione. In questo caso, si può indicare un nuovo sostituto, in assenza del quale il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Gli altri modelli per modificare il 730
Il caso di diniego al conguaglio da parte del sostituto comporta modifiche al modello utilizzabile per richiedere anche il completamento o la correzione di altri dati della dichiarazione. Si deve cioè ricorrere ai cosiddetti “Redditi correttivo”, “Redditi aggiuntivo” e “Redditi integrativo”, che hanno scadenze più lunghe e regole diverse sui rimborsi. Questi modelli vanno utilizzati anche per le modifiche quando l’errore aumenta il debito o si sono superati i termini fissati.
Se a commettere l’errore è stato il Caf o il commercialista, il contribuente deve segnalarlo per ottenere l’elaborazione di un 730 rettificativo. In tutti gli altri casi, il “Redditi correttivo” è l’alternativa al 730 integrativo tra il 26 ottobre e il 2 novembre. Con modifiche favorevoli al contribuente, è possibile chiedere il rimborso. Quando invece ne risulta un minor credito o un maggior debito, la differenza va versata contestualmente insieme a interessi legali e sanzioni ridotte.
La scadenza del 2 novembre si applica anche al “Redditi aggiuntivo”, con cui dichiarare dati non contenuti nel 730, ma non per effettuare modifiche. Quando infine l’errore viene scoperto dopo il 2 novembre, l’ultima possibilità è quella di presentare il “Redditi integrativo” entro il 31 dicembre 2031. In questi casi, se la presentazione supera il termine della dichiarazione successiva il credito viene utilizzato in compensazione con F24 sui debiti degli anni seguenti.
Dal 2027 arriva “TrovaTU”
Il fatto che siano previste diverse possibilità di correttivi è un’implicita ammissione della complessità del sistema tributario. Proprio nella prospettiva di operare una semplificazione va allora letta l’iniziativa del Governo di raccogliere più di 4.700 disposizioni fiscali contenute in oltre 440 provvedimenti legislativi in 8 “Testi unici”.
Le raccolte di norme, che eviteranno le frammentazioni e renderanno più organico il sistema, entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027.
Ognuno dei Testi unici si occuperà di specifiche materie: sanzioni tributarie amministrative e penali; tributi erariali minori; giustizia tributaria; versamenti e riscossione; disposizioni legislative in materia di imposta di registro e di altri tributi indiretti; disposizioni legislative in materia di Iva; disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi; disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento.
TrovaTu
Per completare l’iniziativa, il Ministero dell’Economia ha inoltre realizzato un nuovo motore di ricerca, chiamato “TrovaTU”, per facilitare a cittadini, professionisti e imprese l’accesso ai Testi unici.
Attraverso “TrovaTU” sarà possibile innanzitutto l’individuazione della collocazione esatta delle norme, ma anche verificare eventuali abrogazioni e modifiche. In questo caso, saranno messi a disposizione anche testi a fronte per confrontare le diverse versioni.
Per il contribuente sarà per esempio più agevole comprendere le regole relative al 730 compilato, a partire dall’applicazione delle detrazioni. Ma anche le norme applicate in materia di cartelle esattoriali, dai termini di pagamento, alle sanzioni, alla possibilità di rateizzazione. Per ottenere tutte le informazioni sarà infatti sufficiente digitare l’argomento all’interno del motore di ricerca.
Alberto Minazzi



