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Cocaina, Thc e ketamina: c’è droga nell’aria

Cocaina, Thc e ketamina: c’è droga nell’aria

Roma è al primo posto per quantità di particelle di droga rilevate nell’aria, ma anche la centralina del Campus Scientifico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha tracciato sostanze stupefacenti legate alle polveri sottili PM10

Cocaina, Thc, il principale principio attivo psicoattivo della pianta di Cannabis e ketamina.
Non nelle acque reflue, ma nell’aria che respiriamo.
E’ quanto è stato scoperto dall’analisi della qualità dell’aria della centralina del Campus Scientifico dell’Università di Ca’ Foscari che ha sede a Mestre. Su 14 campioni esaminati, indicativi dell’andamento di tutta la città, in tutti sono state trovate tracce di cocaina; in 11 tracce di Thc e in 9 di ketamina, pur se in valori significativamente più bassi rispetto ad altre città italiane.
Il primato negativo spetta a Roma, al primo posto per le particelle di sostanze stupefacenti nell’aria, secondo quanto emerge dai dati del Dipartimento delle Politiche contro la Droga, che annualmente presenta la Relazione al Parlamento, e le ricerche del Cnr sull’inquinamento atmosferico.

Nuovi indicatori del consumo di droga sul territorio

La novità rilevante è che oltre alle acque reflue sono ora i controlli antismog a rivelare la presenza di droghe nel particolato atmosferico, vale a dire PM10 e Pm2.5.
I dati 2026 della Relazione indicano che la Capitale detiene il record nazionale di concentrazione di cocaina nell’aria, con un picco registrato dalla centralina di Bufalotta, mentre Firenze è prima in Italia per la presenza di Thc e ketamina oltre a un terzo posto per cocaina aerodispersa. Anche Napoli ha alti livelli di cocaina nell’aria. Altre città del Nord Italia come Milano, Torino e Bolzano hanno evidenziato forti presenze di queste sostanze nei loro sistemi di scarico urbano, confermandosi grandi piazze di consumo.

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Il monitoraggio a Mestre

La centralina del Campus Scientifico di Ca’ Foscari invece ha rilevato a Mestre circa 250 picogrammi (un picogrammo, pg, equivale a un bilionesimo di grammo, ndr) per metro cubo di cocaina e valori più bassi per le sostanze Thc e ketamina, che risultano oltre quattro volte inferiori rispetto a Roma.
Lo studio generale ha analizzato i filtri PM10 di 38 centraline distribuite in 16 città italiane nel periodo tra la primavera 2025 e l’inverno 2026 cercando residui atmosferici di cocaina, Thc e ketamina.
La cocaina è stata scoperta nel 100% dei campioni, con una concentrazione mediana nazionale di circa 190 pg/m3.
Il Thc, presente nel 70% dei campioni analizzati, mostra concentrazioni mediamente più elevate nel fine settimana, mentre la ketamina con una percentuale rilevata del 77%  ha livelli più costanti nel corso della settimana.
L’esposizione passiva attraverso l’aria è stata comunque stimata come ampiamente inferiore a qualunque dose farmacologica significativa.

La Relazione 2026 sul fenomeno delle dipendenze in Italia

La Relazione al Parlamento rileva che quasi uno studente su quattro, il 23%, ha consumato almeno una sostanza illegale, percentuale che raggiunge il 26% nella fascia 15-19 anni.
Per cause droga correlate si registra un incremento del 15% di accessi in Pronto Soccorso e +7.8% nei decessi che sono arrivati a 249. I consumi sono ripresi in modo precoce con una significativa crescita di stimolanti, cocaina e sostanze psicoattive stimolanti create in laboratorio, i catinoni sintentici. Impropriamente definiti “sali da bagno” per aggirare le normative antidroga, sono venduti online con diciture “non per il consumo umano” o “chimiche per ricerche”. Riguardo all’impatto sanitario e sociale la cocaina ha superato l’eroina come principale causa di morte.

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Nel 2025 il 33% dei decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine è stato attribuito a questa sostanza, anche responsabile del 32% dei ricoveri ospedalieri.

Cannabis e nuove sostanze psicoattive

Il consumo di cannabis, pur rimanendo la sostanza psicoattiva più diffusa tra le giovani generazioni, è in lieve diminuzione, mentre sul fronte delle Nuove Sostanze Psicoattive lo scorso anno ne sono state identificate 92 circolanti sul territorio nazionale appartenenti alle classi dei cannabinoidi sintetici e semi sintetici, dei catinoni sintetici, delle arilcicloesilamine, delle fenetilamine e degli oppioidi sintetici. Accanto all’uso di sostanze illegali, la Relazione evidenzia come rimangano molto diffusi tra i giovani anche i consumi di alcol e tabacco: quasi 500 mila studenti minorenni ha fumato tabacco nel corso del 2025 e circa 380 mila ragazzi under 18, pari a un quarto della popolazione scolastica minorenne, riferisce almeno un episodio di ubriacatura nel corso dell’anno.

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